Economia della Cina
Viaggiare in Cina può risultare un’avventura particolarmente interessante. Quando si organizza un viaggio nel Paese di Mezzo, è bene sempre scegliere un itinerario preciso. Se il viaggio è organizzato da un tour operator, è bene sapere che spesso le autorità della Repubblica Popolare, si riservano alle volte il diritto di modificare l’itinerario se, se ne verifica la necessità per ragioni di sicurezza interna.
Pechino
Negli ultimi mille anni, Pechino è stata la residenza-capitale di tre grandi dinastie: la dinastia mongola degli Yuan nel 13°secolo, sotto la quale la città era nota con il nome di Dadu o Khanbaliq; la dinastia Ming, l’ultima dinastia cinese, che ha dato a Pechino la configurazione che ancora oggi conserva; la dinastia Qing, che ha assistito alla fine dell’impero plurimillenario.
I più antichi ritrovamenti sono datati intorno al 1.000 a.C., ma solo a partire dal 500 a.C. hanno iniziato a costituirsi insediamenti umani di una certa importanza. Tra il 476 e il 221 a.C. era Ji, capitale del regno Yan, poi dopo l’unificazione sotto il regno Qin, è stata per secoli teatro delle lotte tra i mongoli Khitani e i mancesi Jurchen.
Conquistata da Gengis Khan che la incendia nel 1215, è il nipote Kubilai Khan a sceglierla come capitale del regno Yuan nel 1279, chiamandola Dadu, la Grande Capitale, ma era anche note con il nome di Khanbaliq, ovvero Città del Khan. Fino ad allora i movimenti unitari si erano sempre concentrati intorno a Changan (Xi’An nello Shaanxi), Nanchino (Nanjing nel Jiangsu) e Luoyang (Nell’Henan). Sotto i Ming viene rinominata Beiping, la Pace Settentrionale.
Il nome odierno, Beijing, gli è dato da Yongle, che nel 1403 sposta la capitale da Nanchino a Pechino, e significa per l’appunto Capitale del Nord. È a Yongle che si deve la costruzione della Città Proibita e delle mura di cui oggi non è rimasto conservato quasi nulla. Nella Città Proibita viveva l’imperatore, a cingerla una cinta muraria al di là della quale viveva la corte, oltre la seconda cinta muraria che chiudeva questa seconda città, viveva la popolazione.
Sotto i Qing, i cinesi che abitavano questa ‘terza città, vennero cacciati per motivi di sicurezza e venne fatto erigere una terza cinta muraria per isolare quell’area dalla città esterna.
Sotto i Qing, a Pechino vengono costruiti templi e pagode. Nel 19°secolo è teatro della decadenza della dinastia mancese con tutte le rivolte e le violenze che contraddistinguono il declino: gli interventi anglo-francesi(1860), la rivolta dei boxer (1900), l’invasione giapponese (1937), le tensioni tra nazionalisti di Chan Kai Shek e i comunisti di Mao Tse Dong.
Dopo la proclamazione della repubblica (1949), le mura esterne sono state abbattute per fare spazio a viali e strade tra il 1950 e il 1952, la piazza viene allargata e iniziano ad essere costruiti gli edifici ancora oggi presenti.
Nel 1969 iniziano i lavori di costruzione della metropolitana. Dopo la riforma del 1979, Pechino ha continuato a espandersi. Oggi la città è divisa per anelli, il primo anello include il centro della città, mentre il quinto racchiude l’estrema periferia.
Oggi Pechino, con i suoi 15 milioni di bitanti, è una città cantiere, come quasi ogni città della Cina. Essendosi aggiudicata le Olimpiadi 2008, le autorità di Pechino si sono poste ambiziosi piani di ristrutturazione cittadina. Entro il 2008, la capitale, si è data l’obbiettivo di costruire 11 linee della metropolitana, oltre a strade e aree verdi. Non è inusuale partire da Pechino, tornarci dopo due settimane e scoprire che quella strada che dall’aeroporto ci aveva portato al centro della città, è scomparsa, e al suo posto è stata sostituita per esempio da un cavalcavia. Gli abitanti di Pechino dicono che se non si esce per una settimana dal proprio appartamento, nel momento in cui lo si fa, si rischia di non riconoscere più nulla. E malgrado l’esagerazione, non è del tutto falso.
Cosa visitare- Hutong: sono i vecchi quartieri di Pechino. Ormai quasi totalmente distrutti, per lasciar spazio a grattacieli, e palazzi governativi, rappresentano il ricordo della Pechino che fu, a partire dagli Yuan. Sono stati i mongoli a disegnare Pechino, a renderla ciò che essa è oggi. Gli Hutong, in principio erano pozzi (hut o hot, in mongolo), scavati per abbeverare i cavalli, attorno ai quali si costruiva una stalla. Sono stati i cinesi di Pechino a trasformare questi pozzi-stalle mongoli in quelli che oggi sono gli Hutong, cioè luoghi in cui vivere. Organizzati secondo il modello tradizionale cinese, gli abitanti, innalzarono mura per avere più privacy intorno a questi pozzi, venendo a creare quello noto come Siheyuan, le tipiche case cinesi con cortile al centro. Durante una gita in risciò alle volte è possibile che qualche gentile proprietario vi faccia entrare a visitarli.
- Tiantian: letteralmente il ‘Tempio del Cielo’. È il luogo dove l’imperatore due volte l’anno, veniva a pregare per ringraziare il raccolto precedente, durante il solstizio d’inverno. Mentre nel quindicesimo giorno del primo mese dell’anno lunare pregava gli dei per avere un buon raccolto. Di epoca Ming, fu distrutto da incendi diverse volte, l’ultima nel 1890. Al momento, come gran parte dei monumenti in Cina, è in fase di restauro, ma visitabile.
- Gugong: il Palazzo Imperiale, meglio nota come la Città Proibita, dal 1421 anno in cui vi si trasferì l’imperatore Ming Yongle, dopo 17 anni di costruzione, fino al 1911, anno del crollo della dinastia Qing, l’ultima dinastia cinese, fu la sede del potere imperiale cinese. Il palazzo ha 8.706 stanze. Molte sale al momento sono in fase di restauro. Con alle spalle Piazza Tian An Men, ci si arriva da sud, attraversando la ‘Porta Meridiana’, Wumen, dopo di che si incontrano le tre grandi entrate e i cortili, resi noti dal celebre film ‘L’ultimo imperatore’, di Bernardo Bertolucci. Al centro della Taihe Dian, ‘Entrata dell’armonia Suprema’, si trova il Trono del Drago, da dove regnavano gli imperatori. Dietro la Taihe Dian si trovano la Zhonghe Dian, ‘Entrata della completa armonia’, e il Baohe Dian, ‘Entrata dell’armonia conservata’. Di interesse una volta giunti all’uscita della Città Proibita, dalla Porta Nord, c’è il Jing Shan, la ‘Collina del Carbone’, artificiale, costruita con la terra dei fossati all’inizio del 15° secolo.
- Yuanming Yuan: noto come ‘Vecchio Palazzo d’Estate’, è stato costruito da Qianlong, imperatore Qing dal 1736 al 1795. Saccheggiato durante la seconda guerra dell’oppio (1856-1860), dalle truppe inglesi e francesi, venne in seguito ricostruito. La nuova costruzione divenne la residenza dell’imperatrice Cixi, che utilizzò i soldi per la costruzione della flotta per edificare lo Yiheyuan, ‘Giardino dell’armonia coltivata’, e il Nuovo Palazzo d’Estate, a ovest del Vecchio Palazzo d’Estate. Il lago Kunming copre i tre quarti dell’area totale, oltre 30 chilometri quadrati.
- Piazza Tian An Men: ‘Piazza della Porta della Pace Celeste’, questo il significato del suo nome. Costruita dopo la caduta dell’impero Qing, Tian An Men, con la sua estensione di 40 ettari (800 metri di lunghezza per 500 metri di larghezza), è la piazza più grande al mondo, ed è visibile persino dallo spazio. Si trova a sud della città proibita, mentre a nord della piazza si trova la Chang’an Jie, ‘Via della lunga pace’, una delle vie più importanti di Pechino. A nord, si trova la Porta Tian An Men dalla quale si accede al complesso della città proibita, mentre sui lati si trovano: a ovest il Palazzo dell’Assemblea del Popolo costruito nel 1959, a est il Palazzo dei Musei. A sud della piazza si erige il Mausoleo di Mao, dove ogni giorno centinaia di persone fanno la fila per entrarci. Al centro si trova il Monumento agli Eroi del popolo. In questa piazza si sono svolte le più importanti manifestazioni che hanno attraversato e scosso il paese negli ultimi 90 anni: 4 maggio 1919 gli studenti scesero in piazza per protestare contro il trattato di Versailles che assegnava al Giappone le colonie tedesche; 9 dicembre 1935 manifestazione anti-giapponese; 1 ottobre 1949 in questa piazza Mao annuncia la nascita della Repubblica Popolare Cinese. Tra maggio e luglio del 1989, diviene la sede di protesta degli studenti cinesi.
