Tempi duri per Shinzo Abe
I primi cento giorni del governo di Shnzo Abe non sono certo stati pieni di risultati positivi; se si tralascia il successo in politica estera con il miglioramento dei rapporti con Cina e Corea del Sud, i primi tre mesi del nuovo premier, soprattutto in politica interna, non sono stati certo positivi.
Un recente sondaggio ha mostrato chiaramente il calo di consensi per il governo; i giapponesi che apprezzano il suo operato sono ora il 50%, ma tre mesi fa erano il 70%.
Ultima tegola in ordine di tempo sulla testa di Abe sono state le dimissioni del Ministro per la Riforma dell'Amministrazione, Genichiro Sata, travolto dallo scandalo di una società che avrebbe finanziato in nero la sua campagnia durante le ultime elezioni.
Il Ministro, che fa parte della corrente politica di Abe, ha riconosciuto la fondatezza delle accuse e ha prontamente rassegnato le dimissioni.
Il leader del Partito Democratico, principale partito di opposizione, ha chiesto una profonda indagine in quanto, secondo l'esponente politico, il leader del governo non poteva non sapere.
Risalgono solo a pochi giorni fa le dimissioni di Masaaki Homma, capo della commissione governativa per le tasse, colpevole di aver ospitato la sua amante in un appartamento governativo.
Altra decisione contestata è stata quella di reintegrare alcuni membri del Partito Liberale, espulsi da Koizumi a causa della loro opposizione alla privatizzazione delle poste. Riforma, questa, fortemente voluta dal precedente premier e largamente sostenuta dalla popolazione.
A tutto questo si aggiunge lo scandalo di alcuni meeting pubblici truccati in chiave filo-governativa. Scandalo avvenuto durante l'era Koizumi, ma scoppiato sotto il governo di Abe.
Insomma i primi cento giorni sono passati e sembra che il governo ne sia uscito piuttosto malconcio. Vedremo se nel 2007 avrà la capacità di guadagnare consensi fra i giapponesi o se sarà travolto da altri scandali più o meno imbarazzanti.
Cristiano Suriani
