TOKYO: La banca centrale del Giappone ha deciso ieri di mantenere invariato il proprio tasso d'interesse. Il valore che rimane fissato è dello 0,5% anche se il parere di uno dei membri della Commissione autorizzata alla variazione del tasso, avrebbe optato subito per un rialzo fino allo 0,75%.
Atsushi Mizuno, chief strategist al Credit Suisse First Boston Securities avrebbe voluto il rialzo immediato già dalla fine di questo mese. Il direttore della Banca del Giappone, Toshihiko Fukui ha commentato la voce dissonante non in senso negativo, ma specificando come Mizuno, rispetto agli altri membri del tavolo direzionale, sia fortemente convinto del processo d'espansione dell'economia giapponese e del ripristino di un assetto di rinnovato benessere e fiducia dal mercato, tale da permettere con sicurezza l'aumento del tasso. Ma la restante parte del gruppo, secondo Fukui, si direbbe meno certa della capacità dell'economia giapponese nel garantire in breve tempo una considerevole "sicurezza" nell'equilibrio del mercato e ciò ha contribuito ad optare per una linea d'attesa e di controllo.
Ancora una volta in fatto di politica monetaria il Giappone dimostra la propria cautela, accompagnata dall'attenzione a soppesare con interesse critico i segnali positivi lasciati intravedere negli ultimi mesi dal mercato. Fra questi ricordiamo i recenti risultati emersi dall'analisi dell'Indice Tankan diffusi nei primi giorni di questo mese: le aziende giapponesi, sia i produttori che le imprese impegnate nei servizi, avrebbero garantito il proprio ottimismo nell'andamento economico e la fiducia al protrarsi positivo della domanda sul mercato. Complici, sicuramente, il miglioramento dell'economia mondiale e la svalutazione dello yen, che continua a giocare un ruolo centrale sulla bilancia commerciale delle esportazioni.
Fukui segnala l'interesse primario della Banca Centrale nel controllo dell'andamento del mercato giapponese e non tarda a confermare la necessità di un aumento del tasso secondo quanto dettato dall'aumento dei prezzi, così come dalla crescita dell'economia giapponese. Nel suo report mensile sullo spettro economico del Paese, diffuso nella stessa giornata in cui la Commissione si è riunita per discutere del tasso di rialzo, la Banca Centrale ha riconfermato il proprio ottimismo sulla salute dell'assetto economico, ma ridimensiona le proprie previsioni sulla crescita bomba del settore immobiliare e produttivo. E' come se, in fatto di crescita economica, il Giappone non volesse urlare al neo benessere ancora prima del tempo dovuto.
Nelle scelte di politica monetaria, perciò, il rialzo del tasso di interesse è rimandato al prossimo appuntamento di coordinamento della Commissione, fissato per il 22-23 agosto.