- Yonghegong: Tempio della Suprema Armonia, anche noto come Tempio dei Lama, è posizionato a nord est della città. uno dei templi più ampi e meglio conservati della capitale. In principio era la residenza di Yongzheng, figlio dell’Imperatore Kangxi (1662-1723), ma nel 1774, viene trasformato in un tempio. Si trova anche un monastero al suo interno dove un tempo risiedevano 300 monaci lamaisti.
Per chi vuole recuperare un po’ di tranquillità fuori dal frastuono di Pechino, è consigliabile una visita dei dintorni della città a poco più di un’ora di macchina si può così ammirare la Grande Muraglia e le Tombe degli imperatori Ming e la via sacra.
- Wanli Changcheng: è il nome cinese della Grande Muraglia, letteralmente, ‘muro da diecimila li’. Si snoda dal Mar Giallo fino al deserto del Gobi, con torri collocate in punti strategici. Le prime tracce risalgono al 5°secolo a.C., durante il periodo degli stati combattenti, ma si deve al primo imperatore Qin, Qin Shi Huangdi, l’attuale tracciato. Diversi punti della Grande Muraglia sono visitabili, ma da Pechino sicuramente quello più accessibile è Badaling. D’estate questa sezione della grande muraglia è affollata di turisti, ciò nonostante armati di pazienza, si possono percorrere alcuni tratti della muraglia. Mutianyu, è un altro sito d’osservazione. Qui la muraglia è stata restaurata pochi anni fa, ma è comunque possibile vedere certe porzioni ancora allo stato reale.
- Le tombe Ming e la Via Sacra: si trovano non lontano dalla Grande Muraglia, a Shisan Lingm. Vi si trovano 13 dei 16 imperatori Ming, anche se due sono quelle più interessanti: quella Chang Ling, dell’imperatore Yongle (morto nel 1424), noto per aver innovato le istituzioni Ming e per aver spostato la capitale da Nanchino a Pechino, e quella Ding Ling, tomba del 13°imperatore Ming, Zhu Yijun (morto nel 1620). È degna di nota per il fatto di essere l’unica tomba ad essere stata scavata. Il palazzo sotterraneo ad essa fu sigillato, ma nel corso dei secoli fu ugualmente saccheggiata. Fu Yongle a scegliere il luogo.
L’entrata da sud passa attraverso Shendao, ovvero il ‘Cammino dell’Anima’, la Via Sacra. Ai lati si trovano delle statue: le guardie d’onore nella forma di 12 figure umane rappresentano i dignitari e gli ufficiali civili e militari; 12 coppie di animali, metà in piedi, metà seduti, si racconta che cambino la guardia a mezzanotte.
Xi’An
È da questa città, capitale della regione dello Shaanxi, sorta nella valle dove scorre il fiume Wei, 160 chilometri a ovest della confluenza tra lo stesso e il fiume Huang He (Fiume Giallo), che è nata e si è sviluppata la civiltà cinese. Xi’An, che in origine era conosciuta come Chang’An, ovvero ‘Pace Eterna’, è stata la capitale del primo impero, quello Qin. A Qin Shi Huangdi, il primo imperatore, va il merito di aver unificato la Cina nel 221 a.C.
Durante la dinastia Tang (618-907), questa città era la più grande del mondo. Crocevia commerciale, da qui partivano le carovane che percorrevano la Via della Seta, la più antica via economica lunga oltre 6.400 chilometri. Per più di 1.100 anni è stata centro e capitale di 13 dinastie, ma con il declino e la scomparsa della dinastia Tang, anche la città di Xi’An ha finito col perdere importanza.
Oggi Xi’An con i suoi 7 milioni di abitanti è una moderna città industriale, centro di molte industrie tessili, importante polo dell’aviazioni, e nota in Cina per le sue prestigiose università e istituti di ricerca scientifica.
Il centro di Xi’An ha mantenuto la struttura storica della dinastia Tang, ma all’esterno del centro storico ci si imbatte in un dedalo di strade, sovraffollate da camion, auto, motorini, con un’aria pesante di smog, che d’estate a causa delle temperature elevate a causa del clima continentale diventa ancora più irrespirabile. Un tempo la città era circondata da grandi mura, e aveva un’estensione di 9 chilometri da est a ovest e di 9 da nord a sud. Oggi le mura di epoca Tang non esistono più, ma è rimasta ancora la cinta muraria lunga 14 chilometri, di epoca Ming. Edificata secondo il classico motivo cinese a griglia, oggi questa struttura è riscontrabile solo nel centro della città. Le mura sono state restaurate, e in alcuni punti è possibile salire e visitarle. Sempre in centro dove si intersecano le due strade principali, si trova la Zhonglou, o Torre della Campana. Poco distante si trova la Gulou, ovvero la Torre del Tamburo.
A Xi’An, è possibile visitare anche la Da Qingzhen Si, la Grande Moschea di epoca Ming.
Non distante da Nanmen, la Porta Meridionale, si trova il Beilin Bowuguan, il Museo della Foresta di Stele.
Fuori dalle mura si trovano la Xiaoyan Ta e la Dayan Ta rispettivamente la Pagoda della piccola anatra selvatica e la Pagoda della grande selvatica. Non distante da qui lo Shanxi Lishi Bowuguan, il Museo Storico inaugurato nel 1991.
Fuori dalla città, distante un’ora circa si trova lo spettacolare Bingmayong, ovvero l’Esercito di Terracotta. Vicino all’aeroporto, e solo da qualche anno è visitabile il Xiao Bingmayong, il Piccolo Esercito di Terracotta.
Cosa vedere
- Zhonglou: la Torre della Campana, restaurata, alta 36 metri, risale al 1384. E’ stata ricostruita sul terreno attuale nel 1582, e oggi è circondata da i famosi centri commerciali e negozi che si trovano sulla Dong dajie.
- Gulou: la Torre del Tamburo, si trova a nord ovest di Xi’An, a pochi minuti a piedi da Zhonglou. Per molti aspetti simile alla Torre della Campana, risale al 14°secolo. È stata ricostruita dopo il 1949, e si trova nel quartiere musulmano.
- Da Qingzhen Si: la Grande Moschea, su un’area di 12.000 metri quadrati, di cui 4.000 coperti, è una delle più antiche e meglio conservate della Cina. La struttura attuale risale al periodo Ming, ma la costruzione avvenne nell’anno 742, sotto la dinastia Tang. Nel primo cortile si trova il Padiglione degli Indifferenti, il minareto, mentre il Fenghuangting, ovvero il Padiglione della Fenice è un luogo di riposo. L’area di preghiera è accessibile solo ai fedeli mussulmani. Al centro del quartiere mussulmano Hui, questa moschea è l’unica in tutto l’oriente a non avere caratteristiche arabe. All’esterno ci si imbatte in un labirinto di vicoli allestiti con bancarelle dove si possono trovare gli oggetti della cultura Hui e assaggiare i piatti tradizionali Hui. Gli Hui, sono i mussulmani cinesi, ovvero quelli che si convertirono un tempo all’islam quando questa religione arrivò in Cina. Questi musulmani cinesi, non vanno confusi pertanto con i mussulmani del Xinjiang, gli Uiguri.
