TOKYO: La borsa sonnolenta dei giorni scorsi pare essersi improvvisamente rianimata, soprattutto a causa dei timori suscitati, negli Stati Uniti, dai rischi legati ai mutui a tasso ridotto concessi da diversi istituti finanziari. Dopo la pausa di lunedì, l'avvio di settimana costringe anche il mercato finanziario a confrontarsi con gli effetti del terremoto che ha devastato la regione di Niigata.
Dopo una prima battuta d'arresto il giorno 10, il Nikkei registra durante la seduta di mercoledì un calo significativo, chiudendo a 18.049,51 (-1,11%), nonostante il deciso aumento degli acquisti nel corso del pomeriggio. Il mercato sconta innanzitutto la decisa flessione degli indici statunitensi (Dow Jones: -1,09%; S&P 500: -1,42%) appesantiti dai problemi del comparto immobiliare. Lo stesso ordine di preoccupazioni porta alla caduta del valore del dollaro, che martedì 10 luglio tocca i minimi storici rispetto all'euro e perde diversi punti sulla moneta nipponica. Le incerte condizioni dell'economia americana e l'improvviso apprezzamento della valuta colpiscono le imprese più esposte sul mercato USA: Yamaha perde oltre il 2,10%, Nissan l'1,9%, Toyota l'1,7%. La borsa giapponese si mostra ancora una volta sensibile alle prospettive sull'andamento delle esportazioni: a trascinare verso il basso il listino contribuiscono infatti, in modo determinante, Pioneer (-2,65%), Canon (-2,25%) e Sony (-2%). Da segnalare la contrazione dei prezzi di alcune materie prime, che colpisce soprattutto il settore minerario. Prosegue inoltre il deciso movimento al ribasso dei titoli del comparto immobiliare, che si deve in parte al timore di un aumento del costo del denaro, benché, ormai, i più ritengano che la Banca del Giappone manterrà, nell'immediato, i tassi invariati.
La conferma, che giunge nel corso della seduta di giovedì, non si dimostra sufficiente a correggere l'andamento di un mercato diffidente, che rivolge tutta l'attenzione all'evolversi della situazione dei mutui subprime sull'altra sponda del Pacifico. Pperaltro, la decisione della competente Commissione della Banca centrale non è stata unanime ed è impressione diffusa che il ritocco del tasso overnight sia solo rimandato al prossimo mese.
Dopo alcune ore di rialzi, a tratti sostenuti, il Nikkei fa registrare un'improvvisa flessione e, a fine giornata, perde lo 0,4%, ripiombando sotto i 18.000 punti; il Topix, a 1.763,06, lascia sul terreno lo 0,3%. Il dato è preoccupante, soprattutto in considerazione del fatto che, nel corso della seduta, il cambio dollaro/yen riprende quota, e il deprezzamento della valuta si è dimostrato spesso determinante nel muovere gli investitori all'acquisto. In questa occasione, hanno maggior peso le incertezze legate ai titoli dei settori finanziario e immobiliare, che non traggono particolare giovamento dalla decisione della BoJ. Le società che detengono attività correlate ai mutui subprime sono le più esposte: Nomura, la principale società di brokeraggio sul mercato giapponese, perde così il 4,8%, Daiwa Securities, l'1,8%. Nel comparto elettronico, Tokyo Electron, costretta a rivedere le stime di fatturato, perde il 2%; male anche Advantest, che lascia l'1,9%.
Come spesso accade, ma con una fluttuazione più decisa del solito, la situazione si rovescia nel corso dell'ultima seduta della settimana. Il Nikkei guadagna l'1,4% e raggiunge quota 18.238,95; il Topix, a 1783,20, cresce dell'1,1%. I segnali rassicuranti giunti dagli Stati Uniti -- in particolare, un dato sorprendentemente positivo sulle vendite al dettaglio -- riflessi da una brillante performance di Wall Street, sembrano convincere gli investitori che il mercato americano assorbirà senza drammi le criticità relative al comparto immobiliare e che non ci saranno consistenti riduzioni della domanda. Crescono infatti, sostenuti tra l'altro da volumi piuttosto consistenti, gli acquisti di titoli legati all'esportazione, che recuperano gran parte del valore perduto nel corso delle ultime due sedute di borsa. In primo piano Samsung Electronic che, oltre ad annunciare prospettive di profitto migliori del previsto per la seconda parte dell'anno, diffonde una stima ottimistica dell'evoluzione dei prezzi dei chip e della DRAM, che favorisce la brillante ripresa di Tokyo Electron (+3,2%) e Advantest (+2,1%).
Il 16 luglio, terzo lunedì del mese, si celebra in Giappone la giornata della Marina e la borsa resta chiusa. Il terremoto che alle 10:15 colpisce la regione di Niigata, danneggiando fra l'altro l'impianto nucleare di Kashiwazaki-Kariwa gestito da Tokyo Electric Power Co., incombe però pesantemente sulla seduta odierna.
Le compagnie assicurative, che temono l'aumento repentino delle richieste di risarcimento, sono fra le società più colpite: Millea Holding perde l'1,7%, T&D Holdings, Inc., l'1,1%, Sompo Japan Insurance cala di oltre il 2,25%. Condividono le perdite le società elettriche: alla già citata Tokyo Electric Power (-1,06%), si accodano la Kansai Electric Power (-0,87%) e la Chubu Electric Power (-0,30%).
Pesanti perdite anche per le imprese i cui impianti sono stati coinvolti dal sisma: fra queste Sanyo (-0,52%) e le maggiori industrie automobilistiche, che scontano i danni causati dal terremoto a un importante produttore di componentistica -- Riken, che perde oggi il 4,1%





