NUOVA DELHI: Visionario benefattore per alcuni, furbo imprenditore per altri. Da qualunque parte si voglia osservare il fenomeno, è inutile cercare di rimarcare come Muhammad Yunus, recente Premio Nobel per la Pace, faccia sempre parlare di sé.
Il banchiere della Grameen Bank si è recentemente espresso in termini molto netti sulla situazione della povertà in Asia, dichiarando che gran parte della popolazione del Sud del Continente sopravvive in condizioni di miseria, pur vivendo in un "oceano di denaro" cui però non riesce ad accedere.
Yunus ha sostenuto di aver fatto la sua parte sforzandosi a realizzare ciò che le banche convenzionali non sono mai riuscite a fare, dando credito alle persone meno abbienti. "Penso che il credito debba essere riconosciuto come un diritto degli esseri umani" - ha poi aggiunto Yunus, ribadendo che le banche commerciali ordinarie si ostinano a non prestare soldi ai più poveri.
In questo modo, per il banchiere della Grameen Bank, si influisce negativamente sul loro futuro. "Io non sono interessato al passato di una persona, né a sapere quando qualcuno che ha ricevuto soldi non li ha resi" - dice Yunus (il quale ha ammesso di aver dato una possibilità anche a un ex assassino uscito di prigione). "Non chiediamo garanzie. Il mio semplice ragionamento è che la persona che riceve un prestito lo restituirà perchè vorrà mantenere la porta del credito aperta per opportunità future".
Non sorprendano, quindi, i bassi tassi di insolvenza dichiarati dalla Grameen Bank. Il sistema del micro-credito, in India e in Bangladesh (ma non solo), pare funzionare bene. La Grameen - che dal 1983, anno della sua indipendenza, ha concentrato la sua attività sulla clientela delle zone rurali - è posseduta per il 90% dai finanziatori privati, mentre il 10% è di proprietà istituzionale. Da allora ha dato gradualmente il via a un sistema di concessione dei prestiti non basato sulle garanzie, quanto su un obbligo partecipativo che impegna solidalmente tutti i creditori beneficiari di un prestito.
I frutti del lavoro ultraventennale di Yunus stanno nei numeri: quasi 7 milioni di debitori, la stragrande maggioranza donne. Grameen fornisce i suoi servizi in quasi 75 mila villaggi, coprendo il 90% circa delle realtà cittadine del Bangladesh. Proprio le donne sembrano essere la chiave del successo della Banca: "Mi sono interessato maggiormente nei servizi alle donne e mi sono assicurato che potessero ricevere dei prestiti, perchè le donne sono sempre state ignorate in precedenza. Nemmeno l'1% dei debitori delle banche convenzionali è donna" - dice Yunus, sostenendo di aver cambiato questa regola non scritta anche in virtù del fatto che le donne si dimostrano più affidabili nella gestione del credito e nella sua restituzione.
Obiettivo dichiarato di Yunus è "portare fuori dalla povertà, entro il 2015, il 100% delle famiglie clienti della Grameen Bank".





