Il Giappone: un'altro mondo
Fino ad ora ho avuto la fortuna di visitare il Giappone per ben 4 volte. Il primo viaggio l'ho compiuto nell'estate 2001, quando venni ospitato da una amica giapponese, la mia futura moglie, che viveva a Takarazuka alle porte di Osaka. I viaggi successivi hanno avuto come meta Date City, un paese nella zona meridionale dell'isola di Hokkaido, dove vive la famiglia di mia moglie.
Ogni volta che vado in Giappone è quasi come andare su un altro pianeta; non passa giorno che non scopra qualche diavoleria tecnologica o qualche aspetto della società e della vita quotidiana che mi lasciano un senso di stupore che forse solo un italiano può avere quando confronta la società giapponese con quella italiana.
Raccontare tutto, in questa sede, è impossibile e mi limito ad alcuni flash di cose che mi sono rimaste impresse durante il mio ultimo viaggio in Giappone nel Settembre 2006.
La prima parte delle vacanze l'ho trascorsa a Date City dove spesso, lungo le strade, è facile incontrare delle bandiere (vedi foto all'inizio dell'articolo). Queste bandiere, di vari colori e disegni, sono un invito alla popolazione a ridurre la velocità, a stare attenti ai ladri, ecc.
Sempre a Date ho visto un ufficio postale dotato di un tavolo con sedia e tutto l'occorrente per compilare moduli e/o per scrivere una lettera: matite, penne, blocco notes, calcolatrice, spugna umida, graffettatrice, forbice e.....una serie di occhiali (!!!!) a disposizioni degli utenti. E pensare che negli uffici postali in Italia è gia tanto se c'è una sedia.
Arrivando all'aeroporto di Kobe per la seconda parte delle vacanze, una squadra di tecnici, in fila, si è inchinata all'unisono all'arrivo del nostro aereo da Sapporo. Non ho fatto a meno di sorridere.
Ad Osaka ho avuto modo di apprezzare il servizio offerto ai clienti che devono sbrigare qualche faccenda in banca. Come sempre ci sono comode sedie, e riviste (anche per i più piccoli !!) per chi è in attesa del suo turno. Davanti ad ogni sportello il cliente si siede su una sedia, altrettanto comoda, ed esegue le operazioni che deve fare.
Sempre ad Osaka abbiamo visitato alcune amiche di mia moglie. Sono così venuto a contatto con una diavoleria tecnologica che non avevo mai visto in Italia anche se non escludo che sia sul mercato anche da noi: un tappeto di plastica riscaldabile.
In pratica è un tappeto, che nel disegno simula un parquet, che nei mesi invernali può emanare calore tramite l'accensione di un interruttore. In Giappone, nelle case, di solito si cammina scalzi o coi calzini o, al massimo, con le pantofole e un pavimento caldo in inverno è senza dubbio una cosa piacevole.
Un consiglio. Non camminate mai con le scarpe in una casa privata: è un grande segno di maleducazione.
Questa breve serie di istantanee non hanno certo la pretesa di raccontare uno spaccato del Giappone; se fossi andato, per esempio, in altre banche penso che ne avrei trovata qualcuna che offre un servizio più simile al nostro (basso) standard.
Come dicevo prima sono solo dei flash, fra i tanti, di cose che mi sono rimaste particolarmente impressi nelle mie esperienze di turista italiano nel paese del Sol Levante.
Cristiano Suriani
