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9 Gen, 07

Onigiri, le polpette di riso con l’alga intorno!

onigiri.jpgPer gli italiani nati e cresciuti nell’ultimo trentennio l’immagine del Giappone passa principalmente, nel bene e nel male, attraverso la massiccia dose di cartoni animati passati sui nostri teleschermi.
Certe azioni e situazioni estranee alla cultura occidentale sono diventate, negli anni, familiari anche a noi italiani. Ad esempio, chi non ha visto almeno una volta i protagonisti dei cartoni o dei fumetti mangiare con voracità quelle grosse “polpette” di riso, dalla forma più o meno triangolare, guarnite da una non meglio identificata striscia scura alla base, riempiendosi la faccia di tanti piccoli chicchi di riso? E’ un’immagine così tipica che spesso una delle domande sul cibo, sushi a parte, che viene fatta agli occidentali che sono stati in Giappone o ai giapponesi stessi, riguarda proprio queste appetitose polpette, in senso culinario così lontane da noi ma che forse ci riportano alla mente con un po’ di nostalgia tanti pomeriggi passati davanti alla televisione…

Queste polpette di riso si chiamano in giapponese Onigiri (da pronunciare onighiri) e sono composte principalmente di riso bianco, un ripieno vegetale o di pesce ed un alga essiccata che li avvolge in parte o completamente.

Possiamo dire che l’onigiri più essenziale in assoluto è quello di solo riso bianco, fino ad arrivare agli onigiri ripieni di salmone, di altri tipi di alghe, di prugne giapponesi oppure con il riso già mischiato con altri vegetali ridotti in pezzettini, sempre con l’opzione dell’alga esterna in quantità più o meno diverse.
Un’altra semplice variante è lo yakionigiri, ossia una volta preparato, appena scottato sulla piastra insieme alla salsa di soia.

Dal pasto umile di emergenza, magari fatto per non sprecare un eccesso di riso preparato per un’altra ricetta o per la praticità di confezionare un “piatto unico” da asporto con diversi ingredienti, fino alla portata di un locale tradizionale e passando per le decine di varianti che si trovano nei Conbini, i supermercati giapponesi aperti 24 ore su 24, l’Onigiri è diffuso, con alcune varianti, in tutto il Giappone ed assume secondo le situazioni il rango di snack o di vero e proprio pasto.
Per questa serie di articoli che mescolano la cucina giapponese e le nostre esperienze di vita quotidiana di un italiano e una giapponese tra i rispettivi paesi e culture, abbiamo deciso di iniziare riportando la ricetta per la preparazione degli Onigiri, che per quanto semplice non può prescindere da alcune caratteristiche che riportiamo di seguito per poter cucinare (e mangiare!) un vero Onigiri anche in Italia!
Il riso è comunque l’alimento di base della cucina Giapponese, carico di significati culturali, storici, religiosi ed emotivi, e anche in questo caso la riuscita di tutta la ricetta dipende dalla sua corretta preparazione:

Onigiri:
vegan.jpg
Ingredienti:
riso giapponese, sale, alghe “Nori” (alghe in fogli, essiccate) , un ripieno a scelta (i tipi di ripieno possibili, sempre salati, sono le prugne umeboshi), le alghe “konbu”, il salmone (grigliato e salato) e molti altri ingredienti vegetali e non.
Quasi mai la carne, ma ovviamente voi potete metterci tutto quello che volete!

Preparazione:
prima di tutto lavare con le mani il riso con acqua fredda in una ciotola, possibilmente non di alluminio, senza premere troppo, più volte fino a che l’acqua diventi quasi trasparente (in Giappone la prima o anche la seconda acqua, ricca di amido, viene riutilizzata come cosmetico per lavare e rinfrescare il viso e le mani o per innaffiare le piante)

Lasciare asciugare circa mezz’ora il riso in uno scolapasta con i buchi sufficientemente piccoli posto su una ciotola per raccogliere l’acqua in eccesso.

In una pentola, meglio se in teflon, mettere riso e acqua in proporzione di 1:1,2 (ad esempio per 100 grammi di riso = 120 centilitri di acqua. Il 20% in più di acqua rispetto alla quantità del riso).

Mantenendo sempre il coperchio sulla pentola, cuocere a fuoco basso fino alla bollitura dell’acqua, dopodiché alzare il fuoco fino a cottura ultimata e all’evaporazione di tutta l’acqua. Mantenere possibilmente sempre il coperchio per utilizzare anche il vapore per la cottura.
A cottura ultimata, lasciar riposare almeno 10 minuti, poi mischiare.

Una volta pronto il riso, si passa al dare la forma agli Onigiri.
Preparare quindi quattro piccole ciotole, una con sale fino, una con acqua, una con le alghe Nori, una con il ripieno che si è scelto e un piatto vuoto dove verranno posti gli onigiri completati.

Bagnare leggermente le mani con l’acqua nella ciotola, poi prendere un pizzico di sale fino e sfregare leggermente le mani fino ad inumidire in modo uniforme i palmi con acqua e sale.

Prendere con un cucchiaio bagnato il riso ancora caldo e disporlo sul palmo della mano leggermente ricurva “a cucchiaio”, con le dita unite.

Premere leggermente al centro con il pollice dell’altra mano per creare il posto per il ripieno. Mettere un cucchiaino del ripieno scelto e coprire con un po’ di riso. Poi piegare la mano con il riso senza chiuderla completamente e porre l’altra da sopra orizzontalmente, nella stessa posizione, fino a chiudere il riso tra le due mani.

La mano superiore è la mano che darà la forma ai lati dell’Onigiri, premendo il riso tra il dito medio e l’anulare uniti e il palmo della stessa. La mano inferiore si occuperà della base e delle “facciate” e di mantenere il tutto ben saldo senza però schiacciare eccessivamente il riso.

