L'Analisi: ASEAN, investimenti stranieri in crescita costante

L'Analisi: ASEAN, investimenti stranieri in crescita costante L'Analisi: ASEAN, investimenti stranieri in crescita costante
28 Agosto 2007
Nel 2006 gli investimenti stranieri effettuati nel sudest asiatico hanno toccato la quota record di 52,4 miliardi di dollari, valore che costituisce un incremento estremamente significativo (+ 28%) rispetto al risultato ottenuto nell'anno precedente.
A dispetto del positivo risultato, tuttavia, e nonostante il trend di crescita si dimostri consolidato anche per il 2007, il segretario generale dell'ASEAN, Ong Keng Yong, ha evidenziato in occasione di un meeting tenutosi la scorsa settimana, come i governi delle nazioni del sudest asiatico debbano collaborare in campo economico in maniera ancora più incisiva se intendono realmente competere alla pari con Cina ed India.
Gi Stati membri dell'ASEAN (associazione che riunisce le nazioni del sudest asiatico) hanno concluso, in particolare negli ultimi anni, molteplici accordi bilaterali volti alla reciproca integrazione dei singoli sistemi economici e alla rimozione delle barriere in grado di disincentivare l'afflusso di capitali dall'estero, ma l'effettiva applicazione di tali intese è troppo spesso risultata lenta e farraginosa, vanificandone in tal modo le effettive finalità.
L'ASEAN ha recentemente approvato la realizzazione di una zona economica di libero scambio entro il 2015, cinque anni prima rispetto a quanto originariamente proposto, ma per il raggiungimento di tale obiettivo è innanzitutto necessario rimuovere i molteplici ostacoli che le normative di molti paesi del sudest asiatico pongono agli investimenti provenienti dall'estero. La zona di libero scambio consentirebbe, tra l'altro, di rafforzare la regione sotto un profilo economico e di gestire in modo più efficace eventuali shock politici o finanziari a livello locale.
Gli sforzi fino ad oggi profusi dall'ASEAN hanno comunque già prodotto ottimi risultati, visto che anche nel primo trimestre di quest'anno gli investimenti diretti dall'estero hanno fatto segnare una decisa crescita del 9%. Le nazioni che maggiormente stanno investendo nel sudest asiatico sono, nell'ordine, Stati Uniti, Giappone, Inghilterra, Germania e Olanda, ma in netto incremento sono anche gli afflussi di capitali provenienti da Corea del Sud e Cina,
In tale contesto, il settore che in misura maggiore sta beneficiando dell'afflusso di capitali stranieri è certamente quello manifatturiero, che nei primi sei mesi del 2007 ha visto incrementare gli investimenti dall'estero del 150%, crescita riconducibile anche ad una sorta di effetto traino garantito da mercati estremamente appetibili nella regione asiatica come la Cina e l'India. In questa prospettiva, i membri dell'ASEAN sono perfettamente consapevoli della necessità di dover realizzare tutte le condizioni favorevoli per attrarre i capitali degli investitori orientati sul mercato cinese ed indiano, che potrebbero trovare nel sudest asiatico delle valide alternative di investimento solo se effettivamente vantaggiose e competitive rispetto a quanto offerto da Cina ed India.
A tal fine, un passo significativo sarà costituito proprio dalla creazione entro il 2015 della zona economica di libero scambio, che avrà l'obiettivo di consentire la libera circolazione di capitali, persone, beni e servizi all'interno dei paesi del sudest asiatico, secondo il modello rappresentato dall'Unione Europea. Parallelamente, un ruolo altrettanto rilevante sarà riservato alla realizzazione di accordi bilaterali di libero scambio tra ASEAN da un lato e Cina, Giappone, Corea e India dall'altro.


Fabio Grandin
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