TOKYO: Il Giappone ha tremato domenica scorsa in una violenta scossa che ha toccato quasi i 7 punti della scala Richter e scosso violentemente tutta la prefettura di Ishikawa, sulla costa occidentale dell'Honshu. L'epicentro, segnalato dall'agenzia meteorologica giapponese, è stato riscontrato alle 9.42 del mattino, nella regione dell'Hokuriku a 300 km da Tokyo, nelle immediate vicinanze della baia di Noto nel Mar del Giappone a pochi km da Kanazawa, capoluogo della prefettura di Ishikawa.
Wajima, villaggio di pescatori famoso per rinomata tradizione ittica e culturale, è stato gravemente danneggiato e ne esce fortemente provato sia dal punto di vista dei danni alle infrastrutture che per sofferenza umana: una donna di 52 anni, Kiyomi Miyakoshi ha perso la vita e oltre 162 persone sono rimaste ferite, fra cui 16 in maniera grave, così come riferito dall'emittente pubblica NHK.
Un'esperienza scioccante per la prefettura di Ishikawa che non riscontrava un livello d'intensità simile per un terremoto dal 1926. Più di duecento le abitazioni gravemente danneggiate e 25 edifici completamente distrutti. Per ore la regione ha sopportato la totale assenza d'elettricità e l'annullamento dei collegamenti aerei e tranviari da Tokyo.
Un disastro naturale ovviamente scioccante che però non sembra allarmare particolarmente l'amministrazione pubblica e la quotidianità di una società abituata a convivere con tale pericolosità. Il ricordo del tremendo disastro di Kobe del 1995, distrutta in seguito ad una scossa del 7.3 grado di magnitudine e in cui furono perse ben 6.437 vite, è ancora acceso nella memoria di ogni giapponese, così come il recente terremoto di Niigata, nelle vicinanze di Tokyo, registrato nel 2004 scorso, ha risvegliato la coscienza collettiva sulla necessità di prepararsi al costante aumento di scosse sismiche registrate negli ultimi 10 anni.
La tv giapponese ha mostrato i palazzi di recente costruzione, progettati secondo un'ottica antisisma, vacillare violentemente per oltre trenta secondi sotto le scosse.
Qui a Tokyo però, la realtà continua ad essere turbinosa ma per ragioni ben diverse, dovute più che altro alla propulsione economica e sociale di una delle capitali più dinamiche del mondo, così come per le recenti gaffe politiche che dalle sale del Parlamento invadono le pagine dei quotidiani e i tg. Non vi è alcun segno però d'allarmismo per quanto avvenuto a Wajima.. Il terremoto non è stato minimamente avvertito dalla popolazione nella capitale, così come non vi è stata percezione delle decine di scosse registrate sempre fra le giornate di domenica e lunedì in tutto il Giappone. Assestamenti che, secondo alcuni autorevoli pareri, potrebbero anticipare una nuova scossa nei prossimi giorni.
Ma la voce degli esperti è tenuta in un angolo e poco urlata anche dalla stampa nazionale che non getta panico fra la gente. La notizia del terremoto passa in secondo piano fra i giapponesi dai cui discorsi sembra più intuibile la trepidante attesa per la fioritura primaverile dei ciliegi, al tono allarmato con cui i media a livello internazionale hanno sottolineato la condivisibile gravità dell'evento.
In un'ottica di rassicurazione globale interviene anche il Governo che, nella voce del suo primo ministro Shinzo Abe, assicura la garanzia di un rapido ritorno alla normalità per le famiglie colpite direttamente dal disastro che beneficeranno di un intervento d'assistenza capillare.
"E' normale che a Tokyo la vita riprenda turbinosa e a tratti incurante" spiega Luigi Boccasile, giovane insegnante d'italiano che vive nella capitale giapponese da oltre un anno ormai "in un anno qui a Tokyo avrò percepito decine di scosse e senza che ne venga data particolare rilevanza dalla stampa così come fra la gente, e anche un italiano finisce per abituarsene, anche se forse con un timore in più"
E il timore, questo forse più comune, sembra essere lo spettro del Big One, il terremoto divenuto ormai leggenda che le statistiche giapponesi attendono da oltre un ventennio e che dovrebbe da un momento all'altro squarciare il Giappone in due parti. Una previsione ritenuta realmente attendibile dall'analisi dello spettro sismico dell'ultimo centinaio di anni e preannunciato dal disastro di Kobe.
Trattasi di una paura celata forse, e anche stamattina la Tokyo sonnambula ha ripreso a correre nella sua stravaganza e nella sua apparente noncuranza.





