Agedashi Dofu, il Tofu fritto!

Nel pubblicare queste ricette di cucina giapponese, ci troviamo spesso nella condizione di dover scegliere tra le ricette che vorremmo pubblicare e quelle che sono invece più alla portata di una realizzazione casalinga. Questo non avviene però a causa della complessità o meno delle varie ricette quanto invece per l’oggettiva difficoltà che si può incontrare nel reperire tutti gli ingredienti necessari in Italia. Vivendo a Roma, al di là del cibo portato dai viaggi in Giappone o spedito dalla famiglia, non abbiamo comunque grandi problemi nel reperire gran parte degli ingredienti necessari, o al limite i più simili, nei moltissimi negozi di alimentari asiatici. Non tutti però hanno questa possibilità in altre città italiane o nei piccoli centri. Nella speranza/presunzione che ci leggano un po’ tutti da ogni dove, a volte temiamo di pubblicare ricette che non saranno poi realizzabili dai nostri lettori per mancanza di materie prime.

Il Chawan Mushi, la ricetta di cucina giapponese che vi presentiamo questa settimana, è un piatto a base di uova. Nella sua semplicità, è una ricetta geniale, gustosa e nutriente. Prima di tutto, se non sapete come collocare questa o altre ricette nella classica sequenza occidentale antipasto, primo, secondo, contorno eccetera, specifichiamo che in Giappone, ma in oriente in generale, questa sequenza non esiste in quanto in generale si tende o al pasto unico, dal quale derivano i ristoranti specializzati che fanno solo un tipo di pasta o un tipo di carne o pesce con minime varianti sulla ricetta di base, oppure nel caso di più portate, a meno che il menù non sia molto vasto e richieda diversi tempi per presentare il tutto, si tende a mettere “in tavola” tutte le portate insieme. Chiaramente gli usi stanno cambiando anche in oriente e soprattutto con l’avvento dei ristoranti e del servizio in stile occidentale, la differenziazione tra i primi e i secondi piatti, ad esempio, è abbastanza diffusa anche se al tempo stesso molto fraintesa.
La ricetta di questa settimana è molto semplice e può accompagnare ogni ricetta pubblicata fin qui, sia come snack che come vero e proprio contorno, fermo restando quanto scritto nell’articolo precedente, ossia che non è necessario dare una scaletta precisa alle varie portate. Prima di passare alla ricetta, però vorremmo presentarvi una nuova piccola modifica che abbiamo deciso di inserire nei nostri articoli:
Al popolo giapponese, come a molta altra gente del resto del mondo, piacciono molto i giochi di parole, i doppi sensi, le ambivalenze e i significati nascosti. Complice una lingua che è composta da migliaia di ideogrammi di origine cinese, da due alfabeti sillabici (uno per le parole giapponesi e uno per le parole straniere) più l’utilizzo dei caratteri occidentali e il bombardamento costante di tante parole provenienti dall’estero e subito “nipponizzate”…bé, di materiale per i giochi di parole ce n’è abbastanza! Anche soltanto nel normale parlare ci sono moltissimi omofoni che spesso, più o meno maliziosamente, vengono impiegati “ad hoc” per sortire diversi risultati.