TOKYO: La condanna a due anni e mezzo di reclusione senza condizionale inflitta il 16 marzo scorso all'imprenditore giapponese Takafumi Horie ha scosso l'opinione pubblica giapponese, se non altro perché si tratta del secondo arresto ai danni di un dirigente d'azienda nella storia del paese. Se a ciò si aggiunge che Horie era ormai diventato una figura pubblica di rilievo- una dozzina di libri pubblicati, continue apparizioni in TV, un energy drink col suo nome ed un gioco da tavolo basato sui suoi metodi imprenditoriali- si capisce come questo evento stia scuotendo il business establishment nipponico.
Pupillo dell'ex primo ministro Junichiro Koizumi, che lo aveva eretto a modello per la nuova generazione di imprenditori giapponesi, Horie era considerato il ragazzo prodigio dell'imprenditoria giapponese. Dopo aver abbandonato gli studi presso la prestigiosa Università di Tokyo, Horie aveva fondato a soli 23 anni una piccola società di servizi Internet, Livin' On the Edge. Rinominata Live Door, a seguito di diverse manovre di ingegneria finanziaria, la compagnia era arrivata ad acquisire un valore di mercato di circa 15 milioni di dollari ed il controllo di diverse aziende. Tuttavia, il modo aggressivo di fare affari di Horie, definito "non-giapponese" dai media, gli aveva nel frattempo attirato le antipatie degli imprenditori giapponesi più tradizionalisti.
A contribuire alla sua cattiva reputazione nel mondo del business era stata l'acquisizione, nel 2004, di alcune quote del Nippon Broadcasting System, ottenute in maniera non proprio ortodossa, ossia comprandole a mercati chiusi. A ciò va aggiunto il fare arrogante e menefreghista caratteristico di "Horiemon"- così è soprannominato per una vaga somiglianza col personaggio dei cartoni animati Doraemon- che parla usando un linguaggio colloquiale di tipo giovanile, non si preoccupa di indossare giacca e cravatta e si fa vedere in giro su costose macchine sportive, accompagnato da donne da capogiro.
Nel 2005 Horie ha deciso di candidarsi come indipendente alle elezioni parlamentari, ma non ha ottenuto abbastanza voti. In un'intervista televisiva rilasciata nel novembre 2005 alla CNN, Horie ha dichiarato che il Giappone ha urgente bisogno di riforme monetarie e che egli sente la responsabilità di dover contribuire al cambiamento del paese. Dopo essersi scagliato contro il sistema scolastico giapponese, reo di creare personalità inflessibili e povere di individualismo, Horie si è proposto come modello per le nuove generazioni. Tra i suoi progetti per il futuro, oltre a quello di creare un'agenzia di viaggi nello spazio, Horie ha menzionato quello di promuovere la pace nel mondo attraverso lo sviluppo di un'alga multi-vitaminica da distribuire nei paesi poveri e, possibilmente, quello di diventare Primo Ministro ("Ma- ha aggiunto- va bene anche qualcun altro, basta che sia una persona brillante e in gamba").
IL 18 gennaio 2006, con l'improvviso aprirsi dell'inchiesta su Live Door, il prezzo delle azioni della compagnia si è ribassato del 14.4% in un giorno, con ordini di vendita talmente alti da costringere la Borsa di Tokyo a chiudere 20 minuti in anticipo per la prima volta nella sua storia. Il processo, durato poco più di un anno, ha visto Horie indagato per aggiotaggio e false comunicazioni societarie. Horie avrebbe deliberatamente falsificato il bilancio del gruppo Livedoor, portandolo nel 2004 da un passivo di 2 milioni e mezzo di dollari ad un attivo fittizio di circa 43 milioni di dollari. Dopo la condanna a due anni e mezzo di reclusione del suo presidente, il 23 marzo scorso Live Door ha ricevuto la sanzione più alta mai inflitta ad un'azienda nipponica (2,4 milioni di dollari).
La condanna di Horie, secondo il Wall Street Journal, è un segnale che le autorità giapponesi stiano lavorando per migliorare la trasparenza dei conti delle aziende quotate in borsa, per potenziare le regolamentazioni e per smantellare i privilegi di cui gli uomini d'affari hanno goduto finora. L'unico altro caso di arresto di questo tipo risale infatti al 1998, quando Yasuo Hamanaka della Sumitomo Corp. fu arrestato per commercio illegale. In tutti gli altri casi in cui executives siano stati trovati colpevoli, la pena era stata sempre sospesa, e i processi tenuti lontani dai media. Il "trattamento speciale" riservato ad Horie rende quindi plausibili le accuse di cospirazione che i suoi sostenitori hanno lanciato. È ragionevole pensare che le autorità Giapponesi, piuttosto che dare vita ad una ristrutturazione dei propri mercati che attragga gli investitori stranieri, si siano invece scagliate contro un imprenditore iconoclasta che stava minacciando lo status quo.
La condanna inflitta ad Horie a scontare una pena per i crimini commessi è sacrosanta. Tuttavia, il messaggio che la sua vicenda personale lancia agli uomini d'affari giapponesi è che- come recita un famoso adagio nipponico- il chiodo che sporge verrà comunque ricacciato dentro a martellate. Horie ha decisamente contribuito ad un rinnovamento nel modo di fare affari in Giappone. Nondimeno, il paese non è ancora pronto per una classe imprenditoriale indipendente e aggressiva, "all'americana". Inoltre, se vuole essere competitivo, il mercato giapponese necessita delle tanto auspicate riforme che garantiscano chiarezza e trasparenza. Per adesso, non rimane che stare a guardare gli effetti che il "modello Horie" avrà sulla classe dei giovani dirigenti giapponesi, incoraggiandoli forse a fronteggiare lo status quo imposto dai mandarini della finanza nipponica.





