Cina: delocalizzazione geniale, la nuova frontiera dell' e-learning

Cina: delocalizzazione geniale, la nuova frontiera dell' e-learning
3 Giugno 2007
SHANGHAI: la Cina contemporanea sa competere sia al livello più basso, sia a quello più alto del mercato.
Massimiliano Del Vita, 34 anni, lavora a Shanghai in qualità di Senior Product Manager per Englishtown, la multinazionale dell'e-learning.

Max, come sei finito a Shanghai?
Sostanzialmente per caso, come credo molti degli expatriates che condividono questa esperienza con me. Nel 2005 mi è stato offerto di entrare a far parte di un team internazionale, con sede in Cina, che si occupasse della produzione & sviluppo a livello mondiale di tutto il settore e-learning di EF Education.
A quel tempo, annoiato dalla stagnante situazione del lavoro in Italia, ero alla ricerca di un cambiamento e questa mi è sembrata un'ottima opportunità di crescita, sia personale che professionale.

Spiegaci le tue mansioni.
Il mio ruolo è quello seguire lo sviluppo del prodotto Englishtown, la più grande scuola online di Inglese al mondo, dalla fase concettuale fino alla sua realizzazione e distribuzione.
Sostanzialmente, sono responsabile della creazione e gestione dei vari componenti della scuola online e di altri, come i laboratori di inglese, che vengono usati sia qui, sia all'estero.

Qual è la posizione dell'azienda sul mercato?
Englishtown si è sviluppata moltissimo negli ultimi 5 anni. Nel 1997 eravamo una delle tante dotcom nate negli Stati Uniti (un ufficio a Boston), con l'idea di rivoluzionare per sempre la formazione linguistica. Oggi siamo presenti in più di 50 nazioni e forniamo formazione linguistica online ad oltre 10 milioni di iscritti (di cui 100.000 studenti attivi ogni anno) e a circa 500 aziende nel mondo, tra cui IBM, Deutsche Post, Siemens, Ericsson, Roche e Telecom Italia, solo per citarne alcune.
Da circa 18 mesi Englishtown ha dato vita ad un nuovo modello di scuola, in Cina e Hong Kong, basato sul concetto di formazione "blended": un mix di formazione online e in presenza che sta producendo risultati molto promettenti.

Lavori in un tipico esempio di global company, con sedi sparse in tutto il mondo: mi fai una mappa?
Se escludiamo gli uffici di vendita, Englishtown è suddivisa in 4 sedi principali. Il marketing ha due sedi, una a Londra per l'Europa e il Sud America e una ad Hong Kong che si occupa invece di tutta l'Asia.
I centri di produzione sono due. Una sede prinicipale a Shanghai dove risiede il team di Product Development ed una a Chennai, in India, dove abbiamo un contratto di outsourcing per la realizzazione di alcune componenti software che non possiamo seguire in Cina. Questo è un modello abbastanza comune fra le aziende di servizi ICT.

La delocalizzazione in Cina corrisponde solo a ragioni di contenimento dei costi o c'è il tentativo di collocarsi strategicamente in un nuovo mercato?
Storicamente questa azienda è sempre stata interessata all'Asia. EF Education (di cui Englishtown fa parte) era già presente in Cina dall'inizio degli anni '90 sia con alcune scuole di proprietà che con una catena in franchising. Da qui è stato semplice cogliere l'occasione per un decentramento della parte produttiva da Boston a Shanghai. Dopo il crollo della new-economy, nel 2001, la scelta di rilocarsi riducendo fortemente i costi era obbligata, pena scomparire dal mercato.
Il primo ufficio di Englishtown è stato aperto nel 2002, in pieno stile start-up; un appartamento e un team di 5 persone guidate da uno dei fondatori. Oggi Englishtown China conta 1000 dipendenti e il nuovo ufficio è un Mega Center da 6.000 metri quadrati con una scuola al suo interno.

Ecco. Qual è lo stato dell'arte dell'e-learning, in Cina?
La scelta della Cina è decisamente strategica, soprattutto per il mercato della formazione linguistica che qui si sta espandendo incredibilmente. Ogni anno l'incremento di crescita si conta con cifre a 2 zeri e in questo momento stiamo aprendo 2 nuove scuole ogni mese. Dal punto di vista della formazione a distanza, o e-learning strettamente inteso, la Cina non corrisponde ancora a un ambiente ideale. Quello che sta succedendo qui è invece un progresso della formazione linguistica "tradizionale". Come dicevo prima, Englishtown ha lanciato un nuovo concetto di scuola, che noi chiamiamo "Smart", che offre un programma formativo blended, dove la formazione online si integra nel programma di studio in classe. In pratica, Englishtown esce dal computer e diventa anche scuola fisica. Abbiamo applicato i concetti della formazione online alla formazione "in presenza". Gli studenti di "Smart" - che in Cina si chiama "English First" - possono frequentare liberamente tutte le classi che vogliono e poi effettuare i "compiti" sul computer. La scuola mette a disposizione moltissime postazioni sulle quali gli studenti possono studiare, ripassare, o anche effettuare una classe di conversazione dal vivo, con un insegnante online. L'elemento innovativo sta nel fatto che gli studenti possono continuare a studiare anche quando non sono nella scuola. In qualche modo possiamo dire che Englishtown, almeno in Cina, sta cambiando il suo focus dalla pura formazione linguistica a quello di strumento che contribuisce a cambiare lo stile di vita.

In questo senso "allargato", mi pare quindi di capire che la Cina sia un ottimo mercato per l'e-learning.
In questo senso sì, l'e-learning si sta sviluppando molto velocemente e noi creiamo uno strumento all'avanguardia nel settore della formazione linguistica.
La scommessa più grande è quella di commisurare lo sviluppo all'apprendimento degli utenti. E necessario rimanere in linea con le loro aspettative ed esperienze

Che consigli daresti a un italiano intenzionato a trasferirsi in Cina per lavorare nell'ICT, sia come libero professionista, sia come imprenditore?
Non ho consigli specifici per il settore ICT ma in generale direi che per avere successo, specialmente se si viene qui con aspirazioni da imprenditore, è consigliabile non fare tutto da soli. Le relazioni interpersonali contano moltissimo, forse più delle abilità singole o delle qualità del prodotto. In questo, la cultura cinese è molto vicina a quella italiana.
La conoscenza della cultura e dei modi cinesi è fondamentale. E' noto per esempio che in Cina i contratti si firmano a tavola, spesso annaffiati con prolungati brindisi di baijiu (una grappa cinese molto forte).


Gabriele Battaglia
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