Cambiando le mani e ruotando il tutto una decina di volte si cercherà di dare alla polpetta dl riso una forma triangolare dallo spessore approssimativo di due dita. Il nome Onigiri deriva dal verbo “impugnare” e sta ad indicare proprio questo tipo di preparazione. Questa è la forma che permette di gustare al meglio l’Onigiri, la più facile da addentare e grazie alla quale è possibile fin dal primo morso gustarne anche il ripieno.

Una volta definita la forma, porre l’alga Nori, che aderirà al riso bagnato, ad avvolgere in parte o tutto il riso. L’alga, oltre ad aggiungere sapore, servirà a non far attaccare il riso alle mani ( a proposito, gli Onigiri si mangiano esclusivamente con le mani!).

E’ consigliabile mangiare gli Onigiri quando sono ancora caldi ma sono sicuramente gradevoli anche freddi. Si possono congelare, ricoprendoli con la pellicola per alimenti per poi riscaldarli al forno a microonde e mantengono pressoché intatte tutte le loro caratteristiche.
Gli Onigiri sono quindi un pratico e gustoso pasto, da consumare facilmente in casa o fuori e sono il primo passo per fare pratica nella preparazione del riso secondo le regole della cucina tradizionale giapponese. Non ultimo, sono per molti italiani, la realizzazione di una fantasia che diventa finalmente tridimensionale!
Alla prossima.

Commenti (15)

luigi spina:

magnifico!

questo si che è un gran blog!
bravi continuate cosi

mi metto subito al lavoro

Andrea Proietti:

Complimenti per questa nuova rubrica!

Ottimo blog e ottimo inizio :-)))
Un saluto dal vostro "vicino" su CA

Alessandro Viviani:

Bellissimo blog!
Gli onigiri.... quanti ricordi del Giappone... li compravo sempre al 24h!!!
Andate avanti così, vi seguirò spesso!

Stupendo!
Finalmente un blog sul nutrimento dell'impero del sol levante chiaro, completo, competente e simpatico!
Bravi Daniele san to Yumie san

Andrea Coletta:

Da paura!!

Un'unica cosa: ma quanto è il tempo di cottura del riso? quanto tempo deve passare da quando l'acqua comincia a bollire a quando devo spegnere il fuoco?

domani sera passo da piazza vittorio e compro un po' di riso (mi consigliate gia che ci siete il posto dove conviene comprarlo... oppure il riso "giapponese" che si trova nei negozi dei cinesi va bene tutto?)

Per la prossima puntata spiegatemi tutte le varianti per il MoChi!
Tra l'altro mi sono ricordato di aver letto nel libro "Io Sono Un Gatto" di Natsume Soseki il pezzo in cui al protagonista si impasta la bocca con del mochi freddo :-D

William:

Ottima iniziativa,

Finalmente posso mettermi all'opera!

Una domanda,
è possibile presentare anche delle foto delle fasi di preparazione?

continuate cosi

William

bravi bravi, mi è venuta pure fame visto che sono le 2 di notte! La prossima volta a cena me li fate eh!
Ah...vi ho linkati sul mio blog marcoabout.wordpress.com

yo

Complimenti per questa nuova iniziativa...io vi ho già linkato e vi leggero spessissimo, ma questo lo sapevate già, vero?

Baci,
B.

Mauro Ferraro:

Complimenti Davvero daniele per lo splendido lavoro fatto su questo Blog, purtroppo ho potuto risponderti solo ora perche avevo il computer in panne,comunque è straordinario l'impegno che mettete te e tua moglie per far conoscere la straordinaria cultura nipponica.Sono sempre con voi con il cuore e con mente un'abbraccio

Andrea Coletta:

Allora stamattina approfittando del fatto che i miei sono andati al paese, avevo la cucina libera e ho potuto sporcare a piacere per provare la ricetta! :-D

tutto a posto pero' mi chiedo un paio di cose:

siete sicuri che il riso vada fatto bollire prima a fuoco basso e poi alzare al massimo la fiamma? no perchè ad occhio e croce direi chè è piu' comodo il procedimento inverso (portare ad ebollizione con fuoco alto e far consumare l'acqua cuocendo al vapore portando il fuoco al minimo)... fatemi sapere.

In secondo luogo, non va aggiunto sale all'acqua? io non l'ho aggiunto ma per paura che poi mi venisse troppo insipido (preoccupazioni da gaijin direte voi!) ho aggiunto all'acqua un paio di cucchiaini di alghe nori marinate (ne ho comprato un sachetto nel negozio consigliatomi da Bunny Chan): il riso è giusto un po' meno insipido.

in ogni caso ne ho mangiato uno 5 minuti fa, fatto con le mie mani e sono abbastanza soddisfatto...

a presto

Andrea

Monia volturi:

Vi adoro *.*.... Però vorrei chiedervi... Visto che sono una pasticciona non è che potreste mettere anche le dosi??

Monia volturi:

Ma le alghe Konbu dove le devo mettere @.@??

RENY:

CHE BELLO COSì FINALMENTE POTRò CUCINRE ANK'IO LE RICETTE GIAPPONESI!!
ADORO IL GIAPPONE!! :-D

Claudia:

La ricetta è venuta benissimo!! :D
E' stato divertente preparare tutto con le mani...e poi vedere sotto i nostri occhi un piatto che sin sa piccolo abbiamo sempre invidiato ai nostri eroi preferiti degli anime giapponesi!!;))

Grazie per la bella serata che ci avete fatto trascorrere...il blog è davvero un'idea molto carina e utilissima!!
:)

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