Nonostante l'indice Nikkei abbia chiuso in pareggio la seduta di mercoledì 22 agosto e abbia ceduto lo 0,34% il successivo venerdì 24, la Borsa di Tokyo ha messo a segno nel corso della settimana l'incremento più significativo degli ultimi cinque anni.
Il Nikkei è cresciuto del 6,39% passando dai 15273,68 punti di venerdì 17 agosto, apice della recente crisi, a 16248,97. L'indice ha ripreso ad aumentare, seppure con minore intensità, all'inizio di questa settimana, terminando poi in lieve calo (-0,09%) la seduta odierna.
Da un diverso punto di vista, si può rilevare come il Nikkei abbia ceduto oltre il 9,5% rispetto al valore di 18.000 attorno al quale, come si ricorderà, si è trovato a oscillare per diverse settimane fra i primi di giugno e la fine di luglio.
Nelle attuali circostanze, i movimenti degli indici di borsa sono sostanzialmente indipendenti dalle condizioni generali dell'economia, e sono vincolati alle prospettive di sviluppo del problema dei mutui subprime e alla valutazione dei rischi di rallentamento economico indotto dalla crisi. La stessa flessione di venerdì è dipesa in larga misura dai rinnovati timori di recessione dell'economia statunitense che hanno frenato i recuperi di Wall Street e di gran parte delle borse mondiali.
Non va dimenticato, tuttavia, che già dalla fine di luglio alcuni indicatori segnalavano un rallentamento della crescita economica giapponese nel corso del primo semestre dell'anno, e che tale prospettiva potrebbe trovare conferma a seguito della caduta dei valori di borsa. A questo proposito, è di mercoledì scorso la notizia che il surplus commerciale del Giappone è calato di oltre il 21% rispetto a un anno fa.
Se è vero che la natura e la portata effettiva dei danni prodotti dalla crisi dei mutui resta a tutt'oggi largamente incerta, il sell-off sul mercato giapponese è stato imponente, con vendite massicce che hanno interessato soprattutto il comparto finanziario e le aziende esportatrici, più legate all'andamento del mercato statunitense. Il Nikkei ha subito un vistoso tracollo, cui ha fatto seguito, in questi ultimi giorni, un recupero altrettanto rapido, ancorché parziale, in conseguenza delle iniezioni di liquidità che le tre maggiori Banche centrali hanno operato a sostegno dei mercati.
In particolare, l'inatteso taglio dei tassi da parte della Fed ha determinato, all'inizio della scorsa settimana, una repentina inversione di tendenza. A partire da lunedì 20 si è assistito, fra l'altro, al rovesciamento delle dinamiche valutarie indotte dalla crisi. Se la fuga dagli investimenti rischiosi e la rapida chiusura delle operazioni di carry trade avevano portato all'apprezzamento dello yen, il recupero delle borse mondiali ha prodotto una nuova flessione della valuta giapponese rispetto al dollaro e all'euro, tornando a favorire i titoli delle aziende esportatrici.
Martedì la decisione della Banca del Giappone di sostenere il sistema finanziario con l'apporto di 800 miliardi di yen consente al Nikkei di recuperare l'1,1%, attestandosi a 15901,34 punti, e al Topix di raggiungere quota 1549,88 con un rialzo dell'1,7%. La ritrovata fiducia degli investitori favorisce i titoli dei maggiori operatori del settore automobilistico (Toyota: +2%) e dell'industria pesante (JFE: +3,4%; Nippon Steel: +4%), che recuperano in parte le ingenti perdite subite. Nel comparto elettronico guadagna Sony (+1,3%), mentre Matsushita Electric Indusrial Co. cede l'1,7% scontando ancora le conseguenze del rincaro dello yen.
Accanto al temporaneo recupero dello yen, cui può imputarsi la flessione dei titoli di aziende esportatrici come Honda, (-1,1%), Toyota (-0,5%) e Nissan (-1,5%), la diffusione di un dato piuttosto negativo sull'andamento delle richieste di prestiti, che impedisce ai principali titoli bancari di proseguire il recupero intrapreso nelle precedenti sedute, contribuisce a far sì che il Nikkei concluda in pareggio la giornata di mercoledì. Particolarmente colpite Mitsubishi UFJ (-1,8%), Sumitomo Mitsui Financial Group (-1,8%) e soprattutto Resona Holdings (-3,4%). Per quanto riguarda la diminuzione del prezzo del dollaro, gli effetti positivi indotti sul prezzo dei titoli di compagnie aeree (JAL: +4,2%) e industrie chimiche (Shin-Etsu Chemical: +2,4%) prevalgono sulle flessioni dei titoli delle società commerciali impegnate sul mercato dei combustibili.
Giovedì, mentre a livello internazionale sembra prendere corpo un'efficace strategia di contenimento della crisi dei mutui, con il rifinanziamento di Countrywide Financial Corp. e con una nuova immissione di liquidità da parte della Fed, gli indici della borsa giapponese segnano un incremento consistente (Nikkei: +2,6%; Topix: +3%), grazie soprattutto alla decisione della Banca centrale di non ritoccare il tasso di riferimento, che resta quindi allo 0,5%. Lo yen tocca il minimo settimanale (115,85 sul dollaro) sostenendo le quotazioni di Canon (+5,9%), Honda Motor Co. (+2,5%) e Toyota Motor Corp. (+2%). I recuperi più netti riguardano in questa giornata il settore finanziario, con Mitsubishi UFJ che cresce del 4,6% e Mizuho Financial Group Inc. che guadagna il 5,2%.
Date le cause a cui può essere ricondotta, non sorprende che la flessione di venerdì riguardi prevalentemente le aziende rivolte all'export. Fra tutte, le trading companies arretrano in modo più significativo (Mitsubishi Corp.: -1,3%) mentre, ancora una volta, banche e società finanziarie non recuperano quanto ci si poteva attendere. Con un volume di scambio piuttosto limitato, l'indice ha oscillato per l'intera seduta entro una banda ristretta, chiudendo a 16.248,97.
In apertura di settimana buone notizie giungono dal comparto immobiliare USA, che ha visto crescere in luglio del 2,8% le vendite di abitazioni di nuova costruzione, quando era atteso un arretramento dell'1,7%. L'imprevisto segnale di solidità del real estate americano si riflette, a Tokyo, sulle quotazioni dei titoli degli operatori immobiliari, come Mitsubishi Estate, che avanza del 3% e su un grande produttore di macchinari come Komatsu (+1,1%). Anche in questa giornata, però, i migliori risultati sono stati ottenuti dagli intermediari finanziari, con Mitsubishi UFJ Financial Group che cresce del 2,7%, Mizuho Financial dell'1,94% e Sumitomo Mitsui Financial Group dell'1,29%. Ottima la peformance del titolo Honda Motor, che guadagna il 2,4%.
Nel corso della seduta odierna, caratterizzata da volumi di scambio molto limitati, l'indice Nikkei ha oscillato a lungo attorno al valore di pareggio, chiudendo infine a 16,287.49 (-0,09%), mentre il Topix si è fermato -0,02%. Domina il nervosismo suscitato dalle notizie sull'immobiliare USA, di segno opposto rispetto a quelle diffuse ieri: le abitazioni invendute crescono del 5%, abbattendo gli indici della borsa statunitense. Sulla piazza di Tokyo cedono soprattutto i finanziari (Mitsubishi UFJ: -2,75%; Mizuho Financial: -0,86%) mentre il rincaro del greggio pesa sul settore dei trasporti: Keio Corp. (-2,75%), JAL: -2,26%). Male anche gli automobilistici, sfavoriti fra l'altro dal recupero dello yen: Toyota Motor segna -0,6%, Honda: -0,26%; Nissan Motor: -1,69%.





