QINGDAO: Il contintente asiatico ha da sempre presentato elementi di grande attrattività sotto il profilo del mercato turistico: dalla carica esotica e mistica dei templi buddisti, all'atmosfera futuristica di alcune grandi metropoli, senza parlare dell'accattivante mondo dell'high tech, né tralasciando percorsi culinari dalla tradizione millenaria e dai sapori così ricercati. Era indubbio perciò che la Grande Muraglia e la Citta Proibita a Pechino, così come gli spazi luminosi e affollati di una neo tecnologica Seoul, o l'attrattività di una Kyoto rarefatta così lontana dal caos trascinante di Tokyo, non potessero che sviluppare un interesse globale sul panorama turistico del nuovo millennio.
A differenza però dello scenario europeo o americano, facilmente agevoli nel permettere un programma di viaggio che veda il passaggio di Stato in Stato e un approccio realmente composito alla realtà di un continente, in particolar modo quello europeo, straordinariamente variegato, l'Asia conosce da sempre degli ostacoli di natura burocratica, ereditate principalmente da un passato storico segnato da divisioni, dissapori e contrasti socio culturali oltre che politici. Questi elementi continuarono a porsi come ostacolo ad un vero e proprio dialogo multilaterale e ad una strategia di sinergia per l'implemento della competitività d'alcuni settori, come quello turistico, sullo scenario economico internazionale.
Tale realtà ha conosciuto una svolta nella giornata di ieri: a Qingdao, in Cina, i ministri del turismo, infrastrutture e trasporti di Giappone, Cina e Corea del Sud si sono riuniti per firmare un trattato che segna l'avvio di un progetto di collaborazione nel favorire l'accesso turistico ai viaggiatori che decideranno di includere nel loro programma di viaggio tutti e tre i Paesi asiatici.
L'ambizione è davvero d'alto livello. Il ministro giapponese Tetsuzo Fuyushiba si è fatto promotore di un testo che principalmente mira a intensificare un'azione di comunicazione e di promozione con le maggiori agenzie turistiche occidentali, soprattutto in vista dei prossimi giochi Olimpici di Pechino 2008. L'obiettivo confermato anche da controparte cinese, nella persona del direttore dell'amministrazione nazionale per il turismo Shao Qiwei e dal ministro sud coreano per la cultura e il turismo Kim Jung Min, è quello di cavalcare la popolarità dell'evento olimpico sulla scena mondiale per favorire il turismo d'occasione non solo in Cina ma anche in Corea del sud e Giappone, permettendo al pubblico giunto da ogni parte del mondo a Pechino per assistere ai giochi di programmare alcune tappe di viaggio anche nei vicini Paesi.
Un'occasione d'oro, perciò, per alimentare l'attrattività turistica dei paesi asiatici, tendenza che è in continua crescita nell'ultimo decennio. La strategia di collaborazione prevede per la prima volta in Asia la creazione di una IC CARD, Integrated Circuit Card, ovvero di una carta in grado di permettere al fruitore l'accesso a tutta la rete di trasporto nazionale giapponese, cinese e sudcoreana, con notevole risparmio di costi, difficoltà di gestione e d'acquisto. Non solo, la carta potrà essere utilizzata come portafoglio virtuale per il pagamento di hotel, effettuare prenotazioni e rimborsare cene nei migliori ristoranti dei tre Paesi senza dover mettere mano a carte di credito personali e senza viaggiare con denaro contante di differente valuta.
L'incontro di ieri sembra riconfermare una tendenza iniziata lo scorso anno con il primo incontro di promozione turistica sinergica fra Cina, Giappone e Corea del Sud in occasione del primo meeting a Kushiro nel nord del Giappone, dove i ministri del turismo dei tra Paesi si erano riuniti per discutere dell'avvio di trattative di collaborazione. E' stato già confermato il prossimo incontro, che si terrà l'anno prossimo nella Corea del Sud. La sfida asiatica continua la propria avanzata.





