Ricetta Firni

Domenica ho potuto ammirare una bellissima luna piena. Protagonista di un cielo sereno l’inondava maestosamente di una luce lattea e persistente, conferendo un velo di fascino a qualunque cosa ne fosse toccata. Osservando il fenomeno non ho potuto fare a meno di ricordare che in India questo evento era particolarmente sentito dall’imperatore moghul Shan Jahan.

Noto per aver fatto edificare il Taj Mahal, il mausoleo situato ad Agra dedicato alla sua moglie preferita, Shan Jahan fu il quinto degli imperatori della dinastia moghul. Ogni mese per celebrare l’incanto suscitato da questa fase lunare una terrazza veniva adornata con pregiati tappeti bianchi e soffici cuscini nivei; i fiori, anch’essi immacolati, venivano posti in grandi mazzi per profumare delicatamente l’aria notturna. Questi erano alcuni dei preparativi necessari all’allestimento di un banchetto che Shan Jahan esigeva fosse esclusivamente composto da vivande le cui tinte viravano dal colore dell’avorio a quello neve. Per onorare adeguatamente il momento di massimo splendore di questo corpo celeste gli invitati dovevano recarsi al banchetto indossando sfarzosi abiti, naturalmente bianchi. Per accontentare i desideri del sovrano i cuochi realizzavano svariati cibi tra cui sontuosi korma, una preparazione in cui la carne viene portata a cottura in una marinata di yogurt, riso basmati, candido per natura, raita, una crema di yogurt e menta, chutney di banana, per citarne alcuni. Tra i dolci non poteva mancare il firni, una crema di latte e riso aromatizzata con acqua di rose o cardamomo e decorata con scaglie di mandorle. Il dolce, di origine persiana, era stato introdotto proprio dagli antenati di Shan Jahan, che insediandosi nel Nord dell’India portarono alla nascita di una cucina raffinata e maestosa che voleva colmare la malinconia provata per la loro terra di provenienza.

Ecco quindi spiegata la ragione della proposta di oggi, una crema di riso dolce e profumata. Piuttosto che le mandorle ho preferito optare per i pistacchi, dei quali sono ghiotta.Per sbucciarle procedete come per i pistacchi. La dose ottenuta basta per 4 porzioni da gustare ben freddi, senza aspettare necessariamente la prossima luna piena.

Firni

vegetariano

riso basmati 150 g
latte 1 l
zucchero 130 g
acqua di rose 4 cucchiai
pistacchi 1 cucchiaio

La sera prima sciacquate il riso e ponetelo in una ciotola coperto di acqua. L’indomani scolatelo e frullatelo con pochi cucchiai dell’acqua di ammollo. Dovreste ottenere una consistenza pastosa.

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Portate il latte a bollore e aggiungete il riso tritato. Cuocete a medio calore fino ad avere una consistenza densa e cremosa, senza mai smettere di girare con un cucchiaio di legno. Ritirate la pentola dal fuoco e unite lo zucchero. Fatelo sciogliere, quindi rimettete la pentola sul fuoco per due minuti, e infine trasferite il firni in una ciotola per raffreddare

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Quando è freddo, ma non completamente rappreso, unite l’acqua di rose mescolando bene.

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A questo punto, per una presentazione più gradevole porzionate il firni in verrine o ciotoline. Riponeteli in frigorifero.
Sgusciate i pistacchi.

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Fate scaldare 2, 5 dl di acqua. Quando bolle versatela sui pistacchi e lasciate riposare per 5 minuti.

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Scolateli.
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Sciacquateli con dell’acqua fredda e asciugandoli con un panno pulito noterete che le pella esterna si staccherà facilmente da sola.

senzabuccia.jpg

 

Tagliateli a fettine e usateli per decorare la superficie del dolce poco prima di servirlo.

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Chiara Bellasio

Informazioni su Chiara Bellasio

Chiara Bellasio è comasca, food blogger, laureata in comunicazione con una tesi sul gastronomo dallo spirito pungente Grimo de la Reinier e vive a Parigi. Ora si occupa di fotografia, stilismo culinario e dello sviluppo di ricette per riviste.

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