- Beilin Bowuguan: il Museo della Foreste di Stele, costituisce un unicum in Cina, raccoglie iscrizioni dalla dinastia Han alla dinastia Qing. Costituito da tre edifici principali, nel primo si può ammirare una mostra dove viene esibita una cronologia di antiche immagini buddiste dall’inizio della Via della Seta alla fine della dinastia Tang. Nel secondo edificio si possono rimirare la ‘foresta’di stele, 2.300 tavolette con testi cinesi risalenti anche al periodo di Confucio e Mencio. Le più interessanti sono 14 stele, che portano i testi dei 12 classici, scolpiti nell’837. una stele scoperta nel 1627, fa riferimento alla fondazione nel 781 della prima chiesta nestoriana. Spesso questa iscrizione è stata spesso usata dai gesuiti per suffragare l’ipotesi di un regno cristiano in Cina. Nel terzo edificio si trovano sculture di animali e fregi in pietra della dinastia Tang, bronzi e gioielli. Interessante come quasi tutte le stele siano appoggiate sul dorso di una tartaruga, simbolo di longevità.
- Xiaoyan Ta: la Pagoda della Piccola Anatra Selvatica, è alta 46 metri e risale all’8°secolo. È stata costruita tra il 707 e il 709, durante il regno di Jinglong, sotto la dinastia Tang. Originariamente aveva 15 piani, ma gli ultimi due sono stati distrutti da un terremoto nel 1555. Attualmente la pagoda è alta 43.3 metri. Restaurata a fine anni ’70, nuovamente danneggiata durante gli anni ’90, non è ancora stata completamente restaurata.
- Dayan Ta: la Pagoda della Grande Oca Selvatica, è alta 64 metri e ha sette piani. Inizialmente faceva parte di un complesso di templi buddisti. È stata costruita nel 652 durante la dinastia Tang, dall’imperatore Taizong, su richiesta del monaco Xuanzang, che recatosi in pellegrinaggio in India nel 629, ivi soggiornò per 17 anni dedicandosi alla traduzione dei sutra dal sanscrito cinese. Attualmente i testi non sono più nella pagoda, ma conservati in altri musei. Originalmente aveva solo 5 piani, ma tra il 701 e il 704, vennero alzati a 10. All’interno vi sono 245 scalini, che portano ai diversi piani.
Fuori Xi’An
- Bingmayong: l’Esercito di Terracotta, a 35 chilometri a est di Xi’An, a nord del monte Lishan, si può ammirare uno dei siti archeologici più preziosi della Cina. Scoperto casualmente da dei contadini nel 1974, che stavano scavando un pozzo, questa colossale opera dell’antichità cinese è stata lentamente portata alla luce. Da qualcuno definita l’ottava meraviglia del mondo, l’esercito di terracotta è solo una parte della tomba del primo imperatore cinese, Qin Shi Huangdi. La tomba dell’imperatore si trova a 1.5 chilometri a ovest, ma non è stata portata alla luce, anche perché ancora oggi non è stata trovata l’entrata nella tomba. Solo una parte del tesoro è stata portata alla luce. Secondo studi storici, sotto il tumulo di 47 metri si troverebbe una necropoli raffigurante l’intera Cina dell’epoca. La stessa necropoli dovrebbe coprire 56 chilometri quadrati. Per portarla alla luce si dovrebbero dislocare 12 paesi della zona. Alcune testimonianze riferiscono che il soffitto sarebbe costellato di perle che rappresentano la volta celeste, all’interno delle quali veniva introdotto del mercurio per creare le immagini dei fiumi che scorrono. Alla costruzione della tomba lavorarono 700.000 uomini provenienti da tutto il paese. Si dice che gli operai e i supervisori coinvolti nel progetto e nella costruzione siano stati sepolti vivi nella tomba. È stato calcolato che approssimativamente siano 8.000 le statue tra guerrieri e cavalli. Nella volta principale del sito, le statue sono sistemate in una tipica formazione di battaglia in 11 colonne che comprendono ufficiali e soldati che tengono lance e spade, alle volte autentiche, e che portano carri. Ogni statua è alta circa 1.8 metri, ed è modellata individualmente. Molte statue sono state restaurate e sono oggi esposte nelle 3 sale. Uno dei 3 edifici contiene un reperto sensazionale: il modello in miniatura di due carri di bronzo, con cavalli e cocchieri, della dinastia Qin. In un altro edificio, dove si possono comprare i souvenir del sito, alle volte è ancora possibile incontrare uno dei tre contadini ancora in vita. Da ultimo, si vuole far presente che quando i guerrieri di terracotta furono estratti la prima volta dalle tombe, erano colorati, ma come poi con l’esposizione all’aria questi colori siano scomparsi. Però nel primo edificio dove sono visionabili tutti infila, percorrendo il lato destro in direzione dell’uscita, se si è attenti si può vedere che uno dei primi guerrieri in piedi abbia il bordo colorato di giallo. Un pezzo unico.
- Xiao Bingmayong: il Piccolo Esercito di Terracotta, di epoca Han, non è conosciuto quanto l’altro esercito menzionato, ma vale una visita. Esposto sulla strada in direzione dell’aeroporto, è costituito da piccole statue di terracotta alte non più di 60 centimetri.
Da segnalare a Xi’An, l’opera teatrale in stile Tang e, per quanto riguarda il cibo i due tipici piatti della capitale: i ravioli al vapore e gli spaghetti di grano.
Il Sichuan: Chengdu e dintorni
Capitale del Sichuan, Chengdu si trova al centro della regione. Ha più di 5 milioni di abitanti, ai quali se ne devono aggiungere 9 milioni se si considera la zona intorno alla cintura della città. Il Sichuan, è la provincia più popolata della Cina, con oltre 100 milioni di persone su una superficie di 570.000 chilometri quadrati. Il Sichuan è caratterizzato da estati calde e inverni temperati, con alta umidità, che permettono di coltivare durante tutto l’arco dell’anno. Nella regione occidentale montuosa, ricca di alberi e abeti, l’inquinamento sta danneggiando il territorio. Questo è l’habitat del panda gigante, che progressivamente si sta spostando verso nord, alla ricerca di altre zone montuose.
Il cereale principale della regione è il riso, ma si coltiva anche la colza, che fornisce la maggior parte dell’olio da cucina. Se si visita la regione del Sichuan verso la fine di marzo, si assiste a come la sua pianura si tinga del giallo della colza in fiore. Anche i gelsi sono coltivati nella regione, importantissimi per l’industria del baco da seta..
Il Sichuan, è molto bene collegato con il resto della Cina, via Chengdu, il centro del traffico aereo. Anche con i treni è possibile raggiungere varie città del paese, e il tratto ferroviario Chengdu-Kunming è uno dei più belli. Il fiume Yangze, anche dopo il completamento della diga delle tre Gole nel 2009, continuerà ad essere un importante collegamento commerciale e di trasporto.
Chengdu era già un centro politico nel 400 a.C. , il centro politico-economico del Sichuan. Costruita in pianura, è facilmente visitabile a piedi o in bici. Molto interessanti sono le case da tè e i piccoli bar della città, dove spesso si può assistere gratuitamente a pezzi dell’opera del Sichuan.
Di interesse la visita al tempio Wuhou Si, Tempio del Duca di Wu, voluto da Cheng, re della dinastia dei Jin Occidentali (265-316). Ricco di pietre memoriali, papiri, e strumenti sacri, il tempio è stato riportato alla luce durante la dinastia Ming. A sud-ovest della città, si può ammirare il Du Fu Caotang, ovvero la Capanna del poeta Du Fu, poeta della dinastia Tang (nato il 712 d.C.). Il sito comprende il padiglione e lo studio all’interno della capanna dove visse il poeta per tre anni. Il complesso attuale, risale ha due diversi periodi, il regno di Hongzhi durante la dinastia Ming, e quello di Jiaqing della dinastia Qing. Il Wangjianglou, il Parco del Padiglione, si trova sulla riva meridionale del fiume Jin Jiang, a sud-est di Chengdu. È noto per le sue oltre 100 varietà di bambù.
Ma Chengdu è nota soprattutto per i panda. Senza voler visitare il triste zoo, è consigliabile dirigersi invece verso la riserva a circa 6 chilometri dalla città, dove vengono allevati i panda giganti.
I dintorni di Chengdu sono molto interessanti. A Xindu, si può visitare il Baoguang Si, il Monastero della Luce Preziosa. Si crede che questo monastero buddista sia stato fondato durante la dinastia degli Han orientali. Distrutto da un incendio durante il periodo Ming, è stato ricostruito nel 670. la pagoda Sheli Ta, è l’unica ad essere sopravvissuta all’incendio Ming.
Viaggiando verso la provincia del Gansu, tra Chengdu e Xiahe, si consiglia di visitare il villaggio di Langmusi, un tradizionale villaggio tibetano, è uno degli ultimi posti in cui si può vedere un cimitero tibetano.
