Titolo: I Racconti di Terramare (Gedo Senki)
Regia: Goro Miyazaki
Sceneggiatura: Goro Miyazaki
Tratto da: "The Farthest Shore" di Ursula K. Le Guin
Voci: Bunta Sugarawa, Okada Junichi, Aoi Teshima, Jun Fubuki
Produzione: Giappone 2006
Il mondo di Terramare si sta corrompendo: una misteriosa epidemia, accompagnata da carestie e siccità, sta devastando le zone rurali del regno, rimasto privo di una guida dopo l'omicidio del Re. Il principe Arren, fuggito di casa, incontra l'arcimago Ged e accetta di accompagnarlo nel suo viaggio alla ricerca della causa di tanto male. Inseguiti dagli schiavisti del perfido stregone Aracne, i due si imbattono nella giovane Therru, accusata di essere una strega, e in Tenar, vecchia amica di Ged. Mentre strani avvenimenti sconvolgono il mondo -- i Draghi, confinati nei Reami dell'Aria e del Fuoco, stanno tornando nel mondo degli Uomini -- la sfida più ardua è quella di Arren, a confronto con i propri demoni interiori e con la paura della vita: dovrà imparare a non aver più timore della morte per diventare un uomo migliore e riuscire a sguainare la spada dei suoi avi.
"I Racconti di Terramare" è il primo film animato dello Studio Ghibli ad essere diretto da Goro Miyazaki, figlio del ben più noto Hayao che, impegnato ai tempi nella realizzazione de "Il Castello errante di Howl", non si è potuto occupare in prima persona del progetto, come avrebbe desiderato Ursula K. Le Guin, autrice della saga di Earthsea, che in passato aveva sempre rifiutato la cessione dei diritti di sfruttamento della sua opera. A film concluso, la scrittrice attraverso il proprio sito Internet, ha lasciato questo commento a Goro Miyazaki: "It is not my book. It is your movie. It is a good movie" ("Non è il mio libro. È il tuo film, ed è un buon film"). La sceneggiatura del film, infatti, stravolge non poco il lavoro della scrittrice inglese: la complessa ed intrigante mitologia del mondo è scomparsa o solo vagamente accennata, e le delicate questioni di ordine morale, religioso e politico che i romanzi di Ursula K. Le Guin ponevano vanno smarrite, sminuendo in qualche modo anche la profondità dell'intreccio (il prologo con cui si apre il film ha il sapore del "contentino", e si dimostra quasi del tutto superfluo e ridondante). La componente di Bildungsroman dei romanzi, inoltre, interessa nel film solo Arren, mentre Ged/Sparviere -- forse il personaggio più affascinante e complesso della saga di Earthsea -- appare piuttosto monocorde e abbozzato.
Eppure, dimenticando per un attimo -- come forse è giusto fare, essendo cinema e letteratura due media completamente diversi -- il testo di partenza, "I Racconti di Terramare" ha una sua forza e regala allo spettatore quasi due ore di grande intensità. Non si può non elogiare il colorismo (opera del maestro Michiyo Yasuda) del film, soprattutto nella prima parte, quando ogni pennellata di colore è tanto una citazione artistica quanto un tocco di poesia che rende la natura specchio fedele dell'anima dei personaggi: il dolore nelle parole di Sparviere, mentre osserva il disfacimento del mondo che ama, è dolorosamente dipinto nei toni del grigio, dell'ocra e del porpora, così come la rabbia di Arren è spesso associata, con guizzo geniale, a colori brillanti e fiammeggianti. Anche la regia -- si ricordi che Goro Miyazaki è qui al suo esordio -- presenta tagli interessanti ed inquadrature mobili di grande impatto. Un esempio su tutti, la presentazione di Aracne, in cui un montaggio sapientemente spezzatto e "abrupto" regala al personaggio un'inquietante aura di mistero e pericolo: del malvagio stregone scorgiamo prima le labbra, poi i capelli, poi solamente gli occhi e, infine, l'intera figura viene presentata fuori fuoco, poiché l'inquadratura è centrata sulla fiamma di una candela. Infine, la tematica ecologica, estranea all'opera originale ma da sempre cara allo Studio Ghibli, trova qui -- grazie alla regia svelta, dinamica e avvolgente -- perfetta fusione con i temi, più intimi e interiori, della morte e dello straniamento di un mondo che non si riconosce più in se stesso.

