FOSHAN: Grandi progetti in arrivo per la "città delle ceramiche": il governo municipale di Foshan, conosciuta in tutto il mondo per le sue ceramiche, ha tracciato un ricco piano di sviluppo a beneficio del settore.
Solo poco tempo fa, un articolo intitolato "L'industria della ceramica ha bisogno d'aiuto", pubblicato su un sito Internet per le piccole e medie imprese, descriveva con toni malinconici il "dispiacere e la vergogna" provati dai produttori cinesi: l'industria delle ceramiche vanta una tradizione millenaria sia in termini di qualità e arte, che di tecnologie, e ha influenzato da sempre i gusti e lo stile di vita degli occidentali. Ma, per una serie di cause concatenate, proseguiva l'autore, lo splendore del passato è stato via via sminuito dal rapido sviluppo delle aziende straniere.
Oggi il 70% delle ceramiche mondiali è fabbricato in Cina. Ma, pur essendo il primo paese produttore, sono pochissimi i suoi marchi conosciuti all'estero. Non solo, continua l'autore: nei supermercati di alto livello, i brand cinesi non compaiono sugli scaffali perché ritenuti di bassa qualità. Le oltre diecimila aziende produttrici di ceramiche si sono ridotte a mere fabbriche dei boss occidentali, per i quali "è sufficiente aggiungere un'etichetta per vendere all'estero a prezzi da capogiro, pagando i manufattori cinesi con stipendi da fame".
Recentemente alla fiera di Francoforte, sessantotto espositori cinesi sono stati multati per avere infranto i diritti della proprietà intellettuale. Pericolo Cina? "Mentre i colossi internazionali si arricchiscono alle nostre spalle, le ceramiche cinesi vengono oggi vendute al prezzo di 0,35, dollari l'una". Negli anni sessanta dello scorso secolo, costavano 0,3 dollari l'una.
Di chi è la colpa? Secondo l'autore dell'articolo, è in gran parte da imputarsi agli stessi cinesi, che non hanno finora recepito gli insegnamenti del mercato. Basti pensare che su diecimila aziende produttrici in Cina, gli esperti di design si contano sulle dita di una mano .
Quasi a farlo apposta, un articolo pubblicato qualche giorno fa dal quotidiano cinese China Daily preannuncia grandi cambiamenti per la fiorente industria delle ceramiche di Foshan.
Il vicesindaco della città, Huang Weiguo, ha assicurato che sono in programma significativi interventi volti a incrementare gli investimenti nell'innovazione tecnologica e a rendere le fiere di Foshan prime nel mondo.
Per le oltre duecento aziende di Foshan, sono previsti tagli e fusioni, che daranno visibilità alle migliori e taglieranno fuori dal mercato quelle che non rispettano i criteri di tutela ambientale. A tale proposito il governo municipale ha costituito una task force, che dovrà studiare e introdurre le nuove linee guida per lo sviluppo.
Fra i progetti già stabiliti, sono una Camera di Commercio per le Ceramiche, cinque bazar speciali e due o tre nuove fiere annuali per attrarre un maggiore numero di visitatori. Verrà inaugurato anche un Museo della Ceramica della superficie di 6,67 ettari, che ospiterà i migliori prodotti della tradizione ceramica cinese.
In attesa delle novità promesse, le stime della Foshan Association of the Porcelain Industry indicano che nel 2005 la Cina ha esportato all'estero 22,1 milioni di pezzi di prodotti sanitari e 314 milioni mq di ceramiche da rivestimento, valori che quest'anno supereranno rispettivamente i 37 milioni e i 400 milioni di mq. Si prevede che nel 2010 la produzione industriale passerà dagli attuali 2,5 miliardi a oltre 6,25 miliardi di dollari l'anno, con una crescita del 15% year on year.





