Taimeshi, riso e pesce...portafortuna!
La ricetta che vi proponiamo questa volta ha come ingrediente principale, oltre al riso bianco, l’orata, in giapponese Tai, un pesce considerato in Giappone simbolo di buon augurio e prosperità, anche e soprattutto grazie all’assonanza con parte del termine giapponese Medetai, cioè auguri, augurare.
Per i giapponesi il potere dei nomi e dei suoni è tutt’oggi, almeno nelle credenze popolari e nelle abitudini quotidiane che ne derivano, molto forte e sentito al punto che molte parole condizionano poi la vita reale a seconda della loro assonanza con parole fortunate o sfortunate, associabili ad eventi lieti o al contrario infausti.
Perciò l’orata grazie anche a questo che potremmo superficialmente definire “un gioco di parole” o “superstizione”, assume il significato simbolico di portafortuna e il piatto di questo articolo in particolar modo viene cucinato in occasione di felici ricorrenze e fausti eventi, mentre è assolutamente vietato nelle ricorrenze più tristi.
A rafforzare questa credenza, o forse a generarla, ritroviamo tra l’altro l’orata proprio come simbolo di una fruttuosa pesca anche sotto il braccio di uno dei sette immortali portafortuna, Ebisu, dio protettore dei pescatori, nella versione giapponese del mito taoista/popolare di origine cinese.
Ad esempio l’orata è assolutamente una presenza fissa nei menù dei banchetti di matrimonio!
