Cinque sedute di borsa ed un più 10% riportano l'indice di Shanghai nuovamente sopra i 4.300 punti.

Cinque sedute di borsa ed un più 10% riportano l'indice di Shanghai nuovamente sopra i 4.300 punti.
26 Luglio 2007
PECHINO -- La settimana che ci siamo lasciati alle spalle ha visto la pubblicazione dei dati sull'andamento dell'economia nel primo semestre dell'anno (PIL: +11,5%; indice dei prezzi al consumo: +3,2%; ), il terzo rialzo dell'anno, e quinto consecutivo, del tasso d'interesse sui depositi bancari, ora al 3,3%, e sui prestiti, ora al 6,84% e la pubblicazione dei risultati del primo semestre delle aziende quotate nelle borse cinesi.

Il mercato, dopo la reazione negativa di giovedì alla pubblicazione dei dati macroeconomici sui timori di un'ulteriore stretta monetaria volta a contenere la crescita dell'inflazione (già ben oltre il target del 3% annuo fissato dal governo cinese), ha saputo reagire con vigore e convizione proprio nel giorno in cui tale misura di polita monetaria è stata ufficializzata.
Il concretizzarsi dell'ulteriore rialzo dei tassi, già previsto da tempo, ha infatti eliminato una parte di quell'incertezza che aveva caratterizzato le sedute delle ultime settimane e, anche grazie ai rosei dati delle imprese, ha saputo infondere nuova fiducia negli investitori.

La seduta di ieri si è infatti chiusa con lo Shanghai Composite Index in crescita del 2,7% a quota 4.323,97 ed a soli 12 punti dal record storico assoluto, e lo Shenzhen Component Index a quota 14.403,08 in crescita dell'1.49%, con i titoli del settore energetico in grado di trainare i listini: Yanzhou Coal Mining e Huadina Power International hanno entrambe raggiunto il limite di crescita quotidiano. Sembra che alla base di questa performance del settore ci sia una richiesta al regolatore, da parte dei principali gruppi energetici, perchè vengano alzate le tariffe dell'elettricità.
Guardando ai volumi degli scambi la giornata di mercoledì ha segnato un leggero rallentamento, a quota 125,7 miliardi di yuan, rispetto alle sedute precedenti. La liquidità presente sul mercato rimane comunque elevata sia grazie ai tanti risparmiatori individuali che aprono una media di 100.000 depositi titoli al giorno, sia grazie agli investitori istituzionali, ultimi, in ordine temporale, i fondi assicurativi.

L'impennata dei listini era iniziata lo scorso venerdì con uno strappo del 3,73% della borsa di Shanghai e con l'indice in grado di riguadagnare i 4.000 punti. Fra i settori principalmente in luce ancora una volta il bancario con China Minsheng Bank Corp, in crescita del 6,5% ed il primato di titolo maggiormente scambiato, e la Bank of Nanjing anch'essa in crescita del 4,9%. Nella piazza di Shenzhen, più 4,9%, è stato invece il settore immobiliare a trainare l'indice, con tutte le azioni del comparto in forte crescita: China Vanke e Dongguan Winnerway Industrial Zone hanno messo a segno un più 10%. Da segnalare che due matricole hanno esordito a Shenzhen con rialzi del 196%.

Anche la prima seduta della settimana ha visto i listini crescere con decisione. Lo Shanghai Composite Index e lo Shenzhen Component Index hanno rispettivamente chiuso a 4213,36 punti in rialzo del 3,81% e 14.139,27 punti ovvero più 5,38%.
Così come nella seduta di venerdì sono stati i titoli bancari ed immobiliari a spingere gli indici al rialzo. Questi ultimi hanno parzialmente goduto della notizia sull'andamento dell'indice dei prezzi del mattone. Nelle 70 grandi e medie città della Cina le proprietà immobiliari hanno infatti conosciuto una crescita annua del 7,7%.

Infine, tornando alle notizie relative all'andamento dei profitti delle imprese cinesi è interessante riportare il dato di un report riferito a 61 società quotate che hanno pubblicato dati del primo semestre mediamente in crescita dell'82% su base annua. Ancora più sostenuta è invece la crescita delle 50 società di trading delle azioni di borsa, capaci di incrementare i propri profitti del 411% su base annua, anche grazie all'aumento delle commissioni sulle operazioni di borsa.


Omar Maseroli
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