SEOUL: Secondo la stampa internazionale, la visita in Corea del Sud del Presidente Prodi tenutasi il 18 e 19 Aprile scorso, rappresenta una tappa di grande importanza, non solo per il Bel Paese ma per l'espansione economica dell'Europa stessa. La Corea viene difatti reputata per le sue caratteristiche geopolitiche come il partner congeniale all'Italia nel proprio programma d'espansione delle relazioni economiche nell'Asia nordorientale. Si tratta della prima visita di un Presidente del Consiglio italiano in Corea e va ricambiare ufficialmente l'intervento della recente missione coreana in Italia dello scorso Febbraio di quest'anno.
Durante il suo soggiorno, Prodi è stato ricevuto dal Primo Ministro, Han Duck-Soo, e dal Presidente della Repubblica, Roh Moo-hyun. Si è svolto inoltre, presso l'Hotel Lotte di Seul, il Business Forum Korea-Italy, organizzato dall'Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) e dalla Federazione dell'Industria Coreana (FKI), con la collaborazione dell'Ambasciata d'Italia a Seul.
Al centro degli incontri, il rafforzamento dei rapporti commerciali con la terza economia dell'Asia, insieme a Cina e Giappone, e l'undicesima nel mondo e di cui l'Italia è il terzo partner tra i Paesi dell'Unione Europea dopo Germania e Regno Unito. Particolare riguardo si presta da parte italiana al rafforzamento della cooperazione politica bilaterale e allo sviluppo di sinergie italo-coreane nel campo della ricerca e dello sviluppo tecnologico, in cui la Corea del Sud è oggi uno dei paesi più dinamici (è il 6° al mondo per numero di ricercatori e il 7° per numero di brevetti depositati). Al centro del dibattito quattro temi specifici riguardanti il settore tessile, le energie rinnovabili, il disegno industriale e l'opportunità di investimenti nei vari campi d'attività. Il Ministro del Commercio Internazionale, Emma Bonino, ha messo in evidenza l'eccellente livello della tecnologia Made in Italy invitando gli imprenditori e i rappresentanti di istituzioni, associazioni di categoria e istituti bancari presenti all'incontro, ad incrementare i rapporti di collaborazione e gli investimenti per un ulteriore sviluppo degli scambi. Nella lente d'ingrandimento del governo italiano c'è dunque il sistema delle piccole e medie imprese coreane, che ha tanti aspetti uguali al nostro. Italia e Corea del Sud hanno, infatti, economie simili e potenzialmente complementari ma che dialogano e si conoscono ancora poco: il surplus della bilancia commerciale coreana è fatto di export di auto ed elettronica di consumo, mentre quello Italiano punta sui beni di consumo e sulla meccanica.
Sul tema degli investimenti coreani in Italia, Prodi ha sottolineato come essi "possono aumentare partendo dal settore della logistica". Il premier ha annunciato che alcuni tecnici coreani sono già partiti per Trieste a questo proposito. Grande è infatti l'attenzione del governo per uno sviluppo dei porti italiani che potrebbero diventare il punto di entrata delle merci asiatiche per l'intera Europa. Prodi ha infatti ricordato che in questo modo, attraverso l'Italia, i prodotti asiatici risparmierebbero "5-6 giorni di viaggio". "Le imprese coreane alla ricerca di un avamposto verso i mercati europei e mediterranei -ha spiegato il premier- possono inoltre trovare nel nostro Paese il contesto adatto a localizzare centri di design, ricerca e sviluppo, commercializzazione, nonchè porti e infrastrutture per le esigenze logistiche". Stesso discorso, aggiunge, vale per la Corea del Sud che "si pone come un ingresso privilegiato per i mercati asiatici. Le imprese italiane possono qui trovare un ponte per raggiungere i mercati del nordest e del sudest asiatico".
Il presidente Roh da parte sua ha mostrato grande interesse a questa prospettiva e ha spiegato che il governo coreano è pronto ad avviare una trattativa fin dal prossimo maggio con l'Unione Europea per stringere i tempi su un accordo di libero commercio. Naturalmente Prodi e Roh hanno parlato anche del problema del nucleare nord coreano: "L'Italia ha sempre appoggiato - ha detto Prodi - la coraggiosa politica di apertura del presidente Roh per la riunificazione delle due Coree e continuerà a farlo anche in futuro".
Per concludere, il bilancio di questo terzo viaggio in Asia, dopo quello in Cina e in India, viene giudicato da Prodi molto positivo. Fondamentale per la riuscita dell'approdo italiano in Asia, pare essere stata la triplice serie di viaggi ufficiali messa a segno negli ultimi 90 giorni con le visite in Giappone prima di due vicepremier, Massimo D'Alema e Francesco Rutelli, e a seguire quella deln presidente del Consiglio; si trattava difatti di recuperare ben 10 anni di silenzio diplomatico (l'ultima missione di un premier fu proprio quella di Prodi nel lontano 1997). "La nostra insistenza in questo Continente non è certo casuale, l'Asia riveste un ruolo di primo piano nell'assetto delle relazioni internazionali, e il XXI secolo sarà quello dell'Asia. Era dunque indispensabile riposizionare l'Italia in una posizione di rilievo nella comunicazione con i partners asiatici. Noi siamo un Paese necessariamente esportatore e la dimensione internazionale è un punto fondamentale della crescita del nostro Paese. Ci vorrà tempo ma la strada è stata almeno iniziata" continua il primo ministro. La Corea è un Paese "con cui ci sono rapporti commerciali intensi, ma con cui manca ancora un rapporto sistemico. Abbiamo cominciato a rimediare alle mancanze del passato e ora il rapporto anche politico è rafforzato. Con il presidente Rho abbiamo riscontrato una consonanza davvero straordinaria sui temi internazionali, dal multilateralismo all'Onu, e in futuro lavoreremo in modo amichevole".





