I dati sull'inflazione e prese di profitto frenano gli indici cinesi

I dati sull'inflazione e prese di profitto frenano gli indici cinesi
13 Settembre 2007
PECHINO - Le borse cinesi hanno conosciuto una serie di sedute dagli esiti alternati. Dopo la chiusura negativa dello scorso venerdì (-2,16%), lo Shanghai Composite Index ha messo a segno un rialzo nella prima seduta della settimana nonostante una giornata in altalena, chiudendo a 5.355,29 punti, ovvero in crescita dell'1,48%, mentre lo Shenzhen Stock Exchange, è salito di 244,38 punti ovvero dell'1,38%.
La seduta di martedì è invece stata caratterizzata dalla pubblicazione dei dati macroeconomici e sull'inflazione relativi al mese di agosto. Proprio quest'ultimo nel periodo di riferimento ha visto una crescita dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) ben oltre il 3% programmato dal governo cinese per l'anno in corso ed addirittura in grado di toccare il più alto livello registrato negli ultimi 11 anni, segnalando una crescita del 6,5% su base annua.
Anche l'indice dei prezzi dei prodotti finiti (PPI) è cresciuto in agosto, seppure ad un tasso decisamente più contenuto del 2,6% su base annua, così come il prezzo delle materie prime ed energia, in crescita del 3,8% nello stesso periodo.
Tali dati hanno certamente contribuito al tonfo degli indici conosciuto nella giornata di martedì. Lo Shanghai Composite Index, è calato del 4,51%, ovvero 241,32 punti chiudendo a 5.093,92, mentre lo Shenzhen Component Index ha chiuso a meno 4,4% a quota 17129,39 punti.
Il controvalore degli scambi sulle due piazze borsistiche è stato pari a 259,2 miliardi di yuan.
Ed infine la giornata di ieri che ha consentito ai mercati di recuperare parte del terreno perso nelle ultime sedute (lo Shanghai Composite Index ha comunque quasi raddoppiato il suo valore da inizio 2007 ) con gli indici di Shanghai e Shenzhen in rialzo rispettivamente dell'1,14% a 5.172,62 punti e dell'1,57% a 17.398,4 punti. Il controvalore degli scambi è invece sceso leggermente a quota 229 miliardi di yuan.
Guardando ai titoli, quelli del comparto bancario sono stati deboli (Industrial and Commercial Bank of China, meno 0,03% mentre Bank of China è rimasta invariata), mentre meglio hanno fatto titoli legati alle materie prime.


Omar Maseroli
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