Un luogo molto suggestivo è la città di Emeishan, ai piedi della catena montuosa dell’Emei, a 160 chilometri da Chengdu. Da visitare il Baoguo Si, il Monastero Baoguo, che risale al 16°secolo. Il Baoguo Si, è solo uno dei 150 templi buddisti costruiti nella zona. Questo monastero è forse il più famoso, perché è sito vicino al vecchio ritiro per i vertici del Partito Comunista, ora detto Hotel Hongzhoushan.
Emei Shan, la Montagna Emei, è una delle cinque montagne sacre buddiste in Cina, la montagna venne infatti consacrata al buddismo dai monaci durante il 6°secolo. Da alcuni anni è stata costruita una strada che consente di raggiungere il Jieyin Dian,un padiglione alto 2670 metri. Lungo i sentieri della montagna ci sono molti monasteri, dove è possibile anche dormire e mangiare durante la discesa che dura due giorni e mezzo. A 10 chilometri dal padiglione si trova il Xixiang Chi, la Piscina dell’elefante, un tempio che offre la possibilità di vedere un panorama suggestivo.
Chongqing
Chongqing, è una città particolare. Costruita su un promontorio roccioso sul fiume Yangze, si trova alla confluenza tra il fiume Jialing e il Chang Jiang (Yangze). Nel corso dei secoli a partire dalla dinastia Tang (618-907), quando era chiamata Yuzhou, Chongqing, è sempre stata un importante centro commerciale. È stato l’imperatore Zhao Dun, della dinastia Song (960-1279) a ribattezzarla con il nome con il quale ancora oggi conosciuta, e che significa ‘fortuna gemella’.
Durante l’inverno la città è velata dalla nebbia che sale dai fiumi e che nasconde il sole. Durante la seconda guerra mondiale, questo clima impediva agli aerei giapponesi di bombardare la città. Le abitazioni sono le classiche case con tetti neri costruite a ridosso dei pendii, ma nei prossimi anni saranno demolite. La città oggi è un insieme caotico di grattacieli. Le sponde del fiume Yangze sono collegate da due funivie e un ponte. Nel 2001, un altro ponte costruito sul fiume Jialing, facilita ulteriormente la comunicazione in città.
Jiangfebei, la Piazza della Liberazione, è il vecchio centro storico. Oggi è la zona pedonale per lo shopping. Un padiglione in cima alla penisola, il Chaotianmen, Porta di fronte al Cielo, domina l’area. Vi è ancora segnato il livello raggiunto dall’acqua durante l’ultima alluvione del 1982, che causò gravissimi danni. Non distante si può ammirare il Luoshan Si, il Tempio Luohan, noto per le 500 sculture in terracotta dette arhat.
Chongqing, però resta nota per essere l’ultima tappa della crociera che si può fare sul fiume Yangze. Viaggiare da Chongqing a Wuhan, città commerciale a metà strada tra Shanghai e Chongqing, richiede quattro giorni. Controcorrente invece ne richiede sei. Le tappe della crociera sono la città di Yueyang, un porto fluviale che si trova nella provincia dell’Hunan. Il sito più noto di questa città è Yueyanglou, la Torre Yuetang, la torre più famosa della Cina. È del periodo Tang (618-907), ma l’edificio è stato restaurato nel 19°secolo. A 220 chilometri da Wuhan c’è Shashi, il porto della città di Jinzhou. Se si vuole fare la crociera delle Sanxia, Tre Gole, è consigliabile imbarcarsi qui. Yichang, è l’ultima tappa prima di raggiungere le gole.
Sanxia, Diga delle Tre Gole.
Il progetto venne proposto per la prima volta da Sun Yatsen nel 1919, ma ha preso avvio solo nel 1994. Il luogo scelto per la costruzione è Sandouping, un territorio di 10 chilometri nel centro della gola Xiling. Nel 2009, una volta terminata, la diga sarà lunga 2309 metri, alta 181 metri, con 26 generatori a idroturbine e conterrà un bacino di 660 chilometri, arrivando fino a Chongqing. Il governo ha sempre dichiarato che o scopo principale della diga consiste nel domare le acque dello Yangze. Ma l’altro scopo è quello di fornire di elettricità la regione della Cina centrale, dove questa scarseggia. La navigabilità del fiume migliorerà, e ciò contribuirà ad attirare investimenti nel settore del turismo e della pesca. Un piano ulteriore, prevede di deviare l’acqua del bacino dello Yangze verso le province del nord, che spesso soffrono di siccità. La costruzione ha comportato lo sfollamento di oltre un milione e mezzo di persone, dai villaggi che progressivamente saranno allagati.
Lo Yunnan: Kunming e dintorni
Regione strategica, lo Yunnan si trova a sud-ovest, confinante con Myanmar, Laos e Vietnam. Questa provincia è rimasta oltre la giurisdizione cinese fino a quando Kubilai Khan, nel 1235, sconfisse il regno di Dian. Lo Yunnan, è una delle province più affascinanti della Cina, con una diversità culturale e geografica ineguagliabili. Se nella zona settentrionale, la flora e la fauna sono tipiche delle zone temperate con stagioni marcate, l’area meridionale è dominata da una vegetazione tipicamente tropicale. Le minoranze etniche della regione sono una delle attrazioni: 24 nazionalità minoritarie riconosciute, con stili di vita e diversi da quelli della popolazione Han. Rappresentano un terzo della popolazione regionale.
Kunming, è la capitale dello Yunnan. Posizionata a 2000 metri sopra il livello del mare, sulla sponda nord del lago Dian Chi, ha una popolazione di circa 3 milioni di abitanti. Da visitare le due pagode, Donsi Ta e Xaisi Ta, a sud-est della città,di epoca Tang. A nord della città, si può visitare il tempio Yuantong, precedente al periodo Tang, è stato ampliato nel 14° secolo.
Fuori dalla città, si consiglia di vedere il Qiongzhu Si, il Tempio di Bambu, a 13 chilometri a nord-ovest di Kunming. È celebre per il salone con 500 statue dei luohan, discepoli e santi buddisti, ognuna scolpita in modo unico così da incorporare una virtù buddista.
Si consiglia di visitare anche la Heilongtan, la Piscina del Drago Nero, a 11 chilometri dalla città. Ma sicuramente quello che non si può non visitare, è Shilin, la Foresta di Pietra, a 125 chilometri. Durante il permiano, 270 milioni di anni fa, la zona era un lago, ma gli spostamenti tettonici, hanno sospinto il alto il letto di calcare, pioggia ed erosione hanno creato questa foresta di pietre naturale e pilastri alti dai 5 ai 30 metri.
Vale una visita sulle alte pianure di Lijiang (2400 metri), dominate da Yulongxue Shan, Montagna della Neve del Drago di Giada, il massiccio più noto della regione alto 5600 metri.
Dayan, città del popolo naxi, è antica di appena 750 anni. Il popolo naxi immigrò qui, dal Tibet. La loro religione, detta dongba, è infatti un mix di riti che evocano il culto della natura e altri concetti del Tibet pre-buddista.
Shanghai
Shanghai, letteralmente ‘Sopra il Mare’, è posizionata lungo lo Huangpu Jiang, un affluente dello Yangze. Oggi Shanghai è il centro economico dell’sud-est asiatico, con oltre 3.100 grattacieli costruiti negli ultimi 15 anni. La vecchia città di pescatori, si è trasformata in centro finanziario di fama mondiale. Nel 1979 venne scelta da Deng Xiaoping per incarnare il sogno del capitalismo di stampo socialista. Destinata a sorpassare Hong Kong, probabilmente entro il 2010, anno che la vedrà protagonista dell’Expo mondiale, Shanghai è diventata una metropoli di stile occidentale a tutti gli effetti, con l’unica differenza che si parla cinese e non inglese. Da un punto di vista amministrativo la città è una municipalità, non ha provincia, così come Pechino. Mentre la capitale però cresce in larghezza, Shanghai cresce verticalmente. Ha più abitanti di Pechino, 16 milioni quelli ufficiali, ma si calcola che con i pendolari si arrivi a toccare soglia 20 milioni. La densità demografica è una delle più alte al mondo. È la città più cara della Cina insiema a Hong Kong, parla un dialetto, lo shangaiese che nessun altro in Cina capisce, ha una cucina totalmente differente, e gli abitanti di Shanghai sono totalmente differenti dagli altri loro connazionali cinesi. Individualisti, aperti alle nuove tendenze, cosmopoliti, instancabili lavoratori, sono il prodotto del socialismo di mercato.
