Aperte alla scienza molte tombe imperiali
In tutto il Giappone esistono circa 200.000 antiche tombe, alcune delle quali risalgono addirittura al 4 secolo d. C.
Queste tombe sono di grandissima utilità per storici ed archeologi per poter far luce sulla storia antica del Giappone; sono una inestimabile testimonianza della vita e della cultura del passato.
I suppellettili, l'architettura delle tombe, i materiali usati, sono tutti indizi utili agli storici per aggiungere nuovi tasselli nella conoscenza dell'antico Giappone.
Alcune di queste tombe, forse le più importanti, contengono, o, meglio, si pensa che contengano, le spoglie di qualche Imperatore. Per questo motivo, "per non disturbare la tranquillità delle anime imperiali", come recitava l'Agenzia della Casa imperiale, le domande di accesso a questi siti venivano sistematicamente respinte.
Adesso, finalmente, l'Agenzia ha concesso l'accesso degli scienziati ad alcune tombe imperiali che, dopo secoli di inviolabilità, verranno quindi aperte.
C'è molta curiosità nel mondo scientifico sui risultati che usciranno dagli esami di queste tombe.
Intanto esiste una convinzione diffusa che molte tombe siano state erroneamente attribuite a qualche Imperatore e che quindi possano rivelarsi molto meno regali di quanto ci si aspetti.
Dall'esame dei resti di alcuni Imperatori potrebbe anche saltare fuori una sorpresa non molto gradita agli ambienti ultra-conservatori e cioè che ci possano essere degli Imperatori non giapponesi, ma coreani o cinesi, e la cosa non sorprenderebbe più di tanto gli storici che ritengono l'ipotesi plausibile, specialmente in epoche remote quando l'influsso cinese e coreano erano molto forti.
Cristiano Suriani
