Il Re degli Scacchi, incontro tra anima nazionale e coscienza moderna

Il Re degli Scacchi, incontro tra anima nazionale e coscienza moderna
3 Agosto 2007
A CHENG -- IL RE DEGLI SCACCHI -- TASCABILI BOMPIANI
Traduzione di : Maria Rita Masci
p. 128
Euro: 6.20
ISBN: 88-452-4930-1

Titolo originale: Qi Wang

Lo scrittore A Cheng, nato a Pechino nel 1949, appartiene alla generazione dei giovani mandati nelle campagne per venire rieducati dalle masse. Con La trilogia dei re (Il Re degli alberi, il Re degli scacchi ed Il Re dei bambini), la sua opera più significativa, l'autore ci offre uno spaccato, un po' storico un po' autobiografico, della Cina al tempo della Rivoluzione culturale. I protagonisti dei tre racconti, sono, infatti tutti giovani inviati dal partito nelle campagne, per essere sottoposti ad un duro programma di rieducazione dalle masse contadine.

Il Re degli scacchi, narra la storia di Wang Yi sheng, un giovane di umili origini con una grandissima abilità nel giocare a scacchi. La vita di questo giovane, mandato in un campo di lavoro nello Yunnan, ruota intorno a due elementi: il cibo, simbolo del corpo e della materialità, e gli scacchi, che invece incarnano la dimensione spirituale e filosofica dell'esistenza.
La miseria e la passione per il gioco portano il protagonista a contatto con persone dalle quali egli trarrà profondi insegnamenti che diventeranno poi la sua stessa filosofia di vita.

Gli scacchi, nel testo, sono, infatti, simbolo della disciplina daoista del "non agire", che costituisce la natura immutabile del gioco, così come della vita stessa.
La tattica stessa del gioco viene spiegata facendo ricorso ai principi dello Yin e dello Yang, due elementi che si compenetrano e si alternano in un ciclo costante e perpetuo dal quale ognuno si genera dall'altro ("la strategia iniziale andrà modificata a seconda della situazione. Una strategia ne genera un'altra, una ne intrappola un'altra. Si comincia con una strategia minore che confluisce nella strategia maggiore").

Gli scacchi diventano un modo per coltivare la propria natura, per cercare di trovare la chiave di volta che consenta di comprendere l'esistenza. Proprio perché immutabili, custodiscono le regole di fondo sulle quali costruire la propria saggezza e trovare la propria via.

Il Re degli scacchi, così come i capitoli successivi della trilogia di Acheng, ci aprono ad un mondo, quello della Cina antica fatta di tradizioni e teorie millenarie, che si scontra però con i moderni dettami di partito che giornalmente, con nuovi dazibao, impongono di dare un nuovo senso alla verità.

Quella di Acheng è una aperta critica al Partito ed alla politica messa in atto da Mao durante la Rivoluzione, volta ad un controllo diretto della cultura e del sapere e soprattutto della vita del popolo, un popolo chiamato a seguire le regole imposte dal Grande Timoniere.

Tutto ciò emerge con ancora più chiarezza nel Re dei bambini, dove l'autore ci racconta le vicende di un insegnante di provincia i cui metodi di insegnamento si scontrano con i programmi imposti dal Partito, così come nel Re degli alberi, dove la fame di progresso ed innovazione si scontra sino a distruggere la natura, che nel testo diventa simbolo sacro di tradizione.

Il libro è stato accolto con grande favore all'estero (premiato con il Premio internazionale Nonino '92), ma anche in Cina ha riscosso notevole seguito, a dimostrazione di una volontà, sempre più diffusa tra il popolo, di riscoperta dei valori e degli insegnamenti antichi, per cercare di ritrovare un filo di unione tra passato e presente.


Daniela Ingrosso
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