La regione intorno a Shanghai era un polo commerciale già nel 960 d.C. Continuamente attaccata dai pirati giapponesi, nel 16°secolo la città iniziò la costruzione di una cinta di mura per potersi difendere. Se queste mura la difesero dai vicini non la isolarono dalle mire dei colonialisti inglesi e francesi, che con il trattato di Nanchino riuscirono a renderla città aperta agli occidentali. Shanghai è stata destinata a diventare il centro dell’elaborazione delle nuove idee delle elite cinesi da quel momento. Se il sud è sempre stata la regione cinese che insorgeva durante i secoli per protestare contro il malgoverno delle dinastie, Shanghai a partire dal 19°secolo è stata il centro dell’elaborazione culturale. Nel 1921, qui venne fondato il Partito Comunista Cinese. Allorquando venne lanciata la Rivoluzione Culturale, non solo da qui si propagò ma qui si trovavano i quartieri generali delle Guardie Rosse.
Si può ammirare la modernizzazione della città partendo dalla Zhongshan Dong Lu, ad ovest del Huangpu Jiang. Questa zona da tutti è conosciuta come Bund, o Waitan. Si possono ancora ammirare alcuni edifici coloniali. Durante gli anni ’30, il Bund era il centro degli esercizi commerciali europei, americani, giapponesi, era sede di banche, di consolati. La sera la zona è tutta illuminata, e si possono trovare locali dove poter tranquillamente riposare. Il palazzo più importante della zona è l’Heping Fandian, l’Hotel della Pace, si trova tra Nanjing Lu e il Bund. Dalla parte opposta del Bund, vicino al Youyi Shangdian, il Negozio dell’Amicizia, uno dei negozi preferiti dagli stranieri per fare shopping, si trova lo Huangpu Gongyuan, il Parco Huangpu. Noto perché si dice che durante il periodo coloniale venissero appesi cartelli con scritto ‘vietato l’ingresso ai cani e ai cinesi’.
Il centro della città, si snoda intorno alla Nanjing Lu, la strada principale di Shanghai, che attraversa i due distretti principali di Huangpu e Jingan. Questa è l’area di Shanghai dove generalmente ci si sbizzarrisce nello shopping, dai vestiti al tecnologico. All’interno del Di Yi Baihuo, il Grande Magazzino Numero Uno, si può trovare di tutto. Si trova vicino al Bund all’angola di Xizang Lu. Il Guoji fandian, l’Hotel del Parco, a nord della Nanjing Lu, un tempo era l’hotel più alto dell’Asia. A sud la Renmin Guangchang, la Piazza del Popolo. Piazza moderna, diventata il cuore della nuova Shanghai, ospita un centro commerciale sotterraneo, il municipio, il Centro di pianificazione urbana e il Grande Teatro dell’opera. Al centro della piazza si trova il nuovo Shanghai Bowuguan, il Museo di Shanghai. Inaugurato nel 1996, ha 11 gallerie, dove si possono ammirare collezioni di dipinti, bronzi, sculture, ceramiche, calligrafia, giada, mobili della dinastia Ming e Qing, monete, sigilli e i costumi delle minoranze etniche. La collezione di bronzi è ritenuta la più bella al mondo.
A sud della città, si può ammirare il Longhua Gu Si, un tempio e pagoda costruito nel 242 che nel corso del tempo è stato distrutto e ricostruito diverse volte. Ci sono sette sale, che dopo il periodo della Rivoluzione Culturale sono nuovamente state adibite a usi religiosi.
Sempre vicino al centro si può visitare l’ex concessione francese, fondata intorno al 1840 (dopo il Trattato di Nanchino), ha conservato il carattere francese nelle architetture. Sulla Huaihai Lu, si può accedere alla Shanghai Tushuguan, una delle biblioteche più grandi al mondo. Sulla Xiangshan Lu, non distante da Huaihai, si può visitare la Sun Zhongshan Guju, la Residenza di Sun Yatsen.
Una visita obbligatoria è quella nella città vecchia. Prima del 1949, questa area era la sola sotto l’amministrazione cinese, il resto della città infatti era diviso tra le diverse potenze coloniali. All’interno della città vecchia i Yuyuan, i Giardini Yuyuan, e il Chenghuang Miao, il Tempio del dio della Città. Al centro del nuovo complesso restaurato negli ultimi anni, i giardini sono una delle poche storiche rimaste in città. La leggenda vuole che i giardini siano stati costruiti verso il 16°secolo, da Zhang Nanyang, artista eccentrico, su commissione della famiglia Pan della corte Ming. Con rocce, ricco di colline artificiali, e stagni, il giardino servì da supporto alla Società delle Piccole Spade durante la rivolta dei Taiping.
La zona che però attira il visitare, è la zona est della città di Shanghai, dove si trova il terzo porto più grande al mondo. Si sta parlando della zona economica di Pudong Xinqu, o la Nuova Area di Pudong. Poco meno di dieci anni fa questa area era una distesa di fango, oggi è stata completamente bonificata. Il ponte Nanpu collega Pudong alla zona ovest di Shanghai, mentre sei tunnel sottomarini collegano il Bund con Pudong, e nel 2000 ne è stato aperto un altro destinato solo ai turisti. Ma l’attrazione di Pudong, è sicuramente il Shanghai Minzhu, la Torre della Televisione Oriental Pearl, sulla quale è possibile salire e ammirare la città a 360°.
A nord della Sichuan Lu, si può passeggiare a Hongkou Gongyuan, uno dei parchi più belli di Shanghai, all’interno del quale si trova la tomba di Lu Xun, uno dei più noti poeti moderni cinesi, morto nel 1936. Dal 1937, anno dell’occupazione giapponese Hongkou, era il luogo dove vivevano i giapponesi. Nota anche come Piccola Tokyo, divenne una zona franca per i profughi ebrei dall’Europa e dai pogrom russi. La Cina fu uno degli ultimi paesi aperti all’ immigrazione, che non richiedeva visti o certificazioni economiche. Prima del 1939, 14.000 profughi avevano raggiunto la città. Nel 1943, si è calcolato che nel ghetto di Hongkou vivessero 20.000 ebrei, prima che venissero deportati nell’Area preposta per i profughi senza Patria, come era stato richiesto di fare dal governo nazista al governo giapponese. Oggi, il Moxi Huitang, la Sinagoga Ohel Moshe, costruito nel 1927 dagli ebrei di Hongkou, si trova sulla Changyang Lu, e ospita un museo della comunità ebraica di Shanghai.
Il Yufo Si, il Tempio del Budda di Giada, a ovest della stazione, sulla Anyuan Lu, famoso per le due statue di giada bianca del budda, portate in Cina dal Myanmar, dal monaco Huigen nel 1882, sono scampate miracolosamente alla furia delle Guardie Rosse durante il periodo della rivoluzione culturale. Si racconta che i monaci del tempio, per proteggere la statua del budda seduto, apposero sulla teca che lo proteggeva dall’esterno le foto di Mao. Convinti che avrebbero commesso una sorta di sacrilegio a strappare le foto di Mao nonostante volessero distruggere il budda, le Guardie Rosse, desistettero e la statua fu salva.
A sud-ovest della città a circa 40 chilometri si trova l’aeroporto internazionale di Hongqiao, inaugurato nel 2000. Da poco tempo è raggiungibile con il treno a levitazione magnetica, che viaggia a 380 chilometri orari, in meno di 8 minuti.
Hangzhou e Suzhou
‘Su nel cielo c’è il paradiso, sulla terra ci sono Suzhou e Hangzhou’. A colui che visita queste due graziose città non distanti da Shanghai, questa è la prima frase che viene detta. Arrivandoci in treno da Shanghai si possono vedere ancora le donne con i piedi a mollo nelle risaie. Il verde, e la pioggia, se si viaggia durante l’estate caratterizzano questa porzione del Paese di Mezzo. Se Suzhou veniva un tempo definita la Venezia d’Oriente, Hangzhou è per eccellenza la città degli innamorati. La maggior parte delle coppie di neo sposi in Cina tendono a fare la luna di miele in questa città del sud.
