Quale scenario per la Corea del Nord?

Quale scenario per la Corea del Nord?
28 Marzo 2007
PYONGYANG: Difficile se non arduo provare a fare previsioni circa l'evoluzione politica ed economica della Corea del Nord.

Il primo scoglio da superare è quello di una stessa analisi dettagliata della struttura economica della Corea del Nord che è resa impossibile dalla mancata pubblicazione, sin dagli inizi degli anni '60, di dati economici sistematici e congiunturali.

La politica di isolamento autarchico e internazionale (il cosiddetto "Juche" teorizzato da Kim Il-Sung) e di riarmo nucleare continua a pregiudicare enormemente le condizioni di vita della popolazione civile e a distrarre risorse dalla crescita economica.
A tutto ciò vanno ad aggiungersi le preoccupazioni relative all'assenza di un chiaro successore al "caro" leader nazionale, Kim Jong-il: una sua uscita di scena spingerebbe quasi certamente i militari, o una fazione, ad assumere il potere de facto.

Mentre I test missilistici dello scorso ottobre sembravano indicare uno spostamento nell'equilibrio all'interno del regime a favore proprio delle fazioni più estremiste, oggi si registra una netta inversione di marcia da parte del regime di Pyongyang, che da poche settimane ha raggiunto l'accordo con l'ONU per lo smantellamento del proprio programma missilistico e nucleare in cambio di quasi un milione di tonnellate di petrolio. Anche se l'evoluzione della trattativa di disarmo trattata all'interno del Six Party sembra aver trovato una situazione di stallo per via dell'incomunicabilità politica col Giappone.
Nonostante ciò, è un fatto che le sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite imposte al Paese dopo i test nucleari di ottobre hanno duramente e ulteriormente colpito il commercio e gli investimenti esteri, primi fra tutti quelli sudcoreani nelle zone economiche speciali di Sinuiju, Mt Kumgang e Kaesong.

Sul fronte della politica economica molto dipenderà dalla misura in cui Kim Jong-il e il suo apparato militare consentiranno al premier, Pak Pong-ju, di procedere lungo il cammino delle riforme economiche. Il dato più certo e importante è la sopravvivenza del vecchio sistema di pianificazione centrale di matrice stalinista, sempre più improbabile e anacronistico. Altri cambiamenti sembrano altrettanto improbabili, soprattutto sul fronte delle privatizzazioni sia delle industrie che delle aziende collettive.

La vera sfida di politica economica per la Corea del Nord, quindi, consisterà anche nel prossimo biennio nell'avviare un'economia che non si è ancora ripresa dalla cessazione improvvisa degli aiuti sovietici, avvenuta 15 anni fa, e dalle conseguenze tragiche di questo avvenimento, in termini di de-industrializzazione e carestia. Inoltre, la presenza della Corea del Nord nella lista nera del Dipartimento di Stato degli USA continuerà a bloccare l'accesso del Paese alla Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, cui in ogni caso la Corea non sembra essere ansiosa di aderire.

Il prossimo biennio vedrà un incremento degli aiuti dalla Corea del Sud, sia per motivi politici sia finanziari senza che ciò porti nel breve a una riunificazione che, sebbene obbiettivo di ogni presidenza, continua a essere paventata dalla stessa popolazione del Sud come minaccia per il tenore di vita medio. Le relazioni della Corea del Nord con gli Stati Uniti resteranno invece invariate almeno fino alle prossime elezioni americane del 2008, mentre quelle con la Cina dovrebbero rafforzarsi.


Angelo Toscano
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