NUOVA DELHI: Nelle scorse settimane su Corriere Asia abbiamo affrontato il tema dell'Incredible India, slogan dietro al quale si cela un'industria -- quella del turismo -- sempre più in progresso, nonostante le difficoltà incontrate dagli operatori nel superare le ormai tradizionali barriere, rappresentate per lo più dalla mancanza di infrastrutture adeguate nell'ospitare la crescente massa di turisti.
Fortunatamente per il settore, i flussi in entrata nel subcontinente sembrano essere piuttosto eterogenei. Nonostante l'interesse cultural-religioso sia ancor oggi la motivazione principale che spinge gli stranieri a visitare l'incredibile Paese, esistono altri motori in grado di stimolare la locomotiva turistica indiana.
Uno di questi è rappresentato dall'elevatissimo numero di persone indiane non residenti (i cosiddetti NRI), che periodicamente rientrano nella patria natia per riabbracciare amici e parenti. Da uno studio recente pare che gli emigrati indiani abbiano anche un altro motivo per rientrare in India: risparmiare sulle spese del matrimonio.
Questo è quanto emerge da diverse pubblicazioni che hanno fatto il giro dell'Inghilterra, dove, forse, più di qualcuno iniziava a domandarsi come mai le coppie anglo-indiane andassero a celebrare il rito sempre più spesso in India piuttosto che in Inghilterra, nonostante la residenza in loco.
La risposta è stata trovata, senza grossi sforzi, nei portafogli delle famiglie degli NRI; un matrimonio indiano costa molto meno che in Inghilterra ed innumerevoli sono i risparmi: gli abiti, la prenotazione degli alberghi, il cibo, i trasporti, la possibilità di trascorrere in alcune località esotiche vicine la luna di miele e così via, proseguendo in un lungo elenco che comprende ulteriori immediati vantaggi.
Non sorprende, quindi, osservare che qualche tour operator è diventato una sorta di "organizzatore" di matrimoni, e che ogni anno le prenotazioni raddoppiano. Anche quest'anno la tendenza dovrebbe essere la stessa degli scorsi dodici mesi, in cui il settore turistico ha raggiunto degli introiti vicini ai 42 miliardi di dollari. Tuttavia la conferma arriverà solo ai primi di marzo, al termine della stagione dei matrimoni, che dura come da tradizione da novembre a febbraio.