Hangzhou
Nel 1138, la nuova dinastia Song, decise di porre qui la sua capitale. Una residenza temporanea, creata durante la fuga dalle invasioni dei barbari a nord. Durante la dinastia Song, il numero di abitanti crebbe di oltre un milione. È stata quasi totalmente distrutta durante la rivolta dei Taiping, nel 19°secolo. Oggi è la capitale della provincia del Zhejiang, una delle più ricche regioni della Cina. È nota per la produzione di seta e del famoso Longjingcha, il tè del pozzo del drago. Lo Xi Hu, Lago Occidentale, è molto famoso. Una legenda narra che venne creato da una perla lasciata cadere da una fenice e da un drago. Si possono fare delle gite in battello durante il periodo estivo. Durante la festa della luna, in settembre, periodo preferito per le giovani coppie di sposi, è normale vedere molte barche navigare sul lago.
A nord-ovest della città, si trova Baochu, la pagoda simbolo della città costruita nel 968. Distrutta in più di un’occasione la struttura odierna è del 1933. A nord-ovest c’è il villaggio di Longjing, del Pozzo del Drago, dove è possibile acquistare il celebre tè verde cinese.
Suzhou
È una piccola città, caratterizzata da intimi giardini e 24 canali. È un luogo rilassante e romantico, anche se il progresso sta lentamente facendo scomparire quel clima di cittadina a misura uomo. Sotto la spinta dell’industrializzazione appare quasi un miracolo che si siano riusciti a salvare 24 canali dalla cementificazione forzata, dovuta alla necessità di costruire fabbriche, case e alberghi.
Come capitale dello stato i Wu, nel 514 a.C., Suzhou è molto antica. È sotto le dinastie Ming e Qing, che prospera, diventando zona di rifugio e riposo per intellettuali e funzionari imperiali. I due giardini più noti sono lo Zhouxheng Yuan, il Giardino dell’umile amministratore, e il Liu Yuan, il Giardino in cui soffermarsi.
Lo Zhouzheng Yuan, ha un’estensione di 4 ettari, ed è il più grande di Suzhou. Costruito da un ufficiale, Wang xiancheng, nel 1513, viene raccontato che il figlio di questi perdette la proprietà al gioco. Tra il 1860 e il 1864, il clan dei Taiping, fecero di questo giardino il loro quartiere generale. Ha una tipica struttura a zig-zag e la maggior parte dell’area è ricoperta di fiori di loto.
Il Liu Yuan, risale al 1800. Considerato il primo esempio di giardino cinese del periodo Qing meridionale (1644-1911), è uno dei giardini protetti come patrimonio culturale nazionale.
Il Wangshi Yuan, Giardino del maestro delle reti, di periodo Song, è famoso per la fioritura delle peoni. Una parte del giardino è stata ricreata nel Metropolitan Museum di new York.
Non distante da Suzhou, si consiglia la visita di Wuxi, piccolo villaggio risalente a 2000 anni fa. Il clima mite, il terreno e l’abbondanza d’acqua rendono Wuxi una delle regioni più fertili della Cina.
Nanchino
Nanchino, Nanjing in cinese, significa ‘capitale del sud’, ed è la capitale della ricca provincia del Jiangsu. È raggiungibile in treno, nave o aereo. L’aeroporto dista meno di un ora dalla città, mentre la modernissima stazione dei treni inaugurata l’anno scorso, si trova in pieno centro della città. La città è considerata la terza fornace della Cina, dopo Wuhan e Chongqing. D’estate la temperatura può superare tranquillamente i 40 gradi e con l’umidità che arriva a toccare i tassi del 90 % è normale percepire quei cinque sei gradi in più, che possono rendere la visita non molto semplice. Ciò nonostante, temperature a parte, merita di essere visitata questa città che vanta una storia di oltre 2500 anni.
L’inizio della sua storia risale al periodo degli stati combattenti (403-221 a.C.). E’stata la capitale delle dinastie del sud tra il 229 e il 589 d.C., e ancora durante il periodo della dinastia Tang, tra il 937 e il 975. Sotto la dinastia mongola degli Yuan, la capitale è trasferita a Pechino, ma ritorna ad essere la sede della corte Ming, tra il 1368 e il 1421, sotto il regno di Zhu Yuanzhang. Eletta a capitale durante la rivolta dei Taiping, con il nome di Tianjing, ‘capitale celeste’, tra il 1853 e il 1864, ritorna ad essere capitale con il governo nazionalista di Chan Kaishek.
Le mura della città, risalgono al periodo Ming e si possono vedere dalla Zhonghuamen, Porta Zhonghua, a sud della città. Le mura avevano una circonferenza di 30 chilometri, un’altezza di 12 metri, e la caratteristica consiste nel fatto che su ogni mattone veniva scritto il nome del produttore in caso di difetti. Accanto alla Zhongshanmen, c’è il Nanjing Bowuguan, il Museo di Nanchino. All’interno c’è una vasta collezione di ceramiche, giade, lacche, tessuti,, bronzi, porcellane e sculture, provenienti da tutta la provincia del Jiangsu. Il pezzo più importante del museo è sicuramente l’uomo di giada, un sudario di 2000 anni fa risalente alla dinastia Han orientale (25-220), composto di 2600 rettangoli verdi di giada tenuti insieme da un filo d’argento. È stato ritrovato a Suzhou nel 1970 in perfetto stato di conservazione.
Non distante dalla Zhonghuamen, si può visitare il Datusha Jinjianguan, un edificio costrito in memoria del massacro di Nanchino avvenuto per mano giapponese nel 1937, quando occupavano la città. Si parla di oltre 300.000 cinesi uccisi, e 20.000 casi di violenze.
Quando si visita il centro della città di Nanchino, si può prendere come punto di riferimento l’Hotel Jingling, che troneggia sulle caotiche vie della città. È considerato uno degli alberghi più elusivi di Nanchino. Non distante si trova il Chaotian Gong, Palazzo Chaotian, di epoca Song (960-1279). È uno dei templi confuciani meglio conservati della regione. Continuamente restaurato, gli edifici del tempio attuale sono il prodotto di riparazioni terminate nel 1986.
Sempre a sud di Nanchino c’è il Tainguo Bowuguan, il museo Taiping, dove sono conservati documenti degli eventi politici e militari del periodo che va dal 1858 al 1864.
A nord della rotonda di Xinjiekou si possono visitare Gulou, la Torre del Tamburo, e Zhonglou, la Torre della Campana. La Torre del Tamburo terminata nel 1382, serviva per segnalare il cambio della guardia, mentre all’interno della Torre della Campana, finita nel 1388, era usata per le cerimonie.
Una tappa obbligata è quella al Zhongshan Ling, il Musauleo di Sun Yatsen. È stato il fondatore della prima Repubblica nel 1911, ed è considerato il padre della patria. Di origini cantonesi, alla sua morte volle essere seppellito a Zijin Shan, le montagne viola. È stato completato nel 1929, quattro anni dopo la morte di Sun avvenuta a Pechino nel 1925. Questo momento si estende su un’area di 8 ettari. Alla fine del viale alberato che si trova all’entrata inizia una salita di 392 scalini che conduce al suo memoriale. All’interno una tomba, ma quella reale è sotterranea a questa e non visitabile.
Non distante da Zijin Shan, si arriva al Mingxiao Ling, il Mausoleo dell’imperatore Hongwu. La Via Sacra, che richiama quella in prossimità di Pechino, è larga poco più di 3 metri rispetto ai 10 di quella di Pechino, e ai lati ci sono coppie di statue di pietra, in posizione simmetrica, molto meno elaborate di quelle di Pechino, ma molto belle. La via sacra è molto ben curata e conservata.
L’ultima attrazione che si segnala è il Nanjing Changjiang Daqiao, il Ponte sul fiume Yangze, a nord-ovest della città. Costruito su due piani, con struttura in acciaio, consente il collegamento trale due rive del fiume. Il piano inferiore è quello predisposto per la ferrovia ed è lungo, 6772 metri, mentre quello superiore con una lunghezza di 4589 metri, è per il traffico automobilistico. È stato inaugurato nel 1968, dopo nove anni di lavori, ed è un simbolo dell’indipendenza e dell’orgoglio nazionale. Il progetto era stato elaborato dagli ingegneri sovietici, ma nel 1960 al momento della rottura delle relazioni tra i due paesi, Mosca ritirò i suoi tecnici e il progetto venne quindi realizzato solo da operai cinesi. Oggi resta un simbolo della città, anche se 11 chilometri più a sud è stato costruito un nuovo ponte lungo 21 chilometri.
