PECHINO: Il pragmatismo del socialismo di mercato cinese sembra aver vinto nuovamente la propria battaglia dando scacco matto al revisionismo ideologico comunista. Ne è testimonianza concreta l'approvazione della legge sulla tutela del diritto di proprietà privata, realtà su cui da anni il Partito cerca di fare chiarezza e di convenire definitivamente con un disegno di legge organico, in grado di attestare la modernità del sistema cinese nel confronto con i propri interlocutori internazionali.
E finalmente, dopo anni di controverso coordinamento fra le componenti del Partito, pochi giorni fa si è arrivati ad un approdo concreto in materia legislativa, conquistato non senza sollevare polemiche. Una svolta che permetterà da ora in avanti, la piena tutela dei diritti individuali per la proprietà privata
La legge approvata con 2799 voti a favore sui quasi 3000 votanti, delegati nell'Assemblea Nazionale del Popolo, non è altro che il disegno di legge proposto e in parte approvato lo scorso anno, e immediatamente accantonato per le ripercussioni da parte della componente più reazionaria del Partito, che fece naufragare la normativa.
La nuova legge viene ad offrire ora ai privati un sistema di tutela della proprietà privata pari a quella che per oltre tre decadi di riforma è stata mantenuta solo a favore dell'esercizio della tutela alla proprietà di Stato. Ed è proprio il Quotidiano del Popolo, sotto l'attenta guida del Partito, ad aprire il proprio editoriale con un'osservazione che fino a pochi mesi fa sarebbe suonata d'avanguardia "...l'attuale disegno di legge prevede un accurata tutela nell'equilibrio dei diritti di proprietà dello Stato e di ogni individuo".
Il testo approvato in seduta dalla NPC è estremamente chiaro "...la proprietà di Stato, della collettività e dell'individuo sono protetti dalla legge e nessun soggetto o unità potrà infrangere tale tutela".
Ma al di là del formalità del principio sono i riferimenti concreti a segnalare la novità della legge approvata: la normativa, infatti, tutelerà la proprietà individuale dei redditi, delle case, dei risparmi, degli investimenti e dei guadagni dagli investimenti, così come il diritto dell'accesso e della tutela alle eredità. Per i proprietari di immobili e di edifici la legge garantisce il diritto di proprietà e dell'esercizio profittuale del medesimo sui beni contenuti nelle strutture. Tra l'altro con l'approvazione di questo disegno si apre una nuova fase per i beni collettivi, che vedranno confermato il radicale processo di privatizzazione in una modalità ancora non del tutto pianificata. Il Partito ha però rassicurato che il sistema collettivizzato delle terre che rientra nel sistema di sicurezza sociale, non verrà, per il momento, intaccato dal processo di privatizzazione.
Il socialismo riformista sottolinea con soddisfazione la realizzazione di una legge moderna, al passo con le esigenze degli interlocutori commerciali sparsi per tutto il mondo in grado di trovare ora in Cina la tutela legale valida a concludere gli affari d'alto livello in tutta tranquillità. Ma se da una parte i sostenitori della legge dichiarano la fine del crimine economico nei confronti delle aziende private, dall'altra, gli scettici criticano la normativa e la pongono quale diretto sostegno alla corruzione burocratica o quale offesa al valore del collettivismo marxista.
La polemica però non sembra trascinare nessuno, né i tecnici né ovviamente gli uomini d'affari seduti fra le fila dell'NPC. Ma anche gli intellettuali e autorevoli esponenti del mondo accademico cinese parlano di una legge necessaria e assolutamente condividibile. Sulle pagine del China Daily è possibile leggere il commento favorevole del Prof. Wang Liming, che detiene la cattedra di giurisprudenza all'Università del Popolo di Pechino "l'egualitaria garanzia di tutela per la proprietà di Stato e dell'individuo è basilare per sostenere nel miglioramento la posizione cinese nel mercato mondiale e promuovere la competizione legale negli affari e mantenere la sussistenza degli interessi incrociati con i partners stranieri."
Cosa succede al rigorismo politico cinese? Credo sia importante tener presente quali siano state, già negli ultimi anni, gli steps che hanno preceduto quest'ultima fase legislativa della NPC e che chiarificano senza troppa confusione la dimensione della politica di riforme di Pechino. Basti pensare, a tal proposito, al "grande balzo in avanti" dei businessmen nel 2002, con cui è stato ufficialmente permesso ai grandi uomini d'affari di avere accesso alle cariche politiche e istituzionali fra le file del Partito. E soprattutto alla riforma dello scorso 2004 con cui si è garantito valore al diritto della proprietà privata e ha spianato la strada per l'attuale modifica legislativa.





