TOKYO: Finalmente è primavera in Giappone. Qui a Tokyo ieri, nella zona di Chiyoda, subito in prossimità del palazzo imperiale e del discusso tempio di Yasukuni, migliaia di persone si accalcavano in processione per ammirare i ciliegi nel loro primo mankai, la piena fioritura. Un evento importante, assunto a ruolo identitario per una popolazione che, pur barcamenandosi fra tecnologie e stranezze d'avanguardia, non sembra dimenticare il grande valore culturale e sociale associato a determinate fasi nello scorrere delle stagioni. L'Ohanami, vissuto in queste giornate di sole e vacanza per molti giapponesi, in veri e propri picnick sotto i sakura (ciliegi) in fiore, richiama agli occhi di qualsiasi straniero l'importanza di come un simile evento naturale sia assunto oggi dalla società giapponese a scansione e, perché no, a normalizzazione della frenesia quotidiana. E nel sorprendente fascino paesaggistico della Kudan saka macchiata di rosa e bianco da foltissimi ciliegi in fiore, ieri proprio nel centro di Tokyo veniva ricordato il rapporto di collaborazione ed amicizia, ormai più che decennale, sancita da anni di rassegne e delegazioni fra Italia e Giappone.
Sede dell'evento è il palazzo bianco e rosso dell'Istituto Italiano di Cultura a Tokyo, situato proprio nel cuore del quartiere di Chiyoda dove, fra le fila di giapponesi in coda sotto i ciliegi, sventola il tricolore accanto alla bandiera del sol levante.
Proprio ieri difatti, si è tenuta in questa locazione un'importante conferenza, inserita nel programma della rassegna "Primavera italiana in Giappone 2007". Tema della giornata Energia: fonti rinnovabili ed energie alternative.
Il convegno ha visto il succedersi d'autorevoli contributi italiani e giapponesi in merito alle fasi di ricerca e sperimentazione in materia di sviluppo di energie alternative e dall'alto livello tecnologico. Uno scambio di pareri fra tecnici italiani e giapponesi che permette già da ora di monitorare il livello di sinergie così come di differenze strutturali negli accessi alle risorse energetiche per entrambi i Paesi.
La conferenza, promossa dall'Ambasciata Italiana a Tokyo, è stata inaugurata da Aldo Amati, dell'ambasciata italiana e da Haruhiko Ando, Direttore della Divisione per le nuove tecnologie e le energie rinnovabili, del METI (ministero dell'economia e del commercio internazionale giapponese).
A fornire un' ampia descrizione del processo di sviluppo messo in atto dal nostro Paese è parso fondamentale l'intervento del prof. Saverio Li Causi di ENEA (Ente nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente), oltre ad autorevoli personalità accademiche provenienti da diverse università italiane, come il Prof. Francesco Fantozzi dell'Università di Perugia e il Prof. Vincenzo Naso dell'Università la Sapienza di Roma. L'apporto fornito dai ricercatori di ENEA, fra cui quello di Francesco Roca e Antonio Calabrò hanno interessato l'uditorio giapponese su attente analisi inerenti principalmente ai progetti di sfruttamento di fonti energetiche alternative in Italia per i prossimi anni; mentre Gianluca Timò, del CESI, laboratorio di ricerca industriale di Milano, e il suo collega Mauro Scagliotti si sono interessati rispettivamente alla ricerca di nuovi materiali per lo sfruttamento energetico seguendo tecnologie e applicazioni innovative e allo studio dello sfruttamento di cellule di combustibile e dell'idrogeno. Anche Gaetano Cacciola dell'ITAE (Istituto tecnologie avanzate per l'energia), insieme al collega Agostino Iacobazzi di ENEA, ha insistito sui progetti di implemento dell'utilizzo d'idrogeno per la produzione energetica. Un gruppo d'eccezione, quello degli esperti italiani, che ha trovato valido confronto e stimolo dal dialogo con la parte giapponese. Anche in questo caso autorità accademiche e imprenditoriali giapponesi hanno preso parte al dibattito attuando un acceso confronto su livelli di ricerca e di sviluppo fra i due Paesi.
"Questo meeting rappresenta una tappa importante per l'intera rassegna" -- mi spiega Andrea Bertozzi, consigliere dell"ambasciata d'Italia a Tokyo -- "perché realizza concretamente l'apporto di mutuo coordinamento e confronto fra la realtà della ricerca italiana e giapponese, con un'analisi reciproca rivolta alla diretta applicazione delle teorie proposte e che ci auguriamo possa convogliare presto in una collaborazione concreta fra i nostri due Paesi."
"La risposta giapponese agli eventi in programma per la Primavera italiana in Giappone 2007 è molto buona e ne sono una testimonianza diretta le richieste d'approfondimento avanzate dalla stampa nazionale e non solo di settore ai diretti organizzatori" -- continua Bertozzi.
La mostra intitolata "La mente di Leonardo" infatti che farà da cornice a tutto il calendario d'eventi fino a fine giugno e che si tiene al Museo Nazionale di Tokyo, segna tassi di visite altissimi ogni giorno e non è che l'ultima conferma di quanto la curiosità giapponese ruoti intorno al nostro paronama culturale.
"Questi seminari legati al mondo della ricerca e della tecnologia" conclude il consigliere Bertozzi "servono realmente a tracciare una mappatura degli ambiti di consultazione e a stimolare l'approccio produttivo alla collaborazione nonchè all'ampliamento della risonanza delle innovazioni introdotte sui reciproci mercati".
Potremo veder avanzare passi importanti da questa tavola rotonda di tecnici e ricercatori impegnati nello studio di fonti d'energia rinnovabili. Linea di collaborazione, quella che ci si augura possa scaturire da questa rassegna, che pare essere già essere in attuazione per i progetti concernenti la robotica, oggetto di discussione in un precedente convegno tenutosi il 23 marzo scorso, dal titolo "I robot sono già con noi", dove anche la robotica nostrana sembra aver interessato per singolarità di scoperte e osservazioni la matura industria giapponese di questo settore.
Una buona occasione, secondo l'Ambasciata, principale istituzione promotrice della rassegna, per dimostrare quanto il nostro Paese abbia non solo da esportare ma anche da confrontare in termini d'investimento, produzione, turismo e cultura.
E mentre la primavera giapponese fiorisce nell'intensità dei suoi colori la nostra venere botticelliana troneggia sulle locandine di una Tokyo resa, per quest'anno, un po' più italiana.





