Thailandia: partita la campagna contro la nuova Costituzione

Thailandia: partita la campagna contro la nuova Costituzione
15 Marzo 2007
BANGKOK: Ha avuto inizio la scorsa settimana la campagna di protesta organizzata dal movimento "Thay Say No" per sensibilizzare gli elettori thailandesi sulla necessità di respingere la nuova Costituzione, il cui testo, attualmente in via di definizione, sarà oggetto di referendum nazionale nel prossimo mese di settembre.

Gli esponenti del movimento, infatti, unitamente a gran parte dell'opinione pubblica, temono che la nuova carta costituzionale possa rappresentare un serio pericolo per le istituzioni democratiche del paese, dal momento che potrebbe consentire al governo militare di consolidare o addirittura ampliare i poteri conquistati a seguito del colpo di stato dello scorso 19 settembre.

Numerosi attivisti stanno organizzando marce di protesta e incontri con la popolazione per convincere l'elettorato a non accettare quella viene da molti considerata come una Costituzione palesemente antidemocratica.

Della nuova carta costituzionale è stata peraltro redatta fino ad oggi solamente una bozza, ma ne sono già state tracciate alcune importanti linee guida. Una volta redatto ed approvato dal governo, il testo sarà sottoposto a referendum nazionale nel mese di settembre.

Secondo alcune anticipazioni, la nuova Costituzione prevederebbe la formazione di un Consiglio Nazionale di Sicurezza, presieduto da esponenti di primissimo piano dell'esercito, che avrebbe lo scopo di fornire consulenza sui temi di sicurezza nazionale al futuro governo. Il testo, inoltre, e su questo punto si concentrano le maggiori critiche dell'opinione pubblica, prevederebbe la possibilità che il primo ministro non venga eletto direttamente dal popolo, ma da una cerchia governativa vicina ai militari. Un provvedimento analogo, che di fatto esclude l'elezione democratica del premier, fu adottato anche nel 1992, generando violente manifestazioni di piazza represse nel sangue dalla giunta al potere.

Il leader del movimento "Thay Say No", Sombat Boonngamanong, ha spiegato che il processo di stesura del nuovo testo costituzionale si presenta già come palesemente antidemocratico, vista l'assenza nel gruppo di lavoro di qualsivoglia rappresentante democraticamente eletto. Per la redazione della Costituzione i generali hanno infatti costituito un comitato ad hoc, il Constitution Drafting Committe (CDC), formato da 35 membri vicini all'esercito e presieduto dall'ex capo dell'intelligence thailandese.

"I generali hanno unilateralmente deciso di mettere al bando la Costituzione del 1997 ed hanno selezionato al loro interno e a loro discrezione i membri del gruppo chiamato a redigere la nuova carta, senza coinvolgere nel processo alcun partito", ha sottolineato Mr. Sombat.

Il gruppo di lavoro dovrebbe realizzare entro 6 mesi il testo definitivo della nuova Costituzione, da sottoporre a referendum popolare a settembre, mentre entro la fine dell'anno dovrebbero avere luogo le elezioni nazionali così come promesso dai militari al momento del colpo di stato.

Gli attivisti del movimento hanno programmato per il prossimo sabato una massiccia marcia di protesta, cui hanno già manifestato la propria adesione esponenti del mondo accademico e culturale. Il timore diffuso è che il nuovo testo costituzionale possa comportare un sovvertimento dei valori democratici e l'instaurazione di una vera e propria dittatura militare, anche se in molti prima di pronunciarsi attendono di leggere il testo definitivo che sarà diffuso dal governo.

I militari al potere hanno inoltre annunciato che presto verrà reso noto il nome del nuovo primo ministro ad interim che prenderà il posto del premier uscente Thaksin Shinawatra, di fatto esautorato dall'esercito. Le incertezze politiche, peraltro, accompagnate dalla instabilità nel sud del paese, si stanno riflettendo negativamente anche sul campo economico, vista la flessione nella crescita del prodotto interno lordo e la pesante riduzione della domanda interna fatta registrare nei primi due mesi dell'anno.


Fabio Grandin
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