Te Uchi Udon, pasta fresca giapponese
L’impatto con la cultura giapponese può essere per molti versi disarmante.
Molti dei comportamenti occidentali che possiamo considerare normali o addirittura simbolo di “educazione” qui da noi, sono al contrario stigmatizzati in Giappone come comportamenti riprovevoli o di estrema maleducazione. Mangiare camminando per strada, soffiarsi il naso in pubblico o peggio che mai a tavola, eccedere nel contatto fisico con strette di mano vigorose e prolungate, pacche sulle spalle o baci sulle guance, parlare al cellulare in autobus o nel treno e mille altri comportamenti che in occidente sono considerati normali e ormai assimilati come tali o comunque sopportabili, sono in Giappone se non sconsigliati e vietati (come appunto l’uso indiscriminato del cellulare sui mezzi pubblici) quasi sempre indicati come scarsa o nulla educazione.
Perciò capita che un occidentale, tirando fuori il meglio di sé, rischi agli occhi di un giapponese di inanellare una lunga sequenza di gaffe e atti di vera e propria maleducazione.


La ricetta che vi proponiamo questa volta ha come ingrediente principale, oltre al riso bianco, l’orata, in giapponese Tai, un pesce considerato in Giappone simbolo di buon augurio e prosperità, anche e soprattutto grazie all’assonanza con parte del termine giapponese Medetai, cioè auguri, augurare.
Un po’ perché ci piace accontentare le richieste dei nostri lettori (quando è possibile!), e un po’ perché ci piace questa ricetta (e prima o poi l’avremmo pubblicata senz’altro), siamo finalmente arrivati al momento degli Okonomiyaki, che proprio per il significato del loro nome sembrano estremamente adatti a quanto detto fin qui!