Le aziende guardano alla FTZ di Shanghai

E’ ormai passato oltre un anno da quando il governo di Pechino ha reso ufficiale l’insediamento della Free Trade Zone (FTZ) nel perimetro che include l’area del porto di Waigaiqiao per oltre 29 km quadrati, venendo a integrare così aree strategiche del distretto di Pudong: l’area logistica di Waigaiqiao, l’area free trade di Waigaiqiao, l’area portuale di Yangshan, l’aeroporto di Pudong.

Leggo moltissime analisi che tentano di commentare dati di sviluppo economico e commerciale attraverso la lente geopolitica o comunque economica in senso strutturale, mettendo in luce gli elementi difettivi che l’area dimostra rispetto a Hong Kong, porto libero per eccellenza e storico varco di ingresso agli investimenti esteri oltre che piattaforma di recupero per utili da destinare su mercati internazionali attraverso uno dei più evoluti sistemi bancari e finanziari al mondo.

Rispondo con schiettezza sottoponendo un dato che pare essere rappresentativo di uno scenario in reale e forte cambiamento: sono oltre 10.000 le attività commerciali sorte solo nel semestre gennaio – giugno 2014 nell’area in oggetto e ben 631 sono le società straniere che hanno scelto la soluzione messa in atto dalla municipalità di Shanghai per agevolare l’evoluzione di un sistema che procede con passi rapidi verso dinamiche non più di attrazione di capitali quanto di diversificazione dei servizi necessari a sostenere esigenze di consumo che divengono ora più che mai rappresentative di una classe media che considero ora più che mani diversificata in tre sottoinsiemi per potere d’acquisto, origine di provenienza e preferenza per il canale di acquisto.

Quello che meno spesso si esamina, riguarda invece le novità specifiche che questo progetto pilota riserva all’area in questione. Cerchiamo di riassumerle seguendo una configurazione che agevoli l’impresa nel constatare la prospettiva di cambiamento in atto

1. Ambito Legale e Tutela: L’area accoglie un sistema di arbitrato coordinato dalla Shanghai International Arbitration Center (SHIAC) e China (Shanghai) Pilot Free Trade Zone Court of Arbitration. Questo oltre a permettere una facilitazione nelle pratiche inerenti alla risoluzione delle controversie per le aziende in loco ben si inserisce nelle prospettive di tutela garantite alle aziende estere che possono coinvolgere anche legali stranieri (non abilitati direttamente per il foro cinese) ad operare in veste consultiva per finalità giudiziali e di arbitrato. Inoltre su Shanghai è ammessa una tutela di questo tipo anche per i representative office che sorgono nella FTZ. Una specifica del Ministero della Giustizia emesso il 27 gennaio scorso dichiara:  un’azienda estera che ha stabilito il proprio Ufficio di Rappresentanza nella Shanghai FTZ è autorizzata a impegnarsi contrattualmente con una società cinese specializzata nell’ambito legale per validare il coinvolgimento diretto di legali a propria tutela, anche se i legali stranieri non sono autorizzati a praticare all’interno del diritto della RPC, possono però agire attivamente in veste di consulenti legali stranieri . Ricordiamo inoltre che questa prospettiva mira a rafforzare anche il ruolo dei RO all’interno di Shanghai come primo stadio di investimento, una percezione che la normativa cinese dal 2010 con l’alzamento dei termini di rendicontazione / controllo fiscale sui RO aveva in qualche modo messo in discussione.

2. Procedure di rendicontazione tributaria e dinamiche di tassazione: a luglio di quest’anno la State Administration of Taxation (SAT ) ha inaugurato una serie di servizi specifici per la Shanghai FTZ con la finalità di salvaguardare i contribuenti in termini di tempo e cost saving. Le attività sviluppate nell’area speciale possono online operare completamente e in autonomia sulla registrazione delle tasse, l’emissione di fatture online e la gestione delle medesime; il versamento dell’IVA può inoltre avvenire su base trimestrale e non mensile come per il resto della Cina e il tax return può essere immediatamente richiesto subito dopo il pagamento dell’iva medesima.

3. Egualitarismo con aziende cinesi: Il sistema adottato per garantire sistema paritario senza proibizione all’importazione o dazi specifici è costituito da una Lista al Negativo (ovvero che non discrimina nulla che non sia in qualche modo indicato sulla medesima). Nell’ultima revisione di giugno scorso è riscontrabile come il numero di industrie / settori inseriti in lista sia passato da 190 a 139 con una liberalizzazione sistematica di settori (alcuni notevolmente sensibili) di quasi il 30%.  Uno dei cambiamenti più significativi lo si riscontra per esempio nell’industria finanziaria dato che con la RNL (revised negative list) nulla è ostacolato alla creazione di banche di investimento, aziende operanti nel settore finanziario, società fiduciarie,  società intermediarie nel cambio di valuta. Inoltre per quanto riguarda il settore sanitario, sono state rimosse barriere determinate dall’investimento minimo iniziale obbligatorio di 20 milioni di RMB (circa 2 milioni e 600 mila euro) e i limiti al periodo massimo di operatività per ospedali o istituzioni mediche. (20 anni). Inoltre stando alla revisione della normativa su Shanghai, ora è concesso il libero investimento anche in settori come cybercafè e per quanto concerne la commercializzazione di console videogames. Fra gli altri settori che beneficiano la rimozione del loro riferimento dalla lista abbiamo il settore della manifattura per gli inchiostri di stampa e prodotti di pigmentazione o similia, fibre sintetiche, componentistica per automobili, prodotti vitaminici e paramedicali con determinati componenti chimici, così come la liberalizzazione nelle ferrovie, nei trasporti marittimi internazionali, trasporto cargo e gestione sistemi containers e industrie di riparazione / creazione aeromobili.

4. La frontiera del Cash Pooling in Shanghai: oggi la FTZ permette agli investitori stranieri di trasferire fondi fra la loro società cinese domestica e le strutture internazionali attraverso due procedure di cash pooling che prevedono entrambe la creazione di una “piscina” di raccolta fondi all’interno del comparto FTZ.  Il cash pooling permette di evitare squilibri all’interno di uno stesso gruppo societario nel caso in cui si trovi a dover rispondere con spostamento di fondi propri alcuni bilanci in negativo di alcune entità societarie all’interno del proprio comparto. In pratica, i movimenti dei singoli conti correnti intestati alle società del gruppo saranno riversate, nella frequenza voluta – giornaliera, settimanale o mensile -, sullo specifico conto corrente, che può essere definito pool account, intestato alla società controllante o capogruppo (che deve essere registrata su Shanghai). Il cash pooling è concesso in due modalità: in RMB o per valuta straniera. Nel caso in cui la procedura veda coinvolta una società onshore, questa raccoglie i fondi in RMB facendo riferimento ad un conto corrente domestico intestato alla società capogruppo che comunica con la pool registrata in un istituto bancario di Shanghai dove la capogruppo opera con registrazione in loco e da qui rimanda alla suddivisione degli utili / fondi sulle società compartecipate in mailand china.  Nel caso invece di una “relazione” con società del gruppo di destinazione offshore, è richiesta la registrazione del conto corrente nella lista della State Administration of Foreign Exchange (SAFE), questo trasferirà i fondi ad un conto domestico intestato alla capogruppo che verrà riceverà approvazione dalla SAFE per convertire in valuta straniera l’ammontare della somma raccolta e destinata a un secondo conto internazionale (indicato in SAFE) come destinatario per poi essere utilizzato come diffusore fondi sulle sedi offshore del gruppo nel resto del mondo.

Un’analisi completa comporta una specifica esamina per settore industriale che soppesi a livello micro la scelta di intraprendere un’avventura commerciale o investimento nell’area di Shanghai. Quello che è doveroso segnalare è che a livello macro l’insidiarsi di questa prospettiva di Free Trade non solo ci fornisce un quadro del progetto globale che Pechino ha in programma di sviluppare su altre municipalità consolidando quel sistema a cluster urbani che fino ad oggi emergeva in termini meramente infrastrutturali; ma soprattutto agevola il concetto di libera impresa priva di capitalizzazione minima richiesta: la zona cancella infatti la registrazione di capitale minimo di 30000 RMB per per limited liability companies, di 100.000 RMB per le single shareholder companies e di 5.000.000 di RMB per le joint stock companies.

Iniziare ad operare a Shanghai vuol dire anche “one-step application processing platform” nella registrazione societaria. Tutte le documentazioni necessarie sono sottoposte all”autorità per l’industria e il commercio di zona e l’erogazione di licenze commerciali, certificati di attribuzione codice aziendale, certificato di registrazione per le tasse avvengono dallo stesso Istituto in 4 giorni lavorativi in medi. Le autorità competenti informano però: a causa delle migliaia di richieste sopraggiunte l’attesa potrebbe protrarsi sulle due settimane.

Paolo Cacciato

Informazioni su Paolo Cacciato

Coordinatore del Business Focus China e Far East e Docente di Marketing Strategy sui Mercati dell'Asia Orientale nei Master in Internazionalizzazione di Impresa del Nuovo Istituto di Business Internazionale di Milano, sinologo e nippologo specializzato in mediazione linguistica e interculturale applicata ai processi di business development. Presidente di Asian Studies Group ©, centro studi specialistico con sedi principali in Milano Roma Padova Torino; dirige in Italia il C.U.P.I. Centro per l'Unione delle Prospettive Internazionali, già consulente d' impresa per diversi gruppi italiani, coordina ADM-EA Consulting, studio specializzato in internazionalizzazione su Cina Giappone e Corea con sede principale a Milano e desk operativi in Kobe, Shanghai, Seoul.

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