Il Tibet e Lhasa
In mandarino il Tibet è chiamato Xizang. Nel 607, Namri Songtsen, imperatore dell’impero Yarlung, unifica le varie tribù sotto il nuovo impero Thufo. Ciò nonostante è Songtsen Gampo (620-649), ad essere considerato il vero unificatore dell’intera regione. Songtsen Gampo, crea uno stato militare potente, conquista un vasto territorio arrivando a minacciare la Cina. Trasferisce la residenza dell’impero dalla valle di Yarlung a Lhasa. Le tensioni con i vicini cinesi continuano fino al 9° secolo, periodo durante il quale il Tibet si smembra in diversi feudi.
Intorno al 1100 gli abati dei monasteri più importanti iniziano a contendere il potere ai sovrani, ma solo dopo le invasioni mongole dal 1207, e più tardi grazie a Kunilai Khan, inizieranno ad avere potere secolari.
Tra il 1300 e il 1400, Tsongkhapa (1357-1416), opera un rinnovamento del buddismo e fonda nuovi monasteri. Da vita alla setta Gelugpa, ‘virtù’, anche chiamata setta del Cappello Giallo, dal colore dei cappelli dei monaci. Questa setta diventa il potere religioso e secolare dominante. I suoi rappresentanti sono il Dalai Lama, e il Panchen Lama.
La penetrazione cinese inizia durante il 18°secolo. Nel 1720, l’imperatore Qing, Kangxi, dopo aver cacciato gli zungari dal Tibet, assume il controllo della regione. Nel 19° secolo l’intera area come anche il Xinjiang diventa una pedina del Grande Gioco in atto tra inglesi e russi.
Dopo la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949, le truppe cinesi invadono il Tibet l’anno successivo, nel 1950, e ne assumono formalmente il controllo. Se inizialmente i cinesi vengono accolti come liberatori, i tibetani dovranno ricredersi molto presto. Nel 1959 alcune ribellioni vengono represse brutalmente, e durante il periodo della Rivoluzione Culturale, fino alla morte di Mao, si assiste ad una soppressione rigorosa della vita religiosa e alla distruzione dei tesori sotrici e culturali del Tibet per opera delle Guardie Rosse. L’apertura all’economia di mercato negli anni ’80, solleva un po’ la regione, ma rivolte fine anni ’80, provocano un nuovo giro di vite da parte di Pechino.
Con l’obbiettivo di unificare la periferia al centro, Lhasa entra a far parte dell’11°piano quinquennale, che prevede l’apertura all’ovest. Nel 2006 è stata inaugurata la ferrovia Pechino-Lhasa, con l’obbiettivo di incrementare l’economia, ma soprattutto la presenza cinese.
Lhasa
Si trova sulle rive del Lhasa He, un fiume noto anche come Kyichu, ad un’altitudine di 3.600 metri, ed è la capitale del Xizang. Colui che immagina di arrivare e trovarsi in posto sperduto e romantico, si ricreda. Oggi Lhasa si sta trasformando come qualsiasi città cinese: grattacieli, traffico, inquinamento.
Restano comunque luoghi che vale la pena visitare.
La residenza del Dalai Lama
Il Budala Gong, o Palazzo Potala, è stato costruito da Songtsen Gampo su Marpori, la Montagna Rossa, nel 7°secolo. Completato nel 1645, è diventato la residenza dei vari Dalai Lama. Prima è stata costruita la sezione nominata Palazzo Bianco, e successivamente quella del Palazzo Rosso. L’intero complesso copre un’area di 400 metri da est a ovest, e di 350 metri da nord a sud. È composto da 13 piani, oltre 1000 camere, e 15.000 colonne. A nord-est c’è la Cappella di Avalokiteshvara, considerata la parte più antica della struttura. All’interno si trovano statue del re Songtesen Gampo con la moglie cinese Wen Cheng, e la moglie nepalese Bhrikuti.
Dazhao Si,Tempio Jokhang
Dazhao Si, in tibetano Jokhang, è considerato il tempio più sacro per i tibetani. Risale al 7°secolo, ed è stato costruito come santuario di una statua di budda che la principessa cinese Wen Cheng, portò a Lhasa come dono di nozze con l’imperatore. Questo budda, in tibetano è chiamato jobo. Non si è certi che sia l’originale a causa delle distruzioni compiute dalle guardie rosse durante la rivoluzione.
Norbulingka e altri templi
Norbulingka, il Giardino della pietra preziosa, a 7 chilometri da Lhasa, è stato costruito su ordine del 7°Dalai Lama nella seconda metà del 18°secolo, e costituisce la residenza estiva del Dalai Lama.
A nord di Lhasa si trova Ramoche, il monastero più antico della città. Si dice che sia stato costruito durante il 7°secolo, e che sia stato il santuario del budda di Wen Cheng.
Altri tre monasteri non distanti da Lhasa, sono considerati centri importanti della setta del Cappello Giallo: Sera, Drepung e Ganden. Il Monastero di Sera, è stato costruito nel 1419 da un discepolo di Tsongkhapa. Ad oggi vi risiedono 300 monaci.
Andando in direzione di Drepung, si può visitare il piccolo Monastero di Netschung, dove risiedeva l’oracolo di stato tibetano. Il Monastero di Drepung, in cinese Zhebang Si, è stato costruito nel 1416 da un allievo di Tsongkhapa, e per molto tempo è stato la sede politica della setta del Cappello Giallo. Si dice che all’apice della sua attività vi lavorassero 10.000 monaci, in pratica il monastero più grande al mondo.
Il Monastero di Gandan, il terzo monastero della setta del Cappello Giallo, è stato fondato nel 1409 da Tsongkhapa, il fondatore della setta. Distrutto durante la rivoluzione culturale, la ricostruzione è stata terminata nel 1985.
Il Monastero di Samye
Poco distante da Zetang, a due ore dall’aeroporto di Lhasa, si può visitare il Monastero di Semya, il più antico monastero del Tibet. Si dice che sia stato costruito da Padmasambhava un insegnate indiano, verso il 770. Padmasambhava, è considerato il fondatore del buddismo tibetano e si dice che sia stato in grado di sconfiggere gli dei demoni della religione Bon.
A 60 chilometri da qui, si trova il Monastero di Mindroling, costruito nel 1676.
Si consiglia la visita al passo Kampa La, a 4800 metri, da dove si può vedere il lago Yamdrok, e al passo Karo La, che si trova a quota 5000 metri.
Hong Kong
Ex colonia britannica, è divisa in quattro aree principali: l’isola di Hong Kong, Kowloon, i Nuovi Territori e le numerose isole. L’Isola di Hong Kong, occupa una superficie di 75 chilometri quadrati ed è stato il primo insediamento da parte dei coloni britannici.
Si consiglia di vedere:
- La Torre della Bank of China, alta 370 metri, realizzata dall’architetto sino-americano I.M. Pei, l’autore della piramide del Louvre di Parigi.
- Il Molo della Star Ferry, alla destra del quale c’è la Jardine House, la Casa dai mille orifizi, così chiamata dalle tante finestre tonde che la caratterizzano.
- I giardini zoologico e britannico, dove si possono osservare i gibboni dalla guancia rossa.
- Il Victoria Peak, è l’attrazione turistica di Hong Kong, più visitata. Da qui si può godere la vista del panorama sulla baia. È un’area residenziale di lusso. Nel 1888 è stata inaugurata la Peak Tramway, la funicolare per portare i privilegiati coloni che vi risiedevano.
- Il distretto occidentale, non ha nulla del centro finanziario ultramoderno della città, si tratta infatti di un mondo a parte dove si può assaporare una Hong Kong più cinese. Il quartiere inizia da Possession street e si estende a ovest di Kennedy Town. Di interesse la visita al Mercato centrale e al Tempio di Man Mo.
- Wai Chai e Causeway Bau, sono i distretti più vivaci dell’isola dove si può mangiare, bere e fare shopping. Wan Chai, è il centro della vita notturna di Hong Kong
- South Island, al contrario della zona nord dell’isola ha mantenuto il suo aspetto di villaggio di pescatori.
Kowloon, si trova al di là del porto Victoria, a 5 minuti con la ferrovia sotterranea, a 8 minuti con la Star Ferry, 10 minuti con la macchina. È un complesso commerciale e industriale che si estende su 46 chilometri quadrati. La penisola comincia a Tsim Sha Tsui, sa dove si godere di una vista spettacolare del porto dell’isola di Hong Kong.
