Nell'inizio di settimana della Borsa di Mumbai succede poco (o quasi), dopo che la seduta del 27 aprile si era chiusa in un clima piuttosto cupo. Il Sensex continua a perdere punti e prosegue la sua permanenza sotto la soglia dei 14.000 punti superata appena poche sessioni fa. La seduta del 30 aprile si è conclusa infatti con un lieve calo (- 36 punti) che ha stabilizzato il BSE Sensitive Index (questo il nome completo dell'indice) a quota 13.872,37.
Gli investitori hanno però temuto il peggio quando durante la mattinata sono stati diffusi i risultati trimestrali -- con conseguenti commenti -- di alcune delle banche più importanti del settore. Risultati in parte soddisfacenti e in parte no (come quelli di ICICI Bank, i cui azionisti attendevano maggiori utili), che hanno avuto come effetto una depressione di oltre 200 punti, poi scongiurata da un recupero parzialmente inaspettato sul finire della sessione. L'altro indice fondamentale, il Nifty, ha invece chiuso in positivo (+ 4.40 punti) salendo a quota 4.087,90.
Ma l'instabilità del Sensex (anche se, in verità, si è visto molto di peggio) non è l'unico argomento degno di nota nella settimana finanziaria a Mumbai. È infatti oramai un coro unanime quello che si unisce alla voce del Governatore della Reserve Bank of India Yaga Venugopal Reddy, il quale ha dichiarato negli scorsi giorni la necessità impellente che l'India allinei il proprio tasso d'inflazione al resto del mondo per rafforzare il settore finanziario nazionale.
"Inflazione" è quindi il costante incubo degli economisti indiani, e ancor più del governo del Paese, che, sospinto proprio dalle previsioni (per alcuni analisti, ottimistiche) della Reserve Bank of India, sta facendo di tutto per portare l'indice al di sotto del 5% annuo.
L'anno fiscale conclusosi da qualche settimana (31 Marzo 2008) ha invece fatto registrare un tasso medio del 5,4%, mentre ad oggi il tasso dell'inflazione ruota attorno al 6%. L'obiettivo a medio termine è, comunque, ancora più ambizioso, e sarà quello di condurre il tasso in oggetto più vicino al 4% che al 5%, invertendo l'attuale tendenza contraria.





