Censite più di 1700 aziende italiane in Cina
13 Settembre 2006
PECHINO: Diffusi proprio in concomitanza con l'inizio della missione del presidente del Consiglio Romano Prodi in Cina i primi dati di una ricerca che Osservatorio Asia sta conducendo in collaborazione con l'Ambasciata e la Camera di commercio italiane a Pechino sulla presenza delle nostre aziende nel paese asiatico. Censite più di 1700 imprese, di cui almeno trecento operanti a Hong Kong. Si tratta perlopiù di aziende di grandi dimensioni: solo il 4% conta infatti meno di cinquanta dipendenti. La maggior parte di esse ha sede nelle aree industrialmente più competitive come Shanghai, Jiangsu e Guangdong e può vantare una forte espansione commerciale. L'Italia si piazza tuttavia solo 19esima nella classifica dei paesi che investono maggiormente in Cina. Prima di noi, tutti gli altri stati membri del G8. Ecco perché l'Assocamerestero -- l'organizzazione che riunisce tutte le camere di commercio italiane all'estero -- auspica che il viaggio della delegazione italiana in Cina rafforzi ed intensifichi le relazioni economiche tra i due paesi. E per quanti ancora temono che ciò possa risultare controproducente per la nostra economia, emerge un dato incoraggiante: la delocalizzazione pare non avere influito negativamente sull'occupazione in Italia, anzi, in alcuni casi, si è dimostrata persino provvidenziale per la sopravvivenza stessa dell'azienda. Tuttavia, la decisione d'investire in Asia è stata presa solo in pochissimi casi per ovviare alle difficoltà finanziarie -- il 33% delle imprese era infatti in attivo al momento della delocalizzazione -- mentre per i più si è trattata essenzialmente di un'azione motivata da una scelta economica rivelatasi poi lungimirante.
Raffaella Serini
PECHINO: Diffusi proprio in concomitanza con l'inizio della missione del presidente del Consiglio Romano Prodi in Cina i primi dati di una ricerca che Osservatorio Asia sta conducendo in collaborazione con l'Ambasciata e la Camera di commercio italiane a Pechino sulla presenza delle nostre aziende nel paese asiatico. Censite più di 1700 imprese, di cui almeno trecento operanti a Hong Kong. Si tratta perlopiù di aziende di grandi dimensioni: solo il 4% conta infatti meno di cinquanta dipendenti. La maggior parte di esse ha sede nelle aree industrialmente più competitive come Shanghai, Jiangsu e Guangdong e può vantare una forte espansione commerciale. L'Italia si piazza tuttavia solo 19esima nella classifica dei paesi che investono maggiormente in Cina. Prima di noi, tutti gli altri stati membri del G8. Ecco perché l'Assocamerestero -- l'organizzazione che riunisce tutte le camere di commercio italiane all'estero -- auspica che il viaggio della delegazione italiana in Cina rafforzi ed intensifichi le relazioni economiche tra i due paesi. E per quanti ancora temono che ciò possa risultare controproducente per la nostra economia, emerge un dato incoraggiante: la delocalizzazione pare non avere influito negativamente sull'occupazione in Italia, anzi, in alcuni casi, si è dimostrata persino provvidenziale per la sopravvivenza stessa dell'azienda. Tuttavia, la decisione d'investire in Asia è stata presa solo in pochissimi casi per ovviare alle difficoltà finanziarie -- il 33% delle imprese era infatti in attivo al momento della delocalizzazione -- mentre per i più si è trattata essenzialmente di un'azione motivata da una scelta economica rivelatasi poi lungimirante.
Raffaella Serini