Le donne, mina vagante per il governo
Contrariamente alle aspettative del governo di Shinzo Abe e del Ministro della Sanità Hakuo Yanagisawa, l'ultima gaffe, in cui il Ministro ha definito le donne "macchine per fare figli", non si è conclusa con le scuse pubbliche, ma rischia di generare una valanga che potrebbe addirittura provocare una svolta epocale nello scenario politico giapponese.
Nel Luglio di quest'anno si svolgeranno le elezioni per la Camera Alta e il Partito Liberale, che governa ininterrottamente dalla fine del secondo conflitto mondiale, rischia di perdere la maggioranza e questo costringerebbe il governo di Abe alle dimissioni.
I commenti degli analisti e i dati dei sondaggi non promettono niente di buono e ora anche le donne sono scese sul piede di guerra contro il Partito Liberale, le cui continue gaffe dei suoi esponenti e ministri, con oggetto il mondo femminile, cominciano ad essere viste non come degli incidenti o delle incomprensioni, ma come sintomo di una politica maschilista.
Sono sempre più numerose le donne che si sentono umiliate e che si ritengono insoddisfatte di quello che ha fatto per loro questo governo.
La gaffe di Yanagisawa sarebbe solo la punta dell'iceberg di un problema più profondo riguardante il problema della scarsità delle nascite, delle cause e dei rimedi.
Il governo, secondo gli avversari politici, tenderebbe ad accusare le donne di preferire la carriera lavorativa rispetto alla famiglia e alla maternità.
Le donne, dal canto loro, dicono che il governo non ha una adeguata politica di sostegno della famiglia.
Il voto femminile è sempre stato storicamente filo Partito Liberale e ancora oggi, nonostante tutti gli scandali, le donne più anziane, e delle zone rurali, pensano di votare per l'LDP (Partito Liberl-Democratico). Le giovani invece sono fortemente tentate di voltare le spalle al centro-destra, ma sembrano ancora indecise sul da farsi.
Il Partito Democratico di Ichiro Ozawa non ha mai particolarmente goduto dei favori delle donne, ma in questo caso, dicono gli analisti, se presentasse un programma favorevole alle donne e alla famiglia, potrebbe vedersi arrivare una valanga di voti.
C'è una terza ipotesi che contempla la massiccia astensione delle donne nelle votazioni di Luglio e questo sarebbe una umiliazione per un sistema politico, quello giapponese, da sempre tendenzialmente maschio-centrico.
Cristiano Suriani

