Bangkok: ONU, le strategie per combattere il riscaldamento globale

Bangkok: ONU, le strategie per combattere il riscaldamento globale
8 Maggio 2007
BANGKOK: E' stato siglato la scorsa settimana dagli scienziati dell'Ipcc, il comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici creato dall'ONU, l'accordo con il quale vengono delineate le strategie ritenute necessarie per ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2) e contrastare il surriscaldamento progressivo del pianeta.
Il vertice si è svolto nella sede delle Nazioni Unite a Bangkok, in Thailandia, ed ha visto la partecipazione di oltre duemila scienziati provenienti da 120 paesi diversi che nel documento finale hanno individuato il limite di guardia, compreso fra 445 e 550 parti per milione di concentrazione dell'anididre carbonica in atmosfera, che non dovrà essere superato per consentire la salvaguardia del pianeta. Attualmente tale concentrazione è pari a circa 385 parti per milione.
Al fine di raggiungere questo obiettivo saranno cruciali, come evidenziato nelle 35 pagine del testo di sintesi elaborato dopo un negoziato durato un'intera notte, i prossimi 20-30 anni e gli sforzi congiunti che tutti i paesi dovranno effettuare per ridurre le emissioni globali di gas serra.
Le attuali politiche ambientali dei singoli Stati sono state infatti ritenute dagli esperti del tutto inadeguate ad affrontare i problemi climatici che il nostro pianeta è chiamato oggi ad affrontare.
"Le emissioni mondiali di gas che causano l'effetto serra devono decrescere a partire dal 2015 per poi ridursi gradualmente fino a un 50-85% in meno rispetto ai livelli del 2000 se si vuole mantenere l'aumento della temperatura media del pianeta fra i 2 e i 2,4 gradi centigradi, soglia sopra la quale si correrebbero gravissimi rischi per l'ambiente" si legge nel rapporto dell'Ipcc destinato ai politici incaricati di adottare le decisioni in merito.
Secondo gli esperti, il costo delle strategie in grado di evitare un vero e proprio disastro climatico sarebbe pari ad appena lo 0,12% del Pil mondiale, a riprova del fatto che combattere il surriscaldamento globale è ritenuto economicamente sostenibile.
Tra le principali misure individuate nell'accordo per consentire la riduzione di emissioni di CO2 figurano lo sviluppo ulteriore di fonti di energia rinnovabile, come quella solare ed idrica, una maggiore efficienza nei consumi, la riduzione delle politiche di deforestazione e l'utilizzo di appropriati strumenti tecnologici. A tal riguardo ogni governo è stato chiamato ad elaborare mirate politiche di incentivazione.
Nel corso del dibattito i delegati cinesi hanno cercato di imporre un testo meno vincolante per i governi nel timore che strategie ambientali troppo rigide possano costituire un ostacolo per lo sviluppo dell'economia cinese nell'immediato futuro. Ma sul punto la maggior parte degli scienziati si è mostrata intransigente non accettando compromessi a beneficio delle esigenze economiche.
Il rapporto elaborato e' il terzo reso noto dall'inizio dell'anno dall'Ipcc: i primi due hanno approfondito rispettivamente le prove dell'effetto-serra e i possibili impatti sull'ambiente.
A seguito del vertice di Bangkok, i prossimi appuntamenti in agenda in tema di cambiamenti climatici sono il G8 di giugno ed il summit sull'ambiente previsto a Bali per la fine dell'anno.


Fabio Grandin
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