L'ingresso di China Development Bank in Barclays non è bastato per reggere in piedi la candidatura della stessa Barclays nella corsa per l'acquisizione di ABN Amro.
Nell'articolo pubblicato poche settimane fa, preannunciavamo come la partnership strategica che ha legato China Development Bank agli inglesi avrebbe potuto aggiungere una nuova importante carta al mazzo di carte da gioco già ben congeniato di Barclays, che avrebbe poi dovuto arricchirsi ulteriormente con l'arrivo di ulteriori investimenti in caso di cattura della "preda", rappresentata nella fattispecie da Abn Amro.
Nonostante un primo momento di iniziale vantaggio, in cui Barclays sembrava addirittura favorita rispetto all'altro grande concorrente, il consorzio guidato da Royal Bank of Scotland, purtroppo per l'istituto inglese la vicenda Abn Amro dovrebbe concludersi con una resa da parte dell'istituto inglese, che dovrebbe cedere il passo nei confronti della più robusta offerta di Rbs.
Gli investimenti dalla Cina e quella da Singapore (in parte effettuati, in parte solo annunciati), non hanno quindi sortito gli effetti sperati, o per lo meno non sono serviti a orientare l'ago della bussola verso Barclays.
Abn Amro, che pure ha rinnovato le congratulazioni per l'affare concluso con i cinesi, si è tuttavia espressa esplicitamente in sfavore di Barclays, raccomandando l'offerta del consorzio guidato da Rbs. Il consorzio, di cui fanno parte fondamentale anche Santander e Fortis, farebbe la differenza con un'offerta più elevata e più liquida.
Royal Bank of Scotland sarebbe infatti pronta a offrire 71 miliardi di Euro, contro i 66 di Barclays. Cinque miliardi di Euro, cui si deve aggiungere una differente proporzione nel rapporto contanti / totale. L'elemento in contanti di Barclays è infatti fermo attorno al 37% dell'offerta totale; Rbs sarebbe pronta a offrire addirittura il 93% in liquidità.
La partita, nonostante le preferenze di Abn Amro, potrebbe ancora essere lunga perché Barclays ha proprio nella concorrenza un'ennesima carta da giocare. L'offerta formulata dal consorzio guidato da Rbs necessita infatti ancora dell'approvazione degli azionisti di Fortis, i quali non si sono ancora pronunciati sulla cifra pattuita.





