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25 Gen, 07

In arrivo un'ondata di film sul massacro di Nanchino

Monumento per la strage di NanchinoQuest'anno verrà celebrato il 70° anniversario di una delle pagine più brutte del XX secolo: la strage di Nanchino.
Il massacro, compiuto dalle truppe giapponesi, costò la vita, secondo fonti cinesi, ad oltre 300.000 persone quasi esclusivamente civili: donne, bambini, anziani.
Questa ricorrenza rischia di essere una mina vagante sui migliorati rapporti tra Cina e Giappone.

Si era nel 1937, nel pieno della guerra sino-giapponese, le truppe nipponiche, dopo aver conquistato Shanghai, si diressero su Nanchino.
Il 9 Dicembre di quell'anno arrivarono in vista della città e lanciarono un ultimatum ai difensori che si sarebbero dovuti ritirare entro 24 ore: non ricevettero risposta.
Dopo due giorni di intensi bombardamenti, le truppe cinesi si ritirarono e i giapponesi entrarono in città. Era il 13 Dicembre 1937.
Nelle settimane successive le truppe imperiali si resero protagoniste di una delle più nere pagine dell'umanità: stupri, violenze di ogni tipo, civili decapitati, assassinii di donne e bambini, saccheggi.

Su quello che effettivamente successe non c'è ancora una totale chiarezza; Cinesi e Giapponesi si rimpallano l'accusa di voler falsificare la storia, gli uni ingigantendo l'episodio e gli altri cercando di minimizzare il numero dei morti.
C'è sempre stata una diatriba tra i due paesi su quello che effettivamente avvenne durante il massacro di Nanchino e questa riccorrenza dei 70 anni rischia di riaprire una ferita che minaccia di vanificare il tentativo di Tokyo di normalizzare i rapporti con Pechino.

A gettare benzina sul fuoco, durante questo anno usciranno nelle sale cinematografiche vari film che tratteranno l'argomento.
Uno è già uscito ed è l'americano "Nanking" interpretato, fra gli altri, da Stephen Dorff e Woody Harrelson.
Anche i cinesi stanno preparando il loro film tratto dal best-seller "The Rape of Nanking" ("L'ultima vittima di Nanchino") della giovane e già famosa Iris Chang.
Ma il film potenzialmente più pericolo è quello che, per ora, è solo nella testa di Satoru Mizushima, uno dei leader del nazionalismo giapponese: "The Truth of Nanjing".
Mizushima è preoccupato che tutti questi film in uscita possano alimentare sentimenti anti-giapponesi e così ha avviato questo progetto per cercare di mostrare anche la versione giapponese su quei fatti.
Insieme ad una decina di supporter e ad alcuni parlamentari, ha dato il via alla campagna per raccogliere i fondi che gli possano permettere di girare il film che spera di terminare entro la fine dell'anno.

Cristiano Suriani

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