SEOUL: Che la Cina abbia da sempre esercitato una forte influenza culturale e politico-diplomatica nei confronti della penisola coreana è risaputo. Tale ruolo, predominante fino al 1894 e neutralizzato dalla sconfitta nella guerra sino-giapponese nel 1895, è apparso di nuovo evidente con l'intervento dell'esercito dei volontari cinesi nella Guerra di Corea (1950-1953) a fianco della Corea del Nord di Kim Il-Sung. Da quel momento la Cina è tornata ad essere uno degli attori principali nella questione coreana, instaurando un legame di amicizia e cooperazione con la Corea del Nord che, nonostante periodi altalenanti, continua tuttora.
Il mutamento della politica cinese verso la penisola coreana è registrabile intorno la fine degli anni '70 (quando fra i due Paesi si instaurarono relazioni economiche indirette via Hong Kong) che segnò di fatto il graduale mutamento di una politica di legittimazione di una sola Corea (quella del Nord), dettata da fattori ideologici e strategici prodotti dalla divisione bipolare della guerra fredda. La nuova politica di riconoscimento delle due Coree, sebbene basata fino agli inizi degli anni 90 sul principio della separazione tra economia e politica, è nata da una visione più pragmatica e meno idealista da parte di Pechino e ha influenzato l'atteggiamento cinese nei confronti del problema della riunificazione coreana.
Attualmente l'interesse dominante di Pechino sembra essere quello di una penisola coreana pacifica e stabile e libera da presenza militare straniera, in primo luogo statunitense. La Cina, da questo punto di vista, percepisce la riunificazione coreana con una chiara ambivalenza. E' evidente che esistono validi motivi per cui Pechino dovrebbe, almeno in teoria, appoggiare la riunificazione coreana:
- Nel lungo periodo, la riunificazione aiuterebbe la pace e la stabilità nella penisola e in tutto il nord-est asiatico e scongiurerebbe, in un futuro che potrebbe risultare non molto lontano, lo sprauracchio di una massiccia immigrazione clandestina da parte di centinaia di migliaia di nordcoreani, a seguito del peggioramento della già critica situazione economica;
- la riunificazione coreana potrebbe poi portare al ritiro delle forze militari statunitensi dalla Corea del Sud, essendo la divisione della penisola e l'esistenza del governo di Pyongyang la causa prima della loro presenza in territorio sudcoreano. Ciò con grande sollievo di Pechino che, dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, vede nella presenza militare statunitense in Asia - e particolarmente in Corea del Sud, vista la vicinanza geografica tra i due Paesi - il maggior pericolo alla propria sicurezza nazionale;
- una Corea unita, e probabilmente più forte, sarebbe, inoltre, una forza utile per contrastare il Giappone in Asia Orientale e costruire così una nuova struttura multipolare nell'area;
- non bisogna dimenticare, infine, che la riunificazione delle due Coree fa e farebbe da eco al desiderio cinese di giungere alla riunificazione con Taiwan.
Tuttavia, la Cina apppare fortemente incerta e perplessa riguardo al futuro delle relazioni militari tra Stati Uniti e Corea del Sud, al destino politico della Corea del Nord e alle conseguenze politiche ed economiche di una rapida riunificazione. Se dal punto di vista strategico una Corea del Nord stabile e pacifica è un'indispensabile contrappeso tra Cina e Stati Uniti, dal punto di vista economico, una Corea del Sud prospera costituisce un partner insostituibile.
La riunificazione della penisola coreana e la probabile scomparsa del regime di Kim Jong-il potrebbe forse far diminuire sensibilmente l'influenza di Pechino nella vicina penisola; eventualità assolutamente non gradita ai cinesi. Non bisogna accantonare, inoltre, l'ipotesi che una Corea unita possa continuare l'alleanza, soprattutto militare, con gli Stati Uniti.
Una Corea unita, più forte economicamente e politicamente, potrebbe, inoltre, richiedere un diverso status nei rapporti con le altre potenze e, soprattutto a causa del risorgere di un mai sopito nazionalismo, avanzare richieste territoriali verso la Cina.
Proprio per questi motivi, almeno per il momento, il governo di Pechino sembra porre la stabilità della penisola coreana in un piano di politica internazionale più alto rispetto alla riunificazione, nell'attesa e nella speranza che il rompicapo coreano possa diventare un giorno finalmente decifrabile.





