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Gennaio 2007 Archivi

09.01.07

Onigiri, le polpette di riso con l’alga intorno!

onigiri.jpgPer gli italiani nati e cresciuti nell’ultimo trentennio l’immagine del Giappone passa principalmente, nel bene e nel male, attraverso la massiccia dose di cartoni animati passati sui nostri teleschermi.
Certe azioni e situazioni estranee alla cultura occidentale sono diventate, negli anni, familiari anche a noi italiani. Ad esempio, chi non ha visto almeno una volta i protagonisti dei cartoni o dei fumetti mangiare con voracità quelle grosse “polpette” di riso, dalla forma più o meno triangolare, guarnite da una non meglio identificata striscia scura alla base, riempiendosi la faccia di tanti piccoli chicchi di riso? E’ un’immagine così tipica che spesso una delle domande sul cibo, sushi a parte, che viene fatta agli occidentali che sono stati in Giappone o ai giapponesi stessi, riguarda proprio queste appetitose polpette, in senso culinario così lontane da noi ma che forse ci riportano alla mente con un po’ di nostalgia tanti pomeriggi passati davanti alla televisione…

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12.01.07

Yakisoba, gli spaghetti giapponesi alla piastra.

yakiok.jpg
Tornando dal Giappone un cibo del quale spesso sento la nostalgia è la yakisoba, ossia gli spaghetti giapponesi (soba) saltati (yaki) in padella o sulla piastra, che sono per me il simbolo dei Matsuri, i piccoli e grandi festival che hanno origine da tradizioni popolari contadine o da ricorrenze e cerimonie religiose giapponesi. Quasi sempre l’epicentro è un Tempio, dove si svolge, si è già svolto o si svolgerà il momento topico del Matsuri, ma la festa popolare vera e propria il più delle volte consiste in una serie di bancarelle che, come in Italia nelle sagre di paese, sono più o meno sempre le stesse e si ripetono quasi con la stessa frequenza lungo le vie. Tra esse, oltre a quelle che vendono amuleti o giocattoli per i più piccoli (tipiche le maschere per il volto raffiguranti personaggi della tradizione giapponese tra i quali sono ormai annoverati anche eroi della televisione e dei manga come Doraemon e Ultraman!) e quelle con i giochi (spesso finalizzati a catturare un pesciolino rosso o un piccolo premio), la stragrande maggioranza sono bancarelle che vendono cibo e bevande!

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15.01.07

Shiro Gohan, il riso bianco giapponese

risogiapponese.jpg
Approfittiamo delle domande che sono state fatte tra i commenti dei precedenti articoli per spiegare alcune cose sul riso e sulla tecnica di cottura tradizionale dello Shiro Gohan, il riso bianco.
Al giorno d’oggi in Giappone per preparare il riso si utilizzano prevalentemente degli appositi elettrodomestici, ma ovviamente le ricette tradizionali e il modo di cucinare hanno radici più antiche, legate alle vecchie case di campagna e alla loro struttura.
La cottura del riso in particolare veniva effettuata sul Kamado, una sorta di forno/fucina posto in una parte della casa su un pavimento in terra battuta, dove da un’apertura frontale veniva inserita la legna da ardere e sulla cui sommità veniva posta la Kama, la pentola, che aveva un caratteristico e pesantissimo coperchio, che aveva lo scopo di trattenere ermeticamente il vapore.
Chiaramente, il fuoco generato dalla legna non raggiungeva in breve tempo le temperature di un moderno fornello alimentato a gas. Da qui il tipico modo di cucinare alcuni alimenti, primo tra tutti il riso.

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17.01.07

Anko, la marmellata di fagioli Azuki

azuki-ok.jpg
Dire che i fagioli di soia rossi giapponesi, gli Azuki, sono “dolci” non rende bene l’idea del sapore di questi legumi, almeno fino a quando non si ha l’opportunità di mangiare un dolce farcito di Anko, la marmellata di Azuki. Fino a quel momento, probabilmente gran parte degli occidentali sentendo parlare di Azuki, penserebbe che “i fagioli sono sempre fagioli, e quindi dire che sono dolci è soltanto un modo per distinguerli, eventualmente, da varietà più saporite”… “al massimo saranno un po’ più sciapi dei nostri fagioli cannellini…” o peggio che “non è possibile fare un dolce che sia davvero dolce con i fagioli!”.
Anch’io la pensavo più o meno così quando durante il mio primo soggiorno in Giappone acquistai la mia prima scatoletta di fagioli Azuki e ne mischiai avventatamente il contenuto con olio, sale e mais…
Chiaramente il risultato fu pessimo perché con mia grande sorpresa, i fagioli Azuki erano dolci davvero! E ancor più dolce e buona è la marmellata, detta Anko, che è possibile preparare con questi legumi speciali che ormai vengono coltivati anche in Italia.

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24.01.07

Dorayaki, i dolci di Doraemon!

dorayaki.JPG Nell’ultimo articolo Yumie ha spiegato come preparare l’Anko, la marmellata di fagioli Azuki. Come già detto, questa marmellata può essere usata in vari modi secondo le ricette della pasticceria giapponese o i propri gusti personali. Uno degli utilizzi più tipici è la farcitura dei Dorayaki, di cui abbiamo già accennato nell’articolo precedente. Prima di lasciarvi quindi alla preparazione dei Dorayaki, vorremmo condividere con voi un passaggio, “a tema”, tratto dall’ultimo libro della scrittrice giapponese Banana Yoshimoto:

Tratto da: “Ricordi di un vicolo cieco” di Yoshitomo B. – Ed. "I canguri Feltrinelli” “......Mi piaceva molto il suo viso felice. In lui c'era sempre qualcosa di speciale. Sapevo che aveva a che fare con la felicità, ma era impossibile spiegarlo chiaramente a parole. "Per te cosa significa sentirti felice?" gli chiesi.

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