PECHINO: In Cina, la legislazione sul lavoro potrebbe fare passi avanti grazie al fatto che McDonald's, Pizza Hut e Kentucky Fried Chicken pagano i lavoratori part-time al di sotto del minimo sindacale.
I media cinesi parlano di un vero e proprio "Mc scandalo" da quando un'inchiesta coordinata da Wang Huaping, del "New Express di Guangzhou", ha fatto emergere che le catene alimentari della provincia del Guangdong retribuiscono i dipendenti part-time tra i 4 e i 6 yuan all'ora (fra i 0,40 e i 0,60 centesimi di euro). Il governo provinciale aveva stabilito proprio all'inizio di quest'anno in 7.5 yuan orari(0,70 centesimi di euro circa) la paga minima per questo tipo di lavoratori.
Alcuni giornalisti del New Express si sono fatti assumere dalle tre catene, lavorandoci per circa un mese.
Dal reportage, pubblicato il 28 marzo, risulta che i part-time sono circa l'80 per cento del personale impiegato nei fast-food, quasi sempre studenti poveri che scelgono quell'attività per pagarsi gli studi.
Fanno spesso turni anche di 13 ore, mentre le normative sul part-time dispongono che la giornata lavorativa non possa eccedere le 5 ore. In caso di superamento di questa soglia, il datore di lavoro sarebbe tenuto ad assimilare il dipendente ai lavoratori full-time, con una serie di tutele sul piano contrattuale.
In Cina, McDonald's ha 670 ristoranti, per un totale di 50.000 dipendenti. I KFC sono più di 1.500 e Pizza Hut ha oltre 200 ristoranti. Queste due ultime catene fanno entrambe capo alla Yum! Brands Inc. e impiegano circa 100.000 lavoratori.
Gli echi del reportage sono arrivati fino alle autorità provinciali del Guangdong, che hanno disposto un'inchiesta ufficiale.
Il Dipartimento provinciale del lavoro e della sicurezza sociale ha comunicato il 10 aprile i risultati dell'inchiesta. Questi confermano che le tre catene hanno violato le normative sul lavoro, ma omettono di dire che i lavoratori siano stati sottopagati.
All'inchiesta ha partecipato anche il sindacato di Stato. Si tratta dell'unico ammesso in Cina e ha un'impostazione coorporativistica: rappresenta senza distinzione sia i lavoratori, sia il management. Tuttavia, ha a sua volta lanciato una campagna investigativa in tutto il territorio nazionale. Sono emerse irregolarità in dieci città e lo scandalo si è amplificato.
Come hanno reagito le catene di ristorazione? McDonald's si è affrettato a permettere l'ingresso del sindacato ufficiale in molti dei suoi ristoranti sparsi in tutta la Cina.
Nel frattempo, entrambe le compagnie hanno dichiarato di non avere violato alcuna legge sul lavoro. Sostengono infatti che molti di questi dipendenti part-time sono di fatto assunti "fuori contratto" per loro stessa volontà. Non trattandosi di lavoratori contrattualizzati, l'azienda non sarebbe tenuta a rispettare, nel loro caso, le normative vigenti.
Pare del resto che tale interpretazione sia abbastanza diffusa. Wang Huaping è riuscito a intervistare Cui Huanming, direttore marketing della Pepsi per il Guangdong, che ha dichiarato: "Gli studenti che abbiamo assunto non sono né lavoratori full-time, né part-time. Sono uno speciale gruppo di lavoratori".
Alcuni giuslavoristi cinesi, interrogati in proposito, sostengono però che qualsiasi adulto riceva un salario per una prestazione lavorativa sia "de facto" un lavoratore tutelato dalle leggi vigenti.
Il dibattito è arrivato alle orecchie del governo e, secondo il giuslavorista Liang Zhi, darà impulso alla legislazione sul lavoro. In particolar modo, secondo gli accademci cinesi, si tratta di tutelare i dipendenti di compagnie straniere, che finora hanno avuto abbastanza carta bianca in Cina. Ma qui si apre un capitolo immenso, perché i diritti del lavoro, in Cina, non sono violati solo e soprattutto dalle multinazionali a capitale straniero.





