Olimpiadi: Pechino risponde all'allarme d'attacco terroristico

Olimpiadi: Pechino risponde all'allarme d'attacco terroristico Olimpiadi: Pechino risponde all'allarme d'attacco terroristico
20 Giugno 2007
PECHINO: Un attacco nucleare, un attentato terroristico. Sono gli allarmanti presagi che Pechino prende in considerazione quali possibili e spiacevoli colpi di scena nelle prossime olimpiadi del 2008.

Un'eventualità che il governo cinese, sotto i riflettori del mondo intero per l'evento sportivo di portata storica e dall'alto significato politico, non vuole sottovalutare, e, soprattutto a cui non sembra volersi dimostrare impreparato.

Zhang Shulan, vicedirettore della national medical agency sembra rispondere con sicurezza alla provocazione lanciata ieri dall'agenzia stampa cinese Xinhua nell'ipotesi di un attacco terroristico nucleare su Pechino durante le prossime Olimpiadi. "Abbiamo previsto un comparto speciale per le vittime colpite da attacco radioattivo" spiega Zhang Shulan. Gli fanno eco alcuni rappresentanti dell'amministrazione della minucipalità di Pechino che spiegano alla stampa cinese e internazionale come già dal prossimo mese verranno attuate una serie di simulazioni di vario livello per testare la preparazione della macchina organizzativa di soccorso cinese, nonché la validità delle infrastrutture chiamate in causa. Esercitazioni, quelle programmate per la salvaguardia dell'evento da attacco terroristico, che non si terranno solo preventivamente, ma che "seguiranno periodicamente e in maniera sempre più intensa fino all'inizio dei giochi, compresi i primi giorni di Olimpiadi" rassicura Shan Qingsheng, dell'emercency response office di Pechino.

Ma l'amministrazione pubblica non sembra allarmata solo dalla possibilità di attacchi terroristici nucleari, ma anche da veri e propri atti di criminalità organizzata con sfondo terroristico che potrebbero coinvolgere pubblico o atleti. Ecco allora che proprio ieri scorso si è tenuta un'esercitazione militare che ha coinvolto diverse squadre di polizia ed esercito simulando un rapimento di venti atleti rinchiusi in un palazzo sotto sequestro terroristico.

Il governo cinese porta a termine tutti questi preparativi in gran riservatezza. E'poi lo stesso mondo diplomatico a segnalare il clima di grande mistero che circonda, ad ormai un anno dall'inizio, la realtà dei giochi olimpici a Pechino. Dettagli che, invece, paiono interessare molto l'intera comunità internazionale che sarà chiamata a sedere fra il grande pubblico dei prossimi giochi, dato lo spessore non solo sportivo ma soprattutto geopolitico dell'evento.

Soppesata l'importanza di riferire al mondo del grado di sicurezza messo in atto dal Governo, e soprattutto di rassicurare allarmismi emersi in seguito a informazioni trapelate dai i servizi segreti di Stato, Hu Heping, portavoce del Ministero per la pubblica sicurezza, ha annunciato l'introduzione nell'apparato di difesa cinese di armi speciali contro attacchi d'alta pericolosità: macchinari per rilevamenti sofisticati saranno all'ordine del giorno durante lo svolgersi dei giochi, così come il pattugliamento sulla capitale ad opera di oltre 30 elicotteri che saranno messi a disposizione della polizia di Pechino già entro la fine del 2007.

Un programma che verrà completato in costi altamente ponderati, rispetto alle edizioni precedenti dei Giochi Olimpici. Il governo, difatti, sembra mirare ad una politica dell'efficienza senza lasciar spazio però allo sperpero economico. Liu Shaowu, a capo della Commissione organizzatrice delle olimpiadi di Pechino spiega che i costi verranno mantenuti bassi evitando l'importazione di equipaggiamenti di sorveglianza e altre tecnologie dall'estero e facendo affidamento invece sull'apporto di attrezzature di qualificata certificazione ma di produzione cinese.

Il piano economico previsto in occasione dei Giochi va ad allocare difatti circa 225 milioni di euro per tutto ciò che concerne la sicurezza, la difesa e l'attività di polizia, ovvero solo il 20% di quanto speso per le olimpiadi di Atene del 2004.

Sta di fatto che la Cina continua nel volersi dimostrare preparata, sotto ogni profilo, ad uno degli eventi più attesi del nuovo millennio.


Paolo Cacciato
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