Il piccolo villaggio sud-coreano di Panmunjom, 53 chilometri a nord-ovest di Seoul , era fino al 1953 un agglomerato agricolo sconosciuto all'infuori della Corea. Oggi Panmunjom riceve più di 75.000 turisti all'anno che, rigorosamente scortati da guide ufficiali, raggiungono la cittadina al confine in meno di un ora e mezza.
Ad un chilometro dalla città infatti, si trova la Joint Security Area, il luogo nel quale, dalla firma dell'armistizio che mise fine alla Guerra Coreana del 1950-53, avvengono tutti gli incontri diplomatici tra la Corea del Nord e la Corea del Sud o con il Commando delle Nazioni Unite. Qui, nel 1968, sono stati liberati gli 82 membri dell'equipaggio della nave Pueblo sequestrati dalla marina nord-coreana 11 mesi prima. Sempre a Panmunjom, Lim Soo-kyong, oggi paladina nazionale della riunificazione delle due Coree, fu rilasciata dopo essere stata arrestata per 3 anni e mezzo in seguito ad un suo viaggio segreto in Corea del Nord.
Panmunjom è dunque un luogo di importanza strategica fondamentale, come avrete modo di scoprire se deciderete di imbarcarvi in un tour del "truce village". I prezzi variano considerevolmente da $ 25 a $ 70 a seconda che possiate visitare uno dei "Tunnel dell'Aggressione" e pranzare al Camp Bonifas spalla con spalla coi marine e i soldati americani di stazza nella base. La durata del tour dipende da cosa visiterete, tuttavia di certo rientrerete a Seoul per cena. Ricordate di portare con voi il passaporto o non vi lasceranno neppure salire sull'autobus diretto al confine. Attenzione anche all'abbigliamento: niente jeans smessi o bucherellati, ciabatte, abbigliamento eccessivamente sportivo, e soprattutto- per le donne- niente magliette scollate o minigonne. Evitate di turbare questi poveri soldati che possono stare rinchiusi al campo per mesi senza la possibilità di contatti ravvicinati col gentil sesso.
La storia politica di Panmunjom comincia alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando la Corea venne divisa all'altezza del 38° parallelo in una zona controllata dagli americani (il sud) e una zona controllata dai sovietici (il nord). Considerato quindi dai media l'ultima vestigia della guerra fredda (per la gioia dei tour operator), Panmunjom è il punto della Corea del Sud più vicino alla Corea del Nord dove potrete recarvi senza permessi speciali o il costosissimo visto nord-coreano.
Nel 1950 la linea di confine tracciata per dividere la Corea del Nord dalla Corea del Sud fu invasa da un'incursione Sovietica del sud del paese. Il conflitto che si scatenò, la Guerra Coreana, durò tre anni e vide la morte di oltre 3 milioni di persone. Nel 1951, seguendo il consiglio nord-coreano di creare una zona di tregua, fu stabilita la prima tenda dove condurre i negoziati per l'armistizio tra i due paesi, conclusisi solo due anni più tardi. Nel frattempo, furono erette le prime strutture in cemento, che oggi sono ben 24. Alla firma dell'armistizio fu creata una zona cuscinetto dall'estensione di 4 miglia che dividesse le due Coree, e che ancora oggi costruisce il confine tra i due paesi. Questa zona si chiama DMZ: demilitarized zone. Ironicamente, si tratta invece del confine politico più militarizzato al mondo.
Il tour consiste principalmente nella visita della Joint Security Area, una zona fuori dal controllo amministrativo sia del Sud che del Nord, che si estende per circa 800 metri di diametro e che si trova esattamente in linea d'aria col 38° parallelo terrestre.
La Joint Security area si trova a cavallo della "Linea di Demarcazione Militare". Questa linea passa infatti attraverso i tavoli della negoziazione nelle sale dove si riunisce la Commissione per gli Armistizi Militari, dividendole in due con la Corea del Sud da un lato e la Corea del Nord dall'altro. Il tour vi porta all'interno di queste strutture-container, dove avrete modo di "mettere piede" nei confini nord-coreani, sotto la stretta sorveglianza di soldati del nord e del sud che, ai lati della stanza, si guardano minacciosamente. I soldati sud-coreani, che nonostante siano disarmati sono tutti ragazzi alti e esperti in arti marziali, devono mantenere durante il servizio una posizione rigida con i pugni serrati e i muscoli del corpo contratti: al momento della nostra visita uno di loro ebbe un mancamento, cadendo sulle ginocchia proprio davanti a noi. La guida ci tenne a precisare che si tratta di una postura estremamente difficile da mantenere.
Un'altra delle tappe del tour vi porta nel luogo in cui avvenne "l'omicidio con l'ascia". In questo luogo furono infatti uccisi nel 1976 il Capitano Bonifas e il Tenente Barrett, i quali si erano recati assieme ad altri soldati a tagliare un albero che impediva la visuale dell'area, un lavoro considerato di routine in questa zona. Dopo pochi minuti dal loro arrivo presso l'albero, un tenente nord-coreano assieme a 9 soldati sopraggiunsero pretendendo che l'arbusto non venisse abbattuto in quanto era stata piantato e cresciuto dai nord-coreani. Nonostante nel frattempo altri 30 soldati nord-coreani avessero raggiunto la scena, il Capitano Bonifas decise di proseguire le operazioni per recidere l'albero. Improvvisamente il tenente nord-coreano urlò "Uccidiamo gli Americani!" e, prese le asce che gli americani avevano portato con se, diede inizio al massacro del Capitano Bonifas e del Tenente Barrett, e al ferimento di 4 soldati americani e 4 sud-coreani. Il massacro durò solo 4 minuti, il tempo necessario per l'autista sud-coreano di montare sulla camionetta e di spingerla verso il corpo ormai mutilato del Capitano in maniera da proteggerlo. Tre giorni dopo il massacro, l'albero fu finalmente reciso in appena 45 minuti e senza nessuna interferenza nord-coreana, con quella che fu chiamata "l'Operazione Paul Bayan", dal nome del leggendario boscaiolo americano che riuscì a tagliare 81 alberi in un colpo solo. E fu così che il posto è diventato oggi uno degli highlights dei tour a Panmunjom . Al Capitano Bonifas, successivamente promosso al rango di Maggiore, è stato intitolato il campo base.
Altro pezzo forte del tour è il panorama- visto da lontano- della bandiera nord-coreana issata sull'asta più alta del mondo (ben 160 metri). La bandiera si trova al centro del villaggio nord-coreano di Kijong-dong, anch'esso chiaramente visibile. Chiamato anche "Villaggio Propaganda", il paesino è completamente disabitato eccetto che per 15-20 impiegati che ogni giorno se ne prendono cura. Il nome di "Propaganda Village" è dovuto al fatto che ogni notte gli altoparlanti del villaggio trasmettono propaganda politica a tutto volume, raggiungendo gli abitanti della Corea del Sud a pochi chilometri di distanza. Due chilometri più a sud infatti, c'è il villaggio di Taesong, chiamato anche (ovviamente dai sud-coreani) "Freedom Village" (Villaggio della Libertà). Il paesino in realtà così libero non è, visto che è consentito viverci solo alle circa 50 famiglie di agricoltori che hanno legami ancestrali col villaggio, e visto anche che il coprifuoco è rigorosamente alle 10 di sera e che si tratta di uno degli agglomerati urbani più controllati al mondo. Anche a Taesong c'è una bella bandiera (stavolta sud-coreana) issata su un'asta di ben 100 metri d'altezza (ad onor del vero, i primi a issare la bandiera furono i sud-coreani, che però furono battuti in altezza in breve tempo dagli antagonisti nord-coreani).
Anche nel lato nord-coreano della Joint Security Area, chiamato Panmun-gak, ci sono tour turistici della zona, col governo- alla ricerca disperata di fondi- che sponsorizza circa 9 mila turisti l'anno. A quanto pare il tour al nord ha una capacità di intrattenimento di molto superiore di quello del sud: continue sono le accuse agli americani di avere piani segreti di attaccare Pyongyang, o di complotti coi "tirapiedi" sud-coreani ai danni del leader Kim Jong Il. La propaganda del tour del nord finisce quindi per scadere nel ridicolo, non riuscendo a mantenere quel minimo di decenza che è invece preservata al sud- dove la propaganda non è poi così sottile- ma regalando al visitatore un tour molto più gustoso.
La visita di un giorno a Panmunjom è vivamente consigliata a chi si trovasse in Corea. Forse non sentirete "la tensione palpabile della Guerra Fredda" come auspicato dai tour operator, ma di certo si tratterà di un modo rilassante per imparare qualcosa di più sul come l'avidità e l'insulsaggine umana siano state in grado di dividere un popolo omogeneo e unito come quello coreano e lo stiano tenendo ancora oggi in un'anacronistica situazione di bipolarismo d'altri tempi.

