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Febbraio 2007 Archivi

01.02.07

Te Uchi Udon, pasta fresca giapponese

teuchiudon_.JPGL’impatto con la cultura giapponese può essere per molti versi disarmante.
Molti dei comportamenti occidentali che possiamo considerare normali o addirittura simbolo di “educazione” qui da noi, sono al contrario stigmatizzati in Giappone come comportamenti riprovevoli o di estrema maleducazione. Mangiare camminando per strada, soffiarsi il naso in pubblico o peggio che mai a tavola, eccedere nel contatto fisico con strette di mano vigorose e prolungate, pacche sulle spalle o baci sulle guance, parlare al cellulare in autobus o nel treno e mille altri comportamenti che in occidente sono considerati normali e ormai assimilati come tali o comunque sopportabili, sono in Giappone se non sconsigliati e vietati (come appunto l’uso indiscriminato del cellulare sui mezzi pubblici) quasi sempre indicati come scarsa o nulla educazione.
Perciò capita che un occidentale, tirando fuori il meglio di sé, rischi agli occhi di un giapponese di inanellare una lunga sequenza di gaffe e atti di vera e propria maleducazione.

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08.02.07

Niku Udon, noodles giapponesi con carne

nikuudon_ok.jpg
Nello scorso articolo abbiamo accennato ad alcune regole di comportamento, di buona educazione, che sono utili e alcune volte indispensabili quando ci si trova in Giappone o ad interagire con i giapponesi. La tavola, da sempre regno e test supremo della buona educazione anche nella cultura occidentale moderna, è in Giappone come da noi luogo di incontro e “socializzazione”.
Incontrarsi intorno ad un tavolo, è un modo per iniziare o per sottolineare certi rapporti interpersonali, consolidare rapporti di lavoro, rafforzare il lavoro di squadra, stringere alleanze o valutare i nuovi impiegati…a volte è anche, soprattutto in presenza dell’alcol, il modo per sciogliersi e finalmente lasciarsi andare un po’… in particolar modo quando si tratta di andare a bere con i colleghi o anche con i propri superiori dopo il lavoro o nelle gite aziendali.
Anche in momenti di apparente relax però, ci sono sempre e comunque delle regole da seguire! Prima regola fra tutte, che può aiutare un occidentale a fare una discreta figura, è capire la dinamica dei bicchieri pieni e di quelli vuoti!

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15.02.07

Taimeshi, riso e pesce...portafortuna!

taimeshi1-ok.jpgLa ricetta che vi proponiamo questa volta ha come ingrediente principale, oltre al riso bianco, l’orata, in giapponese Tai, un pesce considerato in Giappone simbolo di buon augurio e prosperità, anche e soprattutto grazie all’assonanza con parte del termine giapponese Medetai, cioè auguri, augurare.
Per i giapponesi il potere dei nomi e dei suoni è tutt’oggi, almeno nelle credenze popolari e nelle abitudini quotidiane che ne derivano, molto forte e sentito al punto che molte parole condizionano poi la vita reale a seconda della loro assonanza con parole fortunate o sfortunate, associabili ad eventi lieti o al contrario infausti.
Perciò l’orata grazie anche a questo che potremmo superficialmente definire “un gioco di parole” o “superstizione”, assume il significato simbolico di portafortuna e il piatto di questo articolo in particolar modo viene cucinato in occasione di felici ricorrenze e fausti eventi, mentre è assolutamente vietato nelle ricorrenze più tristi.
A rafforzare questa credenza, o forse a generarla, ritroviamo tra l’altro l’orata proprio come simbolo di una fruttuosa pesca anche sotto il braccio di uno dei sette immortali portafortuna, Ebisu, dio protettore dei pescatori, nella versione giapponese del mito taoista/popolare di origine cinese.
Ad esempio l’orata è assolutamente una presenza fissa nei menù dei banchetti di matrimonio!

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22.02.07

Okonomiyaki fatti in casa!

Okonomiyakimain.jpgUn po’ perché ci piace accontentare le richieste dei nostri lettori (quando è possibile!), e un po’ perché ci piace questa ricetta (e prima o poi l’avremmo pubblicata senz’altro), siamo finalmente arrivati al momento degli Okonomiyaki, che proprio per il significato del loro nome sembrano estremamente adatti a quanto detto fin qui!
Difatti Okonomiyaki significa più o meno “quello che ti piace, fatto alla piastra” e i più attenti tra i lettori avranno già notato che abbiamo incontrato il vocabolo Yaki nella ricetta della Yakisoba, gli spaghetti alla piastra, postata qualche settimana fa. Sulla stessa piastra, il Teppan, vengono infatti preparate queste “vie di mezzo” tra una pizza e una frittata che sono gli Okonomiyaki.

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