Tokyo, ministro della difesa cinese e giapponese a confronto: riflettori puntati sullo storico incontro

Tokyo, ministro della difesa cinese e giapponese a confronto: riflettori puntati sullo storico incontro Tokyo, ministro della difesa cinese e giapponese a confronto: riflettori puntati sullo storico incontro
30 Agosto 2007
TOKYO: L'attenzione di oggi in Asia sembra essere tutta per l'incontro dalla portata storica fra il Ministro della Difesa della Repubblica Popolare Cinese, Cao Gangchuan e la rispettiva controparte giapponese, il Ministro Masahiko Komura.

Il governo del rimpasto di Abe non vuole correre rischi e riafferma quanto dimostrato fin dall'inizio della sua legislatura nel settembre 2006: la linea di vicinanza con la Cina e di "duihua"(dialogo), per ricordare "alla cinese" quanto scritto oggi sui titoli dei principali quotidiani nella Repubblica Popolare.

Quest'anno si festeggia il trentacinquesimo anno della riappacificazione fra Cina e Giappone dalle divisioni sorte nel secondo dopoguerra e origine di un silenzio diplomatico molto forte. Il primo ministro cinese Wen Jiabao entrò clamorosamente in visita ufficiale in Giappone lo scorso Aprile e Cao Gangchuan ripercorre le orme di Wen trascorrendo in Giappone ben cinque giorni, accolto con tutti gli onori e secondo la cerimoniosa etichetta ufficiale giapponese.

Abe aveva dato segno tangibile della propria convinzione nell'allacciare un "ponte di comunicazione", come lo definisce lo Yomiuri Shinbun in un'accezione più "politically correct", già nell'ottobre 2006, scavalcando nella propria agenda qualsiasi cerimonialità di gratitudine politica all'asset più conservatore e dirigendosi direttamente in visita ufficiale in Cina.

Al di là della riflessione geopolitica di fondo quello che pare interessante mettere in luce dall'incontro è la sottolineatura da parte delle due personalità politiche e istituzionali di interessi e timori di fondo molto diversi. E' come se in un incontro di dialogo fossero emersi in realtà i profondi elementi di "lontananza" diplomatica che ancora intercorrono fra i due vicini.

A tal proposito salta subito all'occhio la diversità d'impostazione degli articoli nella stampa cinese da quella giapponese in merito alla conferenza stampa si stamani.Tralasciando l'alto profilo ideologico e di lungimiranza diplomatica con cui il Rimin Ribao (il Quotidiano del Popolo, voce ufficiale del Partito) descrive l'evento, il China Daily si sofferma più volte sulla questione taiwanese. Senza troppi giri di parole il ministro della difesa cinese ha fatto riferimento all'azione separatista taiwanese guidata da Chen Shui-bian e consapevole della "non ufficiale" influenza giapponese su Taiwan si è augurato in un'azione pacifica e di mediazione di Tokyo su Taipei. La linea di Pechino pare irremovibile nella sua politica dell' "unica Cina" e il concetto viene espresso pubblicamente di fronte alla stampa e di fronte al ministro giapponese.

Di altra portata invece la riflessione giapponese: Tokyo si è dimostrata preoccupata dalle dichiarazioni cinesi in merito agli investimenti del governo nel settore militare e chiede maggior trasparenza in merito. I media giapponesi, in particolar modo il meno serioso Mainichi Shinbun non risparmia poi sottili riferimenti alla questione Abe e Yasukuni, riportando al top dei titoli l'argomento che nei giorni del rimpasto ha scosso le file più conservatrici del Partito Liberal Democratico giapponese, riferendosi alla mancata visita di Abe al sacrario scintoista tanto caro ai più nazionalisti e "pomo della discordia" per lunghi anni nella messa in atto di un dialogo costruttivo fra Cina e Giappone.

Ma oltre alla politica e ai timori di carattere militare l'incontro segna una tappa fondamentale per un disegno di riavvicinamento economico e di cooperazione in Asia. Il viaggio diplomatico di Cao Gangchuan difatti proseguirà nelle Filippine accogliendo l'invito del Segretario alla Difesa filippino Gilbert Teodoro. L'edizione di Hong Kong del China Daily, sempre attenta alla sottili performance di pregnanza economica riporta a tal proposito l'autorevole voce di Feng Zhaokui specialista dall'Accademia delle Scienze Sociali in fatto di economia internazionale e di rapporti bilaterali fra Cina e Giappone. Secondo l'esperto la politica del dialogo o semplicemente della comunicazione serve da trampolino per la creazione di un clima di sicurezza politico -- militare che vuole favorire la piena operatività dei singoli governi nell'impegno ad uno sviluppo regionale comune. A dimostrazione di ciò pare sensato fare menzione anche del viaggio diplomatico di Abe in India, lo scorso 22 agosto, anche se molti media cinesi hanno messo in luce la studiata mossa politica di Abe nel non menzionare la Cina quale partner principale in un quadro di coinvolgimento commerciale e diplomatico che vede al centro Giappone, Usa, India e Australia. Atteggiamento che è stato definito da molti fronti di studiato riavvicinamento pro USA. Sottigliezze geopolitiche a parte, un segnale è più che chiaro e riguarda la corsa cinese nel garantire la realizzazione di un pan-asianesimo reale, quale trampolino di lancio per sicure prospettive di sviluppo.


Paolo Cacciato
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