NEW DELHI. Scommettere sull'India conviene, e la collaborazione italo-indiana nel campo aeronautico - spaziale è un esempio di quanto possa essere conveniente per la nostra economia l'apertura ai settori industriali dei Paesi Emergenti.
Il satellite è italiano -- si chiama AGILE -- ma il lancio è stato tutto indiano, grazie alla poderosa spinta dei motori del PSLV-C8. Ciò ha consentito al Paese asiatico di fare il proprio sontuoso ingresso nel ristretto club delle sei nazioni che hanno lanciato satelliti commerciali nello spazio: il tutto è avvenuto alle 15:30 di lunedì 23 aprile, una data storica per l'industria aeronautico -- spaziale del subcontinente.
Il lancio è stato un successo: "perfetto e accurato", commentano dal Satish Dhawan Space Centre, luogo dove è avvenuto il decollo, aggiungendo che "questo è un momento storico non solo per l'India ma anche per la comunità scientifica europea, perché il satellite scoprirà i segreti dell'Universo".
Della stessa opinione è stato anche Giovanni Bignami, Presidente dell'ASI, l'Agenzia Spaziale Italiana, che ha commentato: "E' un momento molto importante per la nostra nazione e l'intera comunità spaziale. Sono orgoglioso di essere qui. Questo evento segna l'inizio di una nuova era di collaborazione tra l'Italia, l'Europa e l'India".
Di buona riuscita, oltre al lancio, è stato anche l'intero rapporto tra Italia e India. All'Italia si riconosce l'abilità di aver "scommesso" sulla tecnologia del subcontinente, preferendo la nazione asiatica alle altre cinque nazioni che già avevano sperimentato simili operazioni. La scelta nostrana è però ricaduta proprio sull'India, mentre si ritenevano maggiormente favorite Francia e Russia (che hanno alle spalle più di 800 missioni spaziali), seguite dagli Stati Uniti, dalla Cina e dal Giappone.
La scelta italo-indiana -- per alcuni sorprendente -- pare aver colpito nel segno: ora l'AGILE condurrà le proprie analisi in orbita nello spazio attraverso l'utilizzo di raggi X e di raggi gamma, e gli scienziati attenderanno con ansia i responsi delle minuziose rilevazioni.
Poco importa che il lancio sia costato in tutto oltre sedici milioni di dollari, qualche milione di dollari in meno del solito a causa della leggerezza del modulo. I motori del PSLV, ultra collaudati in passato (grazie al PSLV sono stati effettuati numerosi lanci nel corso degli ultimi dodici anni), saranno infatti utilizzati senza indugio anche nel prossimo futuro: l'appuntamento è per il 2008, quando le ambizioni indiane porteranno il Paese ad inaugurare la prima missione del subcontinente verso la luna, ribattezzata Chandrayaan-1





