PECHINO: Uno dei mal di testa che hanno afflitto tutte le persone che come me
lavorano nel settore dell'elettronica è stata la necessità di adeguarsi alle
ultime normative europee come la ROHS (Restriction of Hazardous Substances
in electronic products), che richiedono l'eliminazione o la riduzione di
alcuni tipi di metalli nella fabbricazione di componenti elettronici.
Ma probabilmente è un mal di testa che vale la pena di affrontare vista
l'importanza e le ricadute che queste normative hanno, infatti anche se la
maggior parte della gente non ha mai sentito parlare di cromo esavalente,
bifenili polibromurati (PBB), eteri di difenile polibromurati (PBDE), tutti
sono comunque colpiti dagli impatti che tali materiali hanno, visto che
fanno parte di quei circuiti elettronici che sono dentro quegli oggetti che
ci circondano come televisori, frigoriferi, lavatrici, videoregistratori,
computer ed altro, e giustamente si comincia ad avere una certa sensibilità
sullo smaltimento di sostanze potenzialmente dannose per la salute.
Dal momento che la maggior parte della produzione mondiale di elettronica è
in Cina, è chiaro che le conseguenze dell'utilizzo di tali materie
colpiscono principalmente il grande paese asiatico, ed è quindi un piacere
vedere che uno dei brand cinesi maggiormente affermatisi all'estero, Lenovo,
uno dei leader mondiale nel settore dei PC, risulti prima in una classifica
che Greenpeace ha stilato sulle aziende che si sono rivelate più "amiche
dell'ambiente".
Nell'analisi di Greenpeace, che ha considerato 14 delle principali case
produttrici di computer e cellulari, si esaminano anche le strategie per una
riduzione dell'utilizzo di sostanze chimiche nocive per l'ambiente e
l'attenzione che i colossi dell'elettronica prestano al tema del riciclaggio
dei loro prodotti.
Per quanto riguarda le sostanze potenzialmente nocive, la classifica non
prende in considerazione solo la normativa europea ROHS, ma anche altri
elementi attualmente non considerati, e per quanto riguarda lo smaltimento,
l'associazione ambientalista analizza le politiche sulla resa dei prodotti
al costruttore, il riciclaggio, l'informativa e la reportistica su tali
attività
La classifica finale, dietro Lenovo, vede altri marchi molto noti quali
Nokia, Sony Ericsson, Dell e Samsung tra le prime. Girovagando nei forum,
blog e tutti i posti dove le comunità virtuali postano le loro opinioni
viene però contestato l'ultimo posto riservato ad Apple, che contrasta con
la sua immagine di azienda innovativa ed alternativa, mentre spesso si mette
in dubbio la capacità di un'azienda cinese di realizzare politiche
ambientaliste.
Come accennato prima, però, la produzione mondiale di elettronica è in
stragrande maggioranza concentrata in Cina, che per quanto riguarda questo
particolare settore industriale è veramente il paese di mezzo, e quindi ogni
costruttore di prodotti di elettronica ha sicuramente lì posizionata una
parte della propria filiera produttiva.
L'impatto che alcune politiche suggerite da Greenpeace, come la restituzione
ai costruttori delle apparecchiature obsolete per il loro riciclaggio o
smaltimento, sarà quindi enorme per la Cina, ed in ultima analisi non deve
essere di grande sorpresa che le aziende cinesi pongano via via maggior
attenzione alle tematiche ambientalistiche.