Si consiglia di vedere:
- La Torre dell’Orologio, del 1915, ultima vestigia della stazione storica Kowloon- Canton, il capolinea asiatico del vecchio Orient Express per Londra.
- Non distante dal lungomare si può visitare il Centro Culturale di Hong Kong, il Museo dello Spazio con proiezioni quotidiane sui viaggi spaziali, il Museo dell’Arte. Anche il Museo di Storia e il Museo della Scienza meritano una visita.
- La Moschea di Kowloon, in fondo a Nathan Road, la strada più famosa di Kowloon.
- Il Tempio di Tin Hau, costruito 120 anni fa, è uno dei più vecchi dell’isola. È dedicato al protettore dei pescatori e marinai.
- Il mercato delle donne e il mercato del pesce rosso nel quartiere di Mong Kok, uno dei più densamente affollati del territorio, sono caratteristici della penisola. Anche il mercato dei fiori e degli uccelli in Yuen Po Street sono molto interessanti.
I Nuovi Territori e le 233 isole vicino, furono concessi nel 1898 in affitto per un periodo di 99 anni, sono raggiungibili in treno. Sha Tin è una delle città nuove in rapida crescita.
Si consiglia di vedere:
- Il Tempio dei 10.000 Budda e il Tempio dell’uomo grasso sono due luoghi di culto molto suggestivi.
- Lamma, è la terza più grande isola associata ai primi insediamenti di Hong Kong. Grande poco più di 13 chilometri quadrati, è ricca di colline verdi e baie. La popolazione di Lamma si aggira intorno ai 10.000. Yung Shue Wan, all’estremità nord dell’isola è uno degli scali del traghetto per l’isola. Il percorso più famoso di Lamma, è un sentiero che porta al villaggio gemello di Sok Kwu Wan. Chek Lap Kok e Lantau, sono le altre due isole più famose. A Lantau, si può ammirare il Monastero Po Lin, dipinto di un rosso acceso, arancio e oro.
Il Xinjiang, Kashi e Urumqi
Regione autonoma, grande quanto la Francia, il Xinjiang, Nuovi Territori, è la provincia più grande della Cina a maggioranza islamica. Su questa regione per secoli sono passate le carovane che percorrevano la via della seta. Urumqi, Turpan Pendi, un oasi lunga 150 chilometri da est a ovest, 150 metri al di sotto del livello del mare, la seconda depressione al mondo dopo il quella del Mar Morto, fornisce il 70 % del sale della regione. A 45 chilometri Gaochang, l’antica Karachotcha o Khocho, la città presidio sotto l’imperatore han Wudi (140-86 a.C.). Come il Tibet, il Xinjiang è stato incluso nei progetti dell’11°piano quinquennale per lo sviluppo dell’ovest. Nel 2004 è stato realizzato un gasdotto che la collega a Shanghai.
Urumqi
Urumqi, è la capitale della regione autonoma uigura del Xinjiang. Circa il 75% della sua popolazione è di etnia Han, mentre solo il rimanente 20% è uiguro. Il rimanente 5% comprende le altre minoranze della regione. La più significativa attrazione di questa città, che sta ormai perdendo tutto il suo fascino etnico sotto l’imperante politica di industrializzazione cinese, è il Xinjiang Sheng Bowuguan, il Museo Provinciale, che espone ritrovamenti archeologici. In città si possono visitare anche moschee e bazar. Sulla Hong Shan, la Montagna Rossa, si trovano un padiglione e una pagoda in tipico stile cinese. Il Tianchi, il Lago del Cielo, 110 chilometri a est di Urumqi, a 1900 metri sul pendio della catena montuosa Tian Shan, offre la possibilità di vedere un panorama indimenticabile.
Kashi
A 1.500 chilometri a ovest da Urumqi, si trova Kashi, Kashgar in turco, avamposto sull’Asia centrale, sul fiume Tumen, in mezzo ad un’oasi ben irrigata. Più vicino a Mosca che a Pechino ha rappresentato la città frontiera per eccellenza, da quando i cinesi hanno stabilito una sovranità assoluta sulla regione. Diventata cinese prima nel 200 a.C., poi a fase alterne indipendente, viene riconquistata sotto i Tang, dinastia sotto la quale i cinesi raggiungono la loro massima estensione dell’impero. Con l’imperatore Qing Qianlong (1736-1775), la regione del Xinjiang con Kashi torna sotto sovranità cinese. La popolazione è a maggioranza uigura.
Si consiglia di vedere:
- la Moschea di Aitika, o Moschea Id Kah, nel centro della città. È la moschea più grande della Cina, e risale al 1442. Nei giorni di festa arriva a contenere fino a 50.000 fedeli.
- Non distante dalla moschea si trova la Piazza Id Kah, dove si possono trovare bar, case da tè, molti bazar. Più che Cina si potrebbe pensare di essere in un qualsiasi bazar dell’Asia Centrale.
- Il Western and Central Asian Market, in via Izlati, è un’area estesa dove si incontrano mercanti di ogni provenienza, che vendono sete, pizzi, cotone e prodotti d’artigianato locale.
- Il Basha, o Mercato della Domenica, è il giorno più importante della settimana. Si tiene sulle sponde del Tumen, è reputato il mercato più grande dell’Asia ed è frequentato da quasi tutte le minoranze asiatiche.
- Il Mausoleo di Mahmud al Kashgarli, (1008-1105), si trova a 45 chilometri da Kashi, in direzione del Pakistan. Mahmud, apparteneva alla famiglia dei Karachanid. Esiliato dal Xinjiang, alla caduta del suo clan nel 1058, ritorna a kashi dove morirà.
- Sanxian Dong, o Caverne dei tre Immortali, si trovano a 20 chilometri da Kashi, e sono grotte buddiste, scavate dentro la roccia presso il fiume Qiakmak.
- Il Lago Karakul, a 200 chilometri da Kashi, alle pendici delle vette della catena del Pamir.
- Taxkorgan, a 250 chilometri a sud di Kashi, posizionata a 3.600 chilometri sul livello del amre. Ultimo avamposto cinese prima del Pakistan, vi vive una maggioranza di tajiki. Proseguendo verso sud, si arriva alla catena pakistana del Karakoram, Muro Nero. Il sentiero lungo 750 chilometri è difficile da percorrere. Proseguendo si arriva al Passo Khunjerab, alto 4700 metri, riaperto nel 1986. Da qui 270 chilometri a sud del passo si trova Gilgit, l’aeroporto pakistano.
Macao
È stata la prima colonia occidentale sulla sponda cinese. Portoghese fino al 20 dicembre 1999, allorquando è ritornata sotto sovranità cinese. Viene oggi considerata la Las Vegas d’oriente.
Si consiglia di visitare:
- Largo do Senado, è la piazza principale della città vecchia. Il palazzo del Leal Senado, è il miglior esempio di architettura portoghese sul territorio. Inaugurato nel 1784, è stato restaurato solo nel 1939. Gli interni sono stati rinnovati solo ultimamente.
- Sao Domingos, è una delle più antiche e famose chiese cattoliche dell’area del sud-est asiatico.
- San Paolo, risale al 17° secolo è un’altra delle chiese da visitare di Macao. La facciata davanti alla chiesa è sovrastata dalle mira della Fortaleza do Monte, costruita intorno all’anno 1620
- Il Tempio da Deusa A-Me, si trova all’entrata del porto interno di Macao. È il tempio più antico del territorio, e si crede, non è certo, che risalga a 600 anni fa durante la dinastia Ming. Si racconta che sia stato eretto da pescatori fujianesi (della regione del Fujian), e dedicato ad A-Da, la dea del mare protettrice ei pescatori.
- Grotta e giardino di Camoes, così chiamata in onore del poeta portoghese più famoso, Luis Va de Camoes, ospita ora la Fondazione dell’Oriente.
- I casino di Macao si trovano nei cinque Hotel, Lisboa, Mndarin, Kingsway, Holiday Inn e Hyatt-Regency. Quest’ ultimo si trova sull’isola di Taipa, collegata a Macao con due ponti e facilmente raggiungibile in Taxi o in autobus
- Coloane, collegata a Taipa, è famosa per le sue spiagge. Non distante la spiaggia di Hac Sa, famosa per l’unico campo da golf della zona.