Taikang Lu, vicolo 201: Un angolo della vecchia Shanghai rivive nel quartiere degli artisti.

Taikang Lu, vicolo 201: Un angolo della vecchia Shanghai rivive nel quartiere degli artisti. Taikang Lu, vicolo 201: Un angolo della vecchia Shanghai rivive nel quartiere degli artisti.
7 Maggio 2008
SHANGHAI: Circondata da un brulicare di negozietti di artigianato, café e atelier, Taikanglu preserva in parte il flair della vecchia Shanghai dove, tra uno studio e l'altro, si possono ancora ammirare alcuni shikumen, le case tradizionali a due piani tipiche del Sud della Cina) degli anni Venti perfettamente conservati ed abitati nonché alcune vecchie fabbriche degli anni Quaranta, tramutate ora in atelier.

La storia di Taikanglu risale a circa 10 anni fa, quando un gruppo di artisti- tra cui il noto pittore Chen Yifei- aprirono i primi studi e negozi in questo quartiere popolare che offriva affitti bassi ed un ambiente confortevole per lavorare. All'inizio del 2000, tuttavia, il destino di Taikanglu sembrava in pericolo poiché il governo della Municipalità di Shanghai aveva deciso di abbattere le case per lasciare spazio ad esercizi commerciali, uffici ed architetture postmoderne. Grazie alla stretta collaborazione degli artisti e dei residenti, però, la fazione "preservazionista" ha avuto la meglio e, dal 2004, si è sviluppato un progetto in collaborazione con il governo municipale per la conservazione degli edifici dell'area di Taikanglu e per il rilancio commerciale dell'area, recentemente ribattezzata "la via degli artisti".

Da quel momento in poi, i negozi e gli studi degli artisti sono raddoppiati e, negli ultimi cinque anni, sono passati da circa 100 a circa 200. Lo sviluppo esponenziale ha, tuttavia, cominciato a far preoccupare i difensori dell'anima "popolare" di Taikanglu, intimoriti dal fatto che la progressiva commercializzazione dell'area costringerà molti residenti a svendere le proprie case e trasferirsi altrove facendo così perdere al quartiere parte della sua autenticità. Il quartiere, inoltre, è in via di espansione a seguito delle numerose richieste di artisti e commercianti che vogliono trasferirvi le proprie attività. Rassicura, tuttavia, su questo punto Wu Meisen, direttore del centro per la pianificazione urbana di Taikanglu, che afferma in un'intervista rilasciata a Xinhuanet lo scorso febbraio: -lo spirito è quello di non rovinare l'atmosfera originale-. Alcune aree residenziali saranno, pertanto, escluse dal progetto di commercializzazione dell'area in modo da preservare lo spirito della vita di vicolo che rende unica Taikanglu in particolare rispetto alle concorrenti zone di Xintiandi e M50.

Il visitatore, dunque, non resterà deluso, almeno per il momento, e fra una vetrina e l'altra ed una chiacchierata con un pittore o un designer all'opera potrà ancora perdersi nei vecchi vicoli di Takanglu tra i panni appesi ad asciugare, i vecchi che giocano a scacchi, i bambini che scorrazzano per i cortili e l'inconfondibile profumo delle verdure saltate con salsa di soia che si sprigiona dalla cucine circostanti.


da Shanghai, Fabiola Moroni
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