Onigiri, le polpette di riso con l’alga intorno!
Per gli italiani nati e cresciuti nell’ultimo trentennio l’immagine del Giappone passa principalmente, nel bene e nel male, attraverso la massiccia dose di cartoni animati passati sui nostri teleschermi.
Certe azioni e situazioni estranee alla cultura occidentale sono diventate, negli anni, familiari anche a noi italiani. Ad esempio, chi non ha visto almeno una volta i protagonisti dei cartoni o dei fumetti mangiare con voracità quelle grosse “polpette” di riso, dalla forma più o meno triangolare, guarnite da una non meglio identificata striscia scura alla base, riempiendosi la faccia di tanti piccoli chicchi di riso? E’ un’immagine così tipica che spesso una delle domande sul cibo, sushi a parte, che viene fatta agli occidentali che sono stati in Giappone o ai giapponesi stessi, riguarda proprio queste appetitose polpette, in senso culinario così lontane da noi ma che forse ci riportano alla mente con un po’ di nostalgia tanti pomeriggi passati davanti alla televisione…


La ricetta che vi proponiamo questa volta ha come ingrediente principale, oltre al riso bianco, l’orata, in giapponese Tai, un pesce considerato in Giappone simbolo di buon augurio e prosperità, anche e soprattutto grazie all’assonanza con parte del termine giapponese Medetai, cioè auguri, augurare.
Al popolo giapponese, come a molta altra gente del resto del mondo, piacciono molto i giochi di parole, i doppi sensi, le ambivalenze e i significati nascosti. Complice una lingua che è composta da migliaia di ideogrammi di origine cinese, da due alfabeti sillabici (uno per le parole giapponesi e uno per le parole straniere) più l’utilizzo dei caratteri occidentali e il bombardamento costante di tante parole provenienti dall’estero e subito “nipponizzate”…bé, di materiale per i giochi di parole ce n’è abbastanza! Anche soltanto nel normale parlare ci sono moltissimi omofoni che spesso, più o meno maliziosamente, vengono impiegati “ad hoc” per sortire diversi risultati.
La cucina giapponese così come la conosciamo oggi, quella che tutti in Giappone o in Occidente possono provare, è in realtà un mix di tradizione autoctona e rivisitazione di piatti non propriamente giapponesi. Se da una parte molti dei piatti della cucina odierna hanno le loro origini nella più pura tradizione nipponica e sono ricchi di aneddoti, storie e significati religiosi o comunque simbolici, dall’altra è necessario riconoscere che non tutto ciò che oggi viene considerato “piatto giapponese” ha origini nel paese del sol levante ma spesso, incredibilmente, deriva da rivisitazioni di piatti esteri o più esattamente occidentali.
Dopo la parentesi di cucina “fusion” torniamo alla cucina tradizionale giapponese con una ricetta a base dell'alimento giapponese per eccellenza: il riso! (...preparato però con l'ausilio di un moderno elettrodomestico...!)