Il "Takeshima Day"
Per il terzo anno consecutivo si è tenuto, nella prefettura di Shimane, la cerimonia per il "Takeshima Day".
L'evento prende il nome da un paio di isolotti, poco più che scogli, nel Mar del Giappone, che attualmente sono di proprietà della Corea del Sud, ma che il Giappone rivendica per sé.
Le isole Takeshima, o Dokdo, come le chiamano i Coreani, hanno una estensione di appena 0.186 kmq. La loro importanza è soprattutto commerciale in quanto il mare circondante i due isolotti è ricco di pesce e quindi molto pescoso.
I Coreani le hanno dichiarate, nel 1982, "Monumento Naturale" in quanto luogo di rifugio e di riproduzione di molte specie animali alcune delle quali in via di estinzione.
Storicamente le isole sono sempre state considerate coreane, ma agli inizi del XX secolo la Corea del Sud ha rinunciato di esercitare la sovranità sulle isole che di fatto sono passate sotto il controllo di Tokyo.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1952, il governo di Seul, con un atto unilaterale, si è ripresa le isole e il Giappone, in quegli anni, non era certo nelle condizioni di alzare la voce, soprattutto in politica estera.
Il Giappone non ha mai smesso di rivendicare le Takeshima e questo contenzioso continua tutt'oggi ad essere una spina nelle relazioni tra i due paesi.
Dal 2005, nella prefettura di Shimane, a cui territorialmente dovrebbero appartenere le isole, si celebra il "Takeshima Day" in cui centinaia di manifestanti si riuniscono per chiedere al governo di intraprendere i giusti passi diplomatici per riportare le Takeshima alle Madre Patria giapponese.
Quest'anno, nella sala comunale di Matsue, erano presenti 450 persone e 3 membri della Dieta, eletti nella prefettura di Shimane.
A contestare pacificamente la cerimonia, era presente anche un gruppo di Sud-Coreani, ma la cerimonia non ha prodotto incidenti ed è proseguita tranquillamente.
Cristiano Suriani

