Borsa, Mumbai tra prudenza e attesa

Borsa, Mumbai tra prudenza e attesa
6 Giugno 2007
MUMBAI: Al termine di un inizio di settimana piuttosto movimentato, la Borsa di Mumbai giunge più o meno dove l'avevamo lasciata sette giorni fa, con l'indice più importante della Bombay Stock Exchange, il Sensex, che chiude a quota 14.535 punti con una seduta positiva di 39 punti (+ 0,27%). Discorso similare anche per il Nifty sulla National Stock Exchange, che guadagna 17,60 punti nell'ultima sessione arrivando a 4.284,65 punti.

Ciò ovviamente non significa che durante gli scorsi giorni non sia successo nulla di rilevante. Il mese di maggio ci aveva lasciato con una serie di sedute molto positive, e con il Sensex che chiudeva a 14.544,46 punti sospinto dalle sempre ottimali performance dei settori "forti": bene le banche (su tutte HDFC Bank, la seconda banca privata del Paese, a + 3,18%, e State Bank of India), i titoli "motoristici" (Hero Honda + 5,01%, mentre sulle quatto ruote bene vanno Tata Motors e Maruti Udyog), le telecomunicazioni (Bharti Airtel), i produttori di software (Wipro) e i farmaceutici (Cipla). Il mese di chiudeva così con 20 delle trenta azioni del Sensex della BSE in "zona verde", e con poche novità settoriali riguardo ai best performers.

Meno esaltante la seduta del venerdì, con le azioni indiane in grado di conquistarsi solo dei marginali guadagni: la Borsa di Mumbai ha in compenso potuto assistere all'ennesimo show dei titoli bancari, seguiti dai farmaceutici e da quelli tecnologici. Ancora una volta le aziende più positive sul mercato sono state Cipla (+ 3,01%), Satyam Computers (+ 1,90%) e la quasi onnipresente State Bank of India (+ 1,90%). Bene anche HDFC Bank, Gujarat Ambuja Cements, Infosys Technologies, ICICI Bank, TCS, Grasim Industries.

Dopo i fasti di fine mese, Giugno si è aperto con il segno fortemente negativo per Hero Honda (- 2,08%) ma, visto l'exploit del giorno precedente, c'era chi scommetteva su un assestamento del titolo, finito con l'essere il top loser della seduta (in buona compagnia "motoristica", con Tata Motors tra i peggiori, a meno 1,37%).

Relativamente pochi gli scossoni che giungono invece dalle sessioni di lunedì e martedì. Sessioni volatili, che non conducono tuttavia il Sensex lontano da dove lo avevamo trovato sul finire di Maggio. In compenso l'indice si è avvicinato sensibilmente attorno ai 14.700 punti, per poi scendere, come già detto, sui 14.495,70 punti.

Non sono bastate, quindi, le sorridenti informazioni macroeconomiche a far compiere un nuovo salto a Mumbai: i dati sull'economia ci dicono che l'azienda India non è mai andata così bene negli ultimi vent'anni; l'inflazione è scesa ad un livello minimo da 10 mesi, con l'ultima rilevazione ufficiale che annuncia un 5,06% su base annua, contro il 5,27% della settimana precedente e il 6,69% di gennaio.

Eppure la Borsa pare attendere nuove garanzie, e i grossi titoli industriali sembrano muoversi pesantemente. Un esempio su tutti è quello del gruppo Tata, che ha messo mano sull'acqua dell'Himalaya annunciando l'acquisizione del 10,74% di una compagnia privata (la Mount Everest Mineral Water Company) che possiede il diritto di utilizzazione del brand "himalayan" sulle bottiglie d'acqua. In questo modo il più grande gruppo privato d'affari (probabilmente uno dei più eterogenei del continente) ha iniziato la scalata della società: grande movimento in vista quindi per Tata Tea, che già la settimana scorsa aveva annunciato l'intenzione di vendere il 30% della propria partecipazione nella società statunitense Glaceau alla Coca Cola, una manovra per rivedere parzialmente i propri business, tornando a concentrarsi su ciò che avviene dentro i confini nazionali.


Roberto Rais
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