Pechino: Entro novembre attesa la ratifica di nuovi accordi con Australia, Mongolia e Sud Corea

a cura di: Lorenzo Riccardi

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La politica di apertura sul piano internazionale della potenza cinese vedrà in questo autunno un ulteriore slancio, visto l’intensificarsi dell’attività di promozione commerciale e produttiva operata da Pechino nell’intera Asia. Sull’agenda di Xi Jinping, di ritorno dalla vicina Mongolia, c’e’ infatti il summit sulla Cooperazione Economica di novembre dove siederà accanto al ministro degli esteri coreano Yoon Sang-Jick, quindi il successivo incontro con il primo ministro australiano Tony Abbott.

Come anticipato, il recente accordo tra Cina e Mongolia ha segnato un passo importante per entrambe le parti. La Cina rappresenta la destinazione del 90% delle esportazioni provenienti dallo stato dell’Asia centrale, con i traffici bilaterali che hanno toccato nel 2013 i 6 miliardi di dollari. D’altro canto Pechino ha da sempre visto con interesse le riserve minerarie del vicino del nord, e la promessa di nuove infrastrutture per circa 5 miliardi sembrerebbe andare proprio in questa direzione. A raffreddare gli animi è però la storica posizione della Mongolia, da sempre sospesa a metà tra le due potenze asiatiche Russia e Cina e che vede ancora con scetticismo l’influenza della seconda economia mondiale.

Discorso diverso per la Corea del Sud, con cui la Cina siglerà il prossimo 10 novembre un accordo di libero scambio dopo anni di trattative, in cui le parti sono sembrate imporsi su posizioni opposte. Il testo prevede l’abolizione di tariffe doganali per circa il 90% dei beni scambiati, e dell’85% dei dazi sul valore. Il trattato si prevede possa dare una nuova spinta ad entrambe le economie già dal prossimo anno. Tra poco meno di due mesi, la ratifica proprio a Pechino.

Liberalizzazioni previste anche nei confronti dell’Australia. Risalta infatti la crescente rilevanza di Camberra all’interno dell’area del Pacifico, considerata la presenza in veste di invitato speciale nella conferenza Cina-ASEAN dello scorso agosto. Statistiche alla mano, l’economia australiana è legata a doppio filo con i destini della Cina e dopo l’intesa raggiunta sul libero scambio con la Corea del Sud ad inizio anno, l’accordo su tariffe e investimenti è sembrato il passo successivo per favorire nuovi scambi commerciali.

Il processo di integrazione economica su base regionale è il modello a cui le potenze economiche asiatiche si ispirano ormai da tempo per seguire un percorso di crescita comune. Accordi su base bilaterale o al centro di conferenze plurilaterali sono il segno, di come le barriere doganali rappresentino il passato nei rapporti esteri, e di come le liberalizzazioni portino alla crescita anche per i nuovi paesi emergenti.

Lorenzo Riccardi

Lorenzo Riccardi

Insegna fiscalità asiatica presso Shanghai Jiao Tong ed è Adjunct Associate Professor alla Xian Jiao Tong Liverpool University. Si è specializzato in fiscalità internazionale all'IBFD di Kuala Lumpur e nel 2016 ha conseguito una borsa di studio per un progetto di dottorato di ricerca sulle economie del Far East presso Shanghai University. E’ segretario dell’Associazione degli Accademici italiani in Cina ed e’ stato ammesso come International Associate dell’American CPA Association, membro di Australia CPA, dell'Ordine dei Dottori Commercialisti, del Registro dei Revisori in Italia e International Affiliate dell’Hong Kong Institute of CPAs. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ha ricoperto ruoli nella governance di istituzioni e gruppi societari, tra cui Giorgio Armani, Trussardi e Pomellato. E' socio dello Studio di consulenza RsA (www.rsa-tax.com), specializzato in Asia e paesi emergenti e ha ricoperto ruolo di Board Director della Camera di Commercio Italia-Vietnam, della Camera Italiana in Cina e di Chief Representative di Unimpresa a Shanghai. Ha pubblicato per Il Sole 24Ore Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam, per Maggioli Editore cura le guide dei paesi dell’Asia Orientale e per Wolters Kluver è il responsabile della banca dati Asia. E’ membro del comitato scientifico di Corriere Asia e Fiscalità Estera. Per l’editore Springer cura una collana di testi su temi in ambito contabile e fiscale legati alla Cina e i suoi testi sono stati pubblicati in lingua italiana, cinese, portoghese ed inglese. Contatti: Website / LinkedIn