I preoccupanti risultati di uno studio sulla demografia
In uno studio compiuto dall' Istituto Nazionale della Popolazione e della Ricerca sulla Sicurezza Sociale, sono emersi alcuni dati preoccupanti circa l'andamento demografico della popolazione giapponese.
Secondo questo studio nel 2055 i Giapponesi saranno 90 milioni, il 30% in meno di quanti sono oggi e si prevede che per il 2105 il loro numero possa scendere, addirittura, a meno di 50 milioni.
La ricerca si basa sulla percentuale di fertilità, rilevata nel 2005, di 1.26 figli per ogni coppia. Percentuale che si prevede in ulteriore diminuzione nei prossimi anni.
La scarsità delle nascite è ormai un problema sociale e, sui molti motivi di questa scarsa propensione delle famiglie ad avere dei figli, i pareri non sono concordi.
Secondo le statistiche i giapponesi si sposano più tardi, rispetto al passato, e aumentano le persone che scelgono la vita da single. Le non rosee prospettive per il futuro, soprattutto per quanto riguarda l'economia, non sono un grande incentivo per la decisione delle giovani coppie di avere figli. Inoltre c'è da tener conto anche della violenza che sempre più spesso vede coinvolti minorenni: spesso come vittime, ma a volte anche come colpevoli, sintomo che qualcosa nella società nipponica non funziona.
Altro dato preoccupante che emerge dallo studio è il continuo invecchiamento della popolazione e, secondo le stime, fra 50 anni il 41% dei Giapponesi avrà più di 65 anni.
Questo dato avrà un notevole peso sul sistema pensionistico che, se non si troveranno rimedi, rischierà di collassare.
Il Ministero del Lavoro, Salute e Welfare avvierà uno studio sugli effetti, di questi dati, sul sistema pensionistico nazionale e sulle possibili contromisure.
Il premier Shinzo Abe ha detto che il governo adotterà tutte le misure necessarie affinchè il tasso delle nascite aumenti: misure che potrebbero essere aiuti economici, per chi decide di avere figli, o incentivi per incoraggiare i matrimoni.
Cristiano